sabato 6 marzo 2010

VUOI PERDERE PESO? 0 KG IN UN MESE


Sono tornata dalla donna con il pigiama a pupazzetti, in realtà sono due, hanno lo stesso pigiama e entrambe fanno quella vocetta che risveglia gli istinti primari dell'uomo contro l'uomo.
Morale, Gianfilippa non ha perso nemmeno un grammo.
Dopo un mese di dieta a crocchette d'oro che costano all'etto più della bresaola, niente.
Stessa vacca palla di grasso.
La donna col pigiama ha detto uhm strano, avrebbe dovuto perdere almeno qualche etto, tutti dimagriscono dopo il primo mese.
Tutti, tranne lei.
Ve l'ho detto, questione di metabolismo.
Cmq ho capito che la faccenda del gatto dal veterinario io proprio non ce la faccio, non la posso tollerare, è più forte di me, mi prende a male.
Mi sento un'idiota, uno stupido involucro di essere umano riempito di cazzate, un decerebrato subumano, un lobotomizzato di fresco, uno i cui problemi più pressanti sono la merda di gatto e la muta del pelo.
La situazione è abbastanza alienante, credetemi.
Quella finisce la visita e fa:
Si sieda, con aria grave, importante, come dovesse dirmi chissà che cosa, tipo suo figlio è affetto da miopatia grave e degenerativa e invece di fronte a noi c'è un gatto nella gabbietta con una faccia meschina e gli occhi sgranati dopo aver ricevuto il termometro nel culo. La discussione diventa grottesca:
Come sono le feci del gatto?

Prego?

Le ha guardate? sono liquide, solide, metà e metà?
...

E l'urina?

L'urina cosa?

Di che colore è?
....

Quanta pipì fa?

Non ci faccio molto caso, in più non tira la catena...credo che questo aiuterebbe nel conteggio delle pisciate..

Vomita?
...

A volte i gatti vomitano palle di pelo, vomita palle di pelo?
....

Le consiglio questo medicinale per favorire l'espulsione delle palle di pelo

Di che si tratta?

Sono supposte

Se lo può scordare

Allora una crema in pasta, ne deve ingoiare un cm, mi raccomando non di più altrimenti potrebbe sopraggiungere una diarrea a spruzzo..
...

Inoltre le consiglio di farla giocare

Cioè?

Deve fare movimento, per la dieta
...

Provi a lanciarle le crocchette

Non credo di aver ben capito

Deve lanciare le crocchette lontano così il gatto fa movimento per andarle a cercare... e dimagrisce

Mangia 50 g di crocchette al giorno

Lo so

Vuole che lanci 50 grammi di crocchette al mio gatto una per una?

Esatto
......

Non si allarmi, l'esercizio aerobico del lancio della crocchetta non le costerà più di cinque o sei ore al giorno, stia tranquilla, è una cosa fattibile..

FARFAMIAO

martedì 2 marzo 2010

IL MONDO DI QUARK E LA GEOGRAFIA IDIOTA


Fino ad ora nella vita ho conosciuto un gran numero di persone, parecchie delle quali strane assai.
Delle regioni nostrane mi manca il campionario valdostano e trentino per il resto li ho beccati tutti.
I marchigiani parlano in quel modo buffo da marchigiani.
I siciliani hanno quell'accento paccuto che non dispiace e una personalità contorta, da isolani repressi, con una bussola che punta sempre a nord, hanno una sorta di complesso del sud, ovunque si trovino non è mai abbastanza nord, ovunque si trovino c'è sempre un altrove nordico da raggiungere.
I sardi vanno e vengono ma con la testa stanno sempre lì a pensare al loro cazzo di mare incontaminato o alle montagne selvagge e le cose buone da mangiare con tutto il mito della genuinità e delle radici e quella bandiera dei 4 mori che ovunque ci sia un raduno, è lì che sventola indefessa.
Gli abruzzesi sono barbuti e ruvidi. Anche loro intonano il proprio dire in un modo talmente cadenzato che sembra ipnotico e basta una minima distrazioni che ti ritrovi a parlare come loro.
I pugliesi con la taranta e il ballo di san Vito, oddiogesù, l'Italia intera vi prega, c'avete intrinsecamente ammaccato i così detti. C'è l'olio, il mare buono, il vino cattivo, la famiglia allargata; sono ospitali o forse promiscui, il confine, devo ammettere, nel caso dei pugliesi, è molto labile. Gli studenti fuori sede non hanno generlamente una lira che dicasi una neppure per cavarsi un occhio.
Scroccano tantissime sigarette.
I piemontesi sono rigidi come avessero un palo infilato su per il culo, sarà per il freddo, saranno le montagne, la poca familiarità con gli altri esseri umani.. sarà quella voce nasale, talmente nasale che dev'essere una questione di quello che mangiano, tutta quella polenta, diceva Pavese, fa venire la pellagra.
Secondo me fa venire la voce nasale.
I veneti sono alticci oltre che alti, sempre allegri, il più delle volte leghisti, portano jeans camicie firmate ( e stirate) e quelli che arrivano a Roma non vogliono seguire le orme dei padri alla guida dall'aziendina, ma fare i registi o gli scrittori o tutt'e due le cose insieme.
I friulani, anche loro, sono alti e poco scherzano con i cicchetti. Hanno la pelle spessa e sanno di mucca. Quelli che sono a Roma rispondono "cinema" a qualsiasi domanda venga loro posta.
I lombardi, quelli di provincia sono di un coatto simile al coatto romano, l'unica differenza è l'idioma, che nel secondo caso è un susseguirsi di versi gutturali, nel primo assomiglia maggiormente a una lingua codificata. I milanesi sono fighetti, tutti, anche quelli che giocano a fare gli alternativi.
I toscani sono ridanciani, tutto sommato bella gente, una punta rumorosi, goderecci e logorroici. Dopo un po' tutte quell'aspirate gonfiano le palle.
I calabresi sono selvatici, settari, primordiali. Parlano dialetto pesando che tutto il mondo li debba capire comunque.
Anche i lucani che però, a differenza dei calabresi, si mischiano un po' di più, si confrontano con maggior entusiasmo, parlano troppo e spesso a sproposito. Calabresi e lucani vengono a Roma per diventare avvocati e ingegneri o commercialisti.
I campani si dividono nettamente tra morti di fame e residenti al Vomero. I primi emanano una certa simpatia a pelle, vuoi per la lingua, vuoi per le movenze alla commedia dell'arte, li ami, fino a quando non ti fottono quello che sia. I secondi, i vomerini, che dio ce ne liberi, appendeteli al muro e deprivateli del loro irreale e infondato senso di superiorità.
Gli umbri sono timidi, educati e introversi, ma gentili e sinceri.
Gli emiliani di Bologna si sentono sto cazzo. la città è carina, vero è, ma insomma, abbassa sta cresta.
Gli altri sono dei provinciali con tutte le metastasi maligne del pensiero generalizzato della gente di provincia.
I genovesi sono solari, schietti, a volte sfuggenti, tirchi vero manco per niente. Genova è una bella città, il resto della Liguria, molto cara.
Dei laziali non dico niente, anche perchè sarebbe come sparare sulla corce rossa.
E il Molise non esiste.

martedì 23 febbraio 2010

PROPEDEUTICA AL RICICLO ROCOCO'

Un tempo ero molto ispirata, gli amici mi chiamavano Ines, Coca Ines...

Riciclare le robe è importante, tutto può essere riciclato: abiti, regali, amori, parole, soprannomi, battute, lavoratori precari, escrementi, vaffanculi, soddisfazioni, dissociazioni e complimenti.

Succede, mettiamo, che sei in cassa che fai la cassiera, perché invece io in un'altra vita ho fatto la cassiera alla libreria della stazione termini, e insomma arriva uno che sembra volerti chiedere informazioni sul solito libro di Moccia e invece ti fa:
-Come ti chiami, è tanto che ti guardo, vengo ogni giorno, mi dai il tuo numero di telefono
e tu che già lo sai che hai capito tutto perché sarai anche finita a fare l'impiegata in una libreria il cui titolare se vendesse quarti di bue o materiale idraulico non farebbe la differenza, farai anche l'impiegata in questa libreria ma una scintilla divina di pronta intelligenza t'è rimasta, così rispondi:
- Sta sviolinata era per la cassiera del turno prima, la figazza bionda e balconata, evvè?
E lui dice:
- Si, è vero, solo che mo sto qua, ho sbagliato orario, ce stai te, è uguale.
Questo è un classico esempio di riciclaggio di approccio.

Sono graditi commenti di illuminanti esempi in tal senso.

Farfapedagogica

mercoledì 17 febbraio 2010

AGGHIACCIANTE CRONACA DI UNA MORTE OCCULTATA


Devo raccontarvi questa storia aberrante, che ha i tratti del thriller, degna di uno dei migliori plot di genere, con chicche splatter e punte di assetato e sconvolgente cinismo ( a cui per altro, dovremmo essere abituati*).
Una persona che conosco molto bene e che frequento abitualmente ( una volta a settimana, diciamo così), una brava persona, bella persona, disponibile, gentile, gran lavoratrice, solare, divertente, sfigata nella sua condizione di straniera in Italia, paese di bastardi e razzisti e bastardi razzisti insieme, è stata appena licenziata ( si fa per dire, visto che un'assunzione non l'ha mai avuta).
Succede che questa persona lavora in una casa di cura gestita da monache sataniche, ma talmente sataniche che se Satana esistesse per davvero, si cagherebbe nelle mutande all'idea di essere adorato da gente di questo tipo.
Questa persona funge da sguattera.
Lava, stira, spazza, ramazza e pulisce i culi a degenti incartapecorite e allettate.
Uno di questi giorni, finito il turno, questa persona fa per andare via e, non avendo il permesso di usare l'ascensore, riservato alle sole monache e non certo alle sguattere, prende a scendere migliaia di rampe di scale fino all'uscita. Lungo il percorso, scalino dopo scalino, pianerottolo dopo pianerottolo, incontra il cadavere impiccato di una delle tante cartapecore detenute.
Ora accadde che la brava persona, presa da sgomento, come chiunque abbia ancora una qualche sensibilità da essere umano e non da pantegana ammuffita, dopo l' iniziale shock da visione di morto suicida appeso alla ringhiera della tromba delle scale per tramite di una calza di nylon, inizi a correre a destra e a manca, di su e di giù, alla ricerca di qualche bastarda monaca del cazzo in grado di venirle in soccorso.
Niente.
La casa di cura pare abbandonata.
Si attacca al telefono, chiama la direzione, chiama gli uffici, fa il numero di tutti le responsabili o presunte tali della baracca in questione, ma niente.
Presa dal panico allora, scavalca il cadavere, corre in cortile e dal suo cellulare ( faccenda per altro vietatissima dalle monache stesse: le sguattere hanno l'obbligo tassativo di non introdurre telefoni propri all'interno della casa di cura) chiama i pompieri. Perché i pompieri? boh, il primo numero che le è venuto in mente e così inizia a raccontare in maniera affannata, in un italiano stentato, ciò che ha visto: il cadavere ormai blu e pertanto risalente probabilmente alla sera prima, la calza di nylon attorno al collo, la posizione scomposta degli arti ormai completamente irrigiditi e così, mentre sta urlando sincopata che ha trovato un cadavere impiccato per le scale, arrivano le monache.
Una frotta di monache assatanate le intimano da lontano di attaccare subito, immediatamente. La brava persona, basita, non capisce, chiede spiegazioni, dice ma come, questa vecchia, l'ho trovata impiccata e le monache, no, attacca, attacca subito, non parlare con nessuno! il tutto urlato molto chiaramente mentre dall'altro capo del telefono i pompieri sono ancora in linea e assistono in diretta all'assurdità di ciò che sta accadendo.
Alla fine le strappano di mano il cellulare e la cacciano a male parole.
Le dicono di andarsene, di allontanarsi, ma lei si trattiene.
Si trattiene il tempo necessario per vedere le monache indaffarate, sudate, schiattate di fatica, tentare di rimuovere il cadavere. Dopo parecchi sforzi riescono a tirarlo su e a schiaffarlo nel suo letto da ex degente disgraziata.
Il tutto dopo essersi barricate dentro, a tapparelle abbassate, la porta chiusa a doppie mandate.
I carabinieri però non tardano ad arrivare così pure l'ambulanza, avvertiti entrambi dai vigili del fuoco insospettiti dalle urla diaboliche della telefonata precedente.
Fatto sta che quando arrivano, le monache si rifiutano di aprire, i carabinieri buttano giù la porta e quando entrano vien detto loro dalla madre superiora che la degente è morta nel sonno durante la notte.
I carabinieri, accompagnati da quelli del reparto investigativo, dicono, si come no, e salgono a controllare il cadavere stabilendo che l'anziana donna stesa nel letto, non solo è morta impiccata ma riporta chiari segni di lussazione degli arti dovuti al tentativo delle monache di ridistenderne il corpo, accartocciato come un pacco di Camel finito e ormai rigido da ore e ore di rigor mortis.
Come andrà a finire io non lo so, quello che so è che mi mancano le parole per esprimere giudizi in merito. Quello che sono riuscita a farvi è solo la cronaca più o meno fedele di ciò che è accaduto. Per il resto mi rimane addosso un senso di nausea misto a peli dritti sparsi un po' ovunque qua e là.
Fate voi.



*Piscicelli: «Sì». Gagliardi:...oh ma alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna partire in quarta subito...non è che c'è un terremoto al giorno P:..no...lo so (ride) G:...così per dire per carità...poveracci P:..va buò ciao G:...o no? P:...eh certo...io ridevo stamattina alle 3 e mezzo dentro il letto G:...io pure...va buò...ciao».




Farfasconvolta.

venerdì 12 febbraio 2010

Una storia di "ordinaria corruzione"


Eccerto, perché in Italia, come vuoi che sia la corruzione se non ordinaria?
Attenzione, lo scrivo in grosso così, tanto per stare tranquilla, ancora è tutto da vedere, noi, da queste parti, siamo garantisti; il Berto è solamente indagato e smentisce tutto; per il momento, a sentire il suo legale, si tratterebbe di un grande equivoco..

Vero è però, che a me non è mai stato particolarmente simpatico, e non lo dico solo ora che rischia le chiappe.
Quel personalino smunto, quella tuta da scout.
Quella faccia onnipresente, onniveggente, onnivorante..
Niente panico gente, la risposta a tutti i vostri problemi è Bertolaso.
Dammi una B, dammi una E dammi una R ecceterea..
Ber-to-la-so!
Si svampa la caldaia?
Bertolman!
Sassolino nella scarpa?
Bertolman!
Stipsi croniche, acne giovanile, macchina in panne?
Bertolman!
Il giornalaio ha finito le copie di topolino? un coatto vi ha fregato il parcheggio sotto il naso? buste della spesa troppo pesanti?
Bertolman!
Insomma, o negli ultimi anni ci sono state veramente troppe emergenze o qualcuno ha esagerato col prezzemolo, che alla fine è vero, col pesce ci sta benissimo ma non è che in Italia si mangi solo spigola.
Poi, grande protetto del re.
Guido di qua, Guido di là..
Non per dire, ma la cosa non mi tranquillizza.
Mettiamola così, io a cena con l'amico di Hannnibal Lecter non ci andrei.
Insomma, favoritismi negli appalti per le grandi opere e puttanparty.
Niente di nuovo, tutto sommato ci siamo abituati. Che male c'è? metti una troia di qua, una smandrappona di là e il G8 alla Maddalena è bello che sistemato. Si fa per dire, visto che poi manco s'è fatto.
Ma ti pare? e dire che io non ce lo vedo proprio il Berto, non è che sprizzi testosterone da tutti i pori. Lo so, non è dai pori che deve sprizzare, ma insomma, ci siamo capiti, con quell'aria diafana, pulita pulita, sempre in prima linea, pronto, dilaniato dalle fatiche organizzative, dagli oneri delle responsabilità civili, della sicurezza pubblica, da Haiti, le critiche da fare agli americani e monta e smonta le tendopoli, e scava e sposta e metti e porta e carica e scarica, ma dove lo trova il tempo per farsi massaggiare?

Ieri da Santoro si parlava di un presunto coperchio da pentola a pressione in procinto di saltare.
Perifrastica attiva.
Mi chiedo allora, ma quand'è che salterà, pensiamo forse che potrebbe cambiare davvero qualcosa?
L'unico vero cambiamento sarebbe un cambiamento totale di genere.
Solo parlamentari donne.
Se non altro risolveremmo il grande cruccio del giro di mignotte, potrebbero riuscire a organizzarsi in tal senso in modo del tutto autarchico, nessuno scambio di favori sessuali a fini di corruzione, semplici festini lesbo, giochi tra adulti, en passant, così, tanto per divertirsi, tra la discussione di un progetto di legge e l'altra, in quegli uggiosi pomeriggi romani in cui piove sempre, una leccata alla moquette* e via, alle sei, tutte a fare shopping.
A seguire: happy hour con dj Raffaella!

* Si, t'ho fregato la battuta..

Farfa costume e società

martedì 9 febbraio 2010

VOLERE

Vorrei.
Una testa sana e mani di fata.
E parole come lame, dolci, per condurre alla morte. Di quelle che poi si rinasce. Migliori.
Vorrei capelli come medusa. Vorrei serpi attorni al mio corpo che stringono forte dove fa più male, che tengono legate le ferite e liberano le catene.
Vorrei la pece nelle viscere e dentro gli occhi e nello stomaco.
Una pace delle carne.
Vorrei.
E un bacio infinito e umido. Saturo. Fecondo.
Vorrei dita creative, vorrei pensieri di flauto.
Vorrei respirare a fondo senza fischi, senza fatica.
Vorrei luce nelle pupille, vorrei braccia elastiche e persone senza spigoli da accogliere.
E musica nelle orecchie, sempre. Come curve di arcobaleni di illusioni.
Vorrei sogni belli.
Vorrei il sole in faccia, ogni giorno.
Zucchero sulle labbra. Piedi stabili, terreni sicuri.
Vorrei la pioggia e che quando c'è che fosse fresca, lucente come un riflesso, veloce come un'idea importante.
Vorrei svegliarmi e poggiare i piedi sul morbido. Vorrei svegliarmi con i denti bianchi e i riflessi sullo smalto potenti come un'abbaglio.
Come un miraggio.
Vorrei che mi vedessi accesa.
Vorrei davvero ardere questa vita fino a consumarla senza rimpianti.

martedì 2 febbraio 2010

OBESITY


In questa casa stanno tutti male.
Oggi Gianfilippa è andata dal medico per farsi il vaccino.
Il medico in realtà è una medica con indosso una specie di pigiama con tutte le facce di gatti orsetti e conigli e l' irritante abitudine di fare le vocette da cartone animato ogni volta che per Gianfy si mette male ( tipo iniezione di virus, tipo termometro nel culo, tipo trombetta nel lobo auricolare).
Le ha detto che ok, tutto bene, tranne che per una cosa: è in forte sovrappeso. Sul libretto sanitario ha scritto: sovrappeso. Sulla ricetta ha scritto: sovrappeso. Sulla fattura ha scritto: sovrappeso.
L'ha sottoposta a un rigido regime alimentare, dice che a forza di ingozzarsi senza ritegno, alla scrofa potrebbe venire il diabete.
Allora abbiamo comprato un mangime speciale per bestie grasse.
Un mangime light per lardose trippe cadenti.
Un mangime che sembra come tutti gli altri, solo che costa un botto.
E si chiama Obesity.
Lo giuro.
Non sto scherzando.
Si chiama così.
OBESITY.
Ma non servirà, perché Gianfilippa assimila pure l'aria, perché Gianfilippa ha un metabolismo dinamico quanto il cartonato di un western, perché se Gianfilippa fosse una donna sarebbe o una di quelle castigate vita natural durante per la paura di ingrassare o una gran porca lipidica che non ci sta nelle sedie dei cinema e della metro e non passa attraverso le porte..
Ecco.
Ciao