venerdì 19 ottobre 2007
martedì 16 ottobre 2007
Una Chiomma
- Il tuo blog si apre sempre a fatica.
- E' molto pesante, dev'essere per i video
- No, apro sempre altri blog pieni di video...
- E allora cosa sarà?
- Mi sa che è proprio pesante
- ....
- Pesante di contenuti....
- ....
- Una chiomma!
- ......
- Un chiodo da 90
- Cagati
- Ok
- Bene
- Bene
- ....
- Che fai oggi?
- Un chiodo da 90.
- Simpatica!
- Tu no
- Ok
- Ok
- Bene
- Bene.
Pubblicato da zero in-coscienza alle 11:45
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postille zen...
domenica 14 ottobre 2007
Le Mont Saint Michel
Pronto soccorso.
In sala d'attesa, un uomo e una donna:
Lui: per quest'anno vado in vacanza in Francia
Lei: Uh, bello, daje!
Lui: vado in Normandia
Lei: uh, bello!
Lui: C'e sto posto, Monteparnasse, che è na basilica, na chiesa 'nsomma, che tu ce vai...sta 'ncima a un monte...
Lei: Eh un monte...tipo Monte Mario
Lui: macchè! questa è proprio na città dove ce sta sta basilica in cima in cima alla punta del cono del monte
Io: ....
Lei: Mbè?
Lui: che te ce poi annà solo fino a na certa, de giorno che poi praticamente viene su tutta l'alta marea e la città s' inonda...
Lei: Maddai!!
Io: ...
Lui: eh, davero! che rimane solo la basilica fori dall'acqua e se te ce stai rimani là coooa machina...
Lei: e torni in barca
Lui: me sa de si...però non so.
lei: pò esse, no?
Lui: si, tipo venezia che cce stanno i taccccsi fatti a barca..
Io: ...
avanti il prossimo, venga venga..
Lei: Oddio, tocca a me
Lui: va vai, 'nte preoccupà, vai sstatttttranquilla
Nella stessa sala d'attesa, una frotta di adolescenti:
Ad1: lo sapevo che prima o poi facevi er botto..
Ad2: ma se quer bastardo der ciccia me s'è buttato tutto sulla sinistra e manco è venuto a vedè semmmmm'ero morto...
Ad3: ammazza aò, potevi pure morì
Ad2: Ma vattene ammorì ammazzato te e tutti li mejo mortacci tua...
Ad4: Aò è arrivata Betty, st'àppiangne com'a'na pischella...
Ad3: ammazza quanto te vole bbene!!
Ad2: aò, e io me le scelgo bbbene mica cazzo!
Betty: Amòòòòòòòòòòò, oddiooooo, ma che te sei fatto??????
Ad2: amò statttranquilla, nè successo gniente
Ad3: lasciamoli soli in intimità
Io:....
Ad1: c'hai raggggione. annamose a fumà na sigaretta
Ad2: aò aspettate, voglio fumà pur'io...
Betty: amò certo che sei proprio no stronzo!
A2: Amò e nun te ce mette pure tu a rompe li cojoni...nun vedi che ssssò nervoso?
Io:....
Ad1: Signora scusi, che c'avrebbe na sigaretta?
Io: Si
Ad1: ....
Io:.....
Ad1: e me la darebbe?
Io: Sei minorenne!
Ad2: Ah vabbè, nnamosene va.... grazzzie ehhhh...
Pubblicato da zero in-coscienza alle 12:50
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ma che ne parliamo a fare
giovedì 11 ottobre 2007
Precarietà
Ecco:
La storia è sempre la stessa: tu sei di quelli che: accidenti Milano, eh si ma Roma? Però Milano... infatti, anche se Roma...
Allora sei un pò in bilico (come sempre quando vai in giro) tra l'andare e il restare, tra un : ma quasi quasi mi trasferisco, che qui c'è l'europa, qui c'è movimento, qui c'è il clima internazionale ( oltre che di merda, metereologicamente parlando), 60 km e sei in Sizzera... ma poi pensi anche che in fondo non te ne frega proprio una bella ciospa della Svizzera e che in realtà è l'ultimo posto in cui andresti a poggiare il tuo culo, perciò quando stai per prendere l'eurostar che ti congela i peli del naso, ecco, sei felice.
CASA
Certo difficile rinunciare all'aperitivo...
Passeggi passeggi che già fa freddino quissù, vedi vetrine, vedi librerie, vedi vetrine, vedi librerie, modelle sottilissime e modelli con le facce da cartonato, a pranzo solo un panino e poi non ci vedi più dalla fame e allora ti ammazzi di aperitivo. Cocktail bibitone giallo ocra trivellato di pezzi di frutta dubbiosamente fresca, imponente e appiccicoso, zuccherino e inquietante, ufficialmente cocktail della casa, ufficiosamente ribattezzato Wanda.
Mangi robi triangolari con dentro Bo!, ma non bo, nel senso di Che ne so, Bo come essere umano di nome Bob, triturato assieme a formaggio di pecora svizzera e rughetta.
Olive asolano-milanesi, pizzette, involtini di involtino di prosciutto involtinato a formaggio sottile involtinato a se stesso, tocchi di grana, pasta di riso, riso a pasta, insalata di riso, insalata di pasta, insalata di insalate, supplì teologali, crocchette di patate novelle, novelle quanto mia nonna.
Poi vai a cena in un posto che si chiama SOLO PESCE..
Pensi: uhm, cazzo, è arrivato il momento di assaggiare il pesce FRESCO che di certo arriverà su questa tavola direttamente dal pescoso mare di Lombardia.
Mangi un astice che quando te lo fanno vedere è talmente brutto e incazzato che per un momento pensi che sarà lui a mangiare te. Lo vedi divincolarsi e un secondo dopo lo rivedi bollito nel tuo piatto. Ti danno lo schiaccia crostaceo che è un arnese del tutto simile a uno schiaccia noce, solo che in genere quando schiacci crostaceo sei più felice di quando schiacci noci.
Mangi, o almeno ci provi. Ti fai a merda, perchè le chele dell'astice schizzano via dall'arnese, planano nel piatto del tuo commensale che siccome è generalemente BUFFONCELLO te le scippa e non te le fa rivedere mai più.
Certo che tolte le chele all'astice rimane ben poco ( e soprattutto ben poco di attraente) tipo: orrende intelaiature di crosta rossa vagamente preistorica o se vogliamo anche un pò blattesca, scarrafonesca, aracnesca ecc ecc...
Però bevi a spugna, eh mo ce vò!
Tolni in albelgo. la lagazza alla leception ti saluta in italiano pelfetto e addilittula con odiosa cadenza milanese. La lagazza è cinese e gestisce l'albelgo in cui io dormilò. In tv, talk show cinesi.
Svacchi sul letto dalle lenzuola albergose e mentre la stanza comincia a girare senza troppe pretese, ti ricordi che devi lavarti i denti e che forse sarebbe il caso di scollarti dai bulbi oculari quel quintale e venti di crosta di mascara e quant'altro.
Poi rinunci perchè non essendo sola intuisci che qualcosa, da sotto le coperte, eppur si muove...
Ti rotoli per un pò come una fettina panata ( anzi, come una cotolètta), poi chiudi gli occhi, apri le gambe e ... pensando alla colazione dell'indomani, colazione cinese si suppone, un conato di vomito ti manda a puttane tutti i buoni buoni propositi.
Pubblicato da zero in-coscienza alle 15:32
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la scuola di okuto
lunedì 8 ottobre 2007
Ità e Itezze
La Noiosità, la Micizia, la Freschezzità, l'Innocentevolezza, la Struggenza, la Bellità, la Tuità, la Bruttità, la scemenza, la scemità, l'Idiozità, la Seduttivitezza..
UNO DUE TRE STELLA
ASINO CAVALLO E RE
CALAMARO PENNA OLIO E FRITTURA
INCHIOSTRO CHIOSTRO FOSCO BOSCO
NONNA STA SERA TI HO VISTO salire le scale mobili all'IKEA.
Non eri tu ma una nonna qualunque,
che tanto dalla morte nessuno risale.
sembravano le tue labbra secche e sottili e anche l'odore e i capelli erano i tuoi.
Il colore più scuro, quello era il tuo, che dai campi venivi e nella terra finivi.
Io non ho una nonna e non ho una mamma.
Non ho nemmeno un padre, ma solo milioni di ..... a farmi da madre e da padre.
E anche da nonna.
Se il letto si rivolta e il tetto cade, sorridi che è brutto il tuo viso senza sorriso.
Pubblicato da zero in-coscienza alle 00:00
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udite udite
venerdì 5 ottobre 2007
TRANSUMANITAS
E' stata un'escalation.
Siccome viaggia da un paio di giorni questa autoconvinzione indotta che io " mi trascurerei" sta mattina è andata così.
Anzi, per essere onesti, anche "sta" rientra nelle cose da evitare nel programma in 15 punti su come migliorare se stessi e volersi tanto tanto bene per essere felici. Per cui, 'fanculo sta ed ecco QUESTA.
Questa mattina ero lì che il mio organismo sperimentava forme innovative per la riabilitazione al giorno successivo quando ho iniziato a ....tagliarmi le unghie dei piedi.
Passo successivo, doccia lunghissima con aggiunta di trattamento ristrutturante per capelli colorati
( 6000 tinte dal 2003 a oggi, dal rosso ramato al blu elettrico, fino al biondo decolorato). Uscita dalla doccia apro l'armadio e vedendomi agire in preda a un automatismo impressionante scelgo pantalone nero attillato da culo in bella vista ( quel poco che c'è è ben messo).
Mi guardo allo specchio, nuda dalla cintola a vita bassa in su. E che ti vedo? ste, anzi Queste due tettine piccole ma a maggior ragione sfidanti senza macchia (?) e senza paura la forza di gravità. E allora che faccio? mi infilo in una specie di magliettina bianco-accecante ( arrivata non so da dove o scippata non so a chi) e scopro che un reggiseno nero merletto di Baviera ( ?) ci sta benissimo perchè la sconosciuta maglietta presenta, nelle sue più intime sembianze, una serie di bottoncini sul decoltè che esplodono, lasciando una sola asola allacciata e sofferente, in tensione parossistica, sulla linea retta tra la punta di un capezzolo e l'altro. Mi guardo e dico
- Oibò
Diciamo che da questo insieme omogeneo di serietà e richiamo erotico, ( tipo signorina Rottermaier in un film con Lino Banfi, uno di quelli di serie B, in cui non ha ancora iniziato a fare il nonno d'Italia) è scaturito tutto il resto.
Una frenetica e impazzata corsa al restauro, all'addobbo coatto del mio corpo come fossi un albero di natale sempre un pò zoccolo e un pò severo.
Dunque zac, ecco che scudiscio un paio di scarpe con tacco da 12 cm.
Scarpe aperte ( che qua ancora abbiamo 30 gradi, rosicate) a strisce bianche e argento. Le caviglie mi si slanciano più di uno di quei saltatori con l'asta, lunghi e secchi.
Mi guardo allo specchio, wow! ma chi cazzo è quella? non fosse per la faccia, ancora troppo da squatter, quella cosa di carne sembrerebbe un trancio di corpo da giovane donna in carriera con tendenze scopaiole.
Scopate di serie A++, intendiamoci.
In questo preciso istante mi rendo conto perciò, di non essere più io, cioè l'io intimo, il mio me medesimo più prossimo, a comandare la baracca. Perchè dico ciò? perchè presa da un raptus da fighettina dei parioli comincio a impazzire tra acconciatura e trucco.
Vai con i capelli.
Riallaccio questa matassa africana e informe in una specie di chignon finto casuale ( pieno cioè di ciocche finte-ribelli che spopolano sul mio viso da stronza). Bene.
Mi inforcino sadicamente con 2000 ferretti ( che non è Giovanni Lindo)
La struttura capigliaturesca è apposto, si passa al trucco. Tempero tutte le matite che ho in dotazione da 15 anni, pure queste scippate a destra e a manca, tra amiche e supermercati, tra profumerie e bancarelle.
Uso l'unica che ho davvero comprato e che per mia idiozia ho pagato 12 euro.
Trac trac, due linee anzi quattro ( si hanno in genere un paio d'occhi) sotto e sopra, ( per onestà intellettuale direi sopra e dentro l'occhio), mascara a vangate e infine.... ( grave crisi d'identità) ROSSETTO ROSSO.
Esco di casa cosi conciata.
Così combinata che non sono io, ma che si sappia, adesso che non si dica più che mi trascuro.
Muovo i primi passi verso il motorino e la prima vagonata di auto con dentro maschi di merda dice e fa gesti da lobotomia.
Attraverso la città così TRAVESTITA e ai semafori i motociclisti in giacca e cravatta mi sorridono con facce grasse. Qualcuno pretesta qualche stronzata ( del tipo: questo semaforo è eterno) per attaccare bottone.
I ragazzini che attraversano via Regina Margherita, quelli con i bulloni in faccia e i tatuaggi, quelli che frequentano per hobby l'università, non mi cagano neppure di striscio.
Mi fermo in un bar per prendere un caffè e il barista né giovane nè vecchio mi vuole dare tutti gli optional che sono presumibilmente compatibili con un caffè...poi mi chiama SIGNORA
A lezione la ragazzina sgrana gli occhi e pensa ( certamente lo pensa) chi cazzo è questa oddio, ho paura....
Ecco quanto possono risultare cangevoli le persone, ecco come IO posso essere camaleontica. La comunità degli adulti mi vuole seriosa-troia-razionale-affidabile-aggressiva-professionale-
emancipata, la comunità dei giovani mi vuole alternativa-progressista-eccentrica-illuminata-combattiva, la comunità dei non so cosa mi vuole non so bene come e in realtà al di là di ogni travestimento è proprio così che sono o che sento di essere, non so bene come, non so bene cosa.
Pubblicato da zero in-coscienza alle 19:29
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stato d'animo giornaliero
giovedì 4 ottobre 2007
Cane etneo.

Mi guarda mentre io no e mi fa
- E' possibile che tu consideri come tossiche alcune cose che fai durante il giorno e che non lo sono necessariamente, ma lo sono per te
-....
-E che forse in quanto tali dovresti smettere di fare
- ... ( continuo a non guardarlo, ma ho una penna e uno stupido foglio a quadretti)
-E' come se l'alcol e le medicine non fossero percepite come tossiche, mentre il lavoro e gli impegni si
- ...( scarabbocchio cuoricini ciccioni)
- Sei un pò assente oggi!?
- ... ( i cuoricini diventano sempre di più e sempre più ciccioni)
- Sono cuoricini quelli?
- (alzo lo sguardo)
- Spero siano per te!
- .... ( alzo la punta della penna dall'ultimo cuoricino ciccionissimo) Sicuramente non per lei
- ....
- ....
-Va bene, ci vediamo giovedì prossimo alla stessa ora
- Ok
- Arrivederci, allora
- Arrivedereci.
