Caro Gesù bambino,
per quest'anno vorrei tanto che i turisti americani, che poggiano i loro culi lardosi sui calessi del centro, venissero sommersi da una gigantesca valangata di sterco di cavallo.
Vorrei anche che i cavalli, costretti a trainare quegli stronzi carretti dell'età del nonno del nonno del nonno del mio bisnonno, si aizzassero tutto d'un colpo e con una e più zoccolate, sfondassero il parabrezza delle auto urlanti e cancerogene che sgasano veleno sulla mia città.
Inoltre vorrei che gli animalisti la smettessero di occuparsi del ramarro nano e zoppo del Bengala e cominciassero a buttare un occhio allo schifo a cui sono costretta ad assistere ogni volta che mi sovviene la brillante idea di andare a fare due passi in centro.
Quando mi tocca di vedere cavalli bellissimi arrancare sui sanpietrini nel mezzo di autobus giganteschi, motorini incazzati, auto clacsanti e stronzi a piedi, in giro dalle sei del mattino a comprar mutande rosse da calzedonia.
Ecco.
domenica 30 dicembre 2007
LETTERA A GESU' BAMBINO.
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res adversae
24 dicembre, ore 23:58
Gesù: Come stanno i capelli?
Farfallula: Benissimo
G: Sicura?
F: Si
G: E la tunica?
F: Bene
G: E se mettessi la corona di spine?
F: Fuori luogo
G: Dici?
F: Si
G: Sono un pò teso... io la metto
F: Ma no, non è mica pasqua!
G: Mi sento così nudo...
F: Oddio
G: Si?
F: Sigh
G: ....
F: ....
G: Quanto manca?
F: Due minuti
G: Oddio...
F: Sei tu dio
G: Ah, Ohmmè!
F: Dai che stai benissimo... sei pronto?
G: Si.. che dici ci scappa un miracolo?
F: No
G. E dai, uno piccolo, piccolo piccolo
F: NO
G: Perchè no?
F: Perchè Ratzinger ti apre il culo
G: Ahiahii
F: Eh, appunto.. Dai andiamo
G: Aspetta... la borsetta...
venerdì 28 dicembre 2007
Arieeeeeecchimeeeeee a caaaaaasaaaaaaaaaa
Oddio ecco, pure questo natale lo abbiamo tramortito.
Non del tutto, ovviamente.
Come nei migliori film horror americani, in cui uccisa Christine la macchina infernale, arso l'assassino mascherato con annessa motosega, schiacciato sotto una pressa il mostro tenuto nascosto nello scantinato per anni e nutrito di sole teste di pesce rancido, ecco, come in ognuno di questi casi, alla fine del film, quando potresti rilassarti dopo aver bestemmiato per tutto il tempo prendendotela con te stessa per la tua incapacità congenita a staccarti dalle cazzate, c'è sempre quel segno, puntuale, flebile, inquietante, inesorabile, angosciante, fisso, stabile, una terribile certezza (praticamente) che ti fa capire che NO, quella merda di assassino con il mascherone bianco non è morto per davvero perché nelle ceneri di quel che rimane di lui, a un certo punto vedi scintillare fedele e grintosa la sua motosega.
Perché il mostro deforme da sotto la pressa ( ormai ridotto in poltiglia) muove impercettibilmente l'alluce violaceo.
Perché la macchina assassina, ormai confezionata a forma di barattolo di pelati, emana dai rottami una misteriosa quanto tetra colonna sonora pop anni 80 e tu capisci che viene dalla sua merdosa autoradio.
Questo perché in seguito, un qualsiasi Dario Argento americano possa girare nei secoli avvenire il numero 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 dell'originale, fino a confondere horror e soap opera e a quel punto è tutto un pappone e tu non sai più se stai guardando nightmare o beautiful.
Cmq tutto questo per dire che non è ancora finita.
No
NO
NO NO NO
Ti piacerebbe dopo quasi una settimana di pranzi cene bevute ingozzamenti parenti freddo caminetto mangiate bevute ( già detto) aribevute arimangiate aringozzate freddo caminetto e non fumare che c'è il bambino e non fumare che ci sono I BAMBINI, assaggia questo vino autoprodotto , no grazie, ma dai assaggia, l'ha fatto YK, no grazie , assaggia, no, assaggia, non ne ho voglia, assaggia, ma no, ma si dai, ma no, e dai assaggialo, proprio no grazie, ma si assaggialo e poi svieni e non ti ricordi più se alla fine l'hai assaggiato oppure no. Attaccate al muro immagini di una monotematicità deprimente: Papa-razzo, Padre Pio, la Madonna addolorata, la Madonna di Loreto, la Madonna incoronata, la madonna delle ghiaie ( ?) , la Madonna nera, quella gialla e quella blu ( per i puffi), Fatima, i pastorelli, il presepe, famiglia cristiana ( tutti i numeri dal 1975 a oggi), la bibbia ( vecchio testamento), il Vangelo, il breviario del prete, la corona per il rosario, poi sprofondi nel divano e una cosa puntuta ti sfondicchia le chiappe, cerchi cerchi e cerchi e alla fine trovi l'effige calamitata di padre Pio che spiccicatasi cazzo so io da dove, ti è finita sotto il culo.
Vado dal rigattiere, l'isola che non c'è.
Compro bicchieri bicchieri bicchieri bicchieri bicchieri e prima che riesca a chiedermi cosa cazzo ci debba fare io con tutti sti bicchieri li ho pagati impacchettati e infilati in macchina.
Però belli, cazzo.
Svacco sul divano, leggiucchio neuropsicologia del linguaggio, non è che mi annoi, di più!. Inizio cruciverba, lo cambio, ne inizio un altro, lo cambio, un altro, niente, cagatevi, mangio patate fritte in busta oleosa che sa di plastica e zinco.
Poi, alla fine, Io e Big Dick per vederci usiamo una credenza.
Io- Ho trovato una credenza fantastica dal rigattiere.
B.D- Bene
Io- Se vieni a prendermi riesco a portarla a Roma
B.D- Come sono le misure?
Io- Uhm... non saprei ( non è vero, è enorme)
B.D- Come faccio a sapere se ci sta in macchina?
Io- Dici che non ci sta?
B.D- ....
Io- ....
B. D- Ma no, credo che ci stia ( deduzione quanto mai improbabile)
Io- Si, lo credo anch'io ( ignobile menzogna)
B.D- Allora arrivo appena mi libero ( che sta per: faccio più in fretta possbile)
Io- ok
B.D- ...
Io- ciao :-)))
B.D- :-)))))))
Pubblicato da zero in-coscienza alle 23:46
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giovedì 20 dicembre 2007
martedì 18 dicembre 2007
I DIALOGHI DELLA PARPAIATOPULA.
Parpaiatopula: Mi accompagneresti all'Ikea questo sabato?
Tronchetto della felicità: Ehm.. uhm.. argh... mi spiace ma proprio sabato morirà mia nonna
P: Oh no! ma come fai a sapere che morirà proprio sabato?
T: Ehm... la staccheranno dal respiratore... è già tutto stabilito
P: Mi dispiace tanto..
T: Eh, cosa ci vuoi fare, la morte è una questione naturale..
P: Peccato, avrei voluto comprare delle favolose lenzuola al profumo di muschio alpino... e provarle subito.. ma proprio subito eh!
T: A pensarci bene non è così importante
P: La morte di tua nonna?
T: Si, in fondo sono il 126esimo nipote. Passo a prenderti alle sei
T: Troppo tardi, l'ikea chiude appena alle otto
T: Alle sei del mattino.
.........
Parpaiatopula: Allora, non noti niente?
Tronchetto della felicità: Bellissima acconciatura
P: No
T: Borsa fantastica!
P: No
T: Vestito nuovo?
P: No
T: Oddio, sei incinta!
P: Ma vaffanculo
..........
Parpaiatopula: Ecco, è arrivato Articolo per Signore
Tronchetto della felicità: ah si?
P: Si, eccolo
T: Dove?
P: E' qui, davanti a noi
T: Non vedo nessuno
P: A due metri dal nostro tavolo
T: Dici? non lo vedo proprio
P: Te lo sto presentando!!!
Articolo per Signore: Ciao carissima, sei splendida, complimenti, davvero, una visione!
P: Grazie, anche tu stai benissimo
A: Eh sai com'è, la vita da single..
T: ( argh argh argh )
P: Hai detto qualcosa?
T: No no
A: Ah, tu devi essere Aquila reale, parpaia mi ha parlato tanto di te!
T: no
A:Oh.. allora sei Alabarda spaziale
T: no
A: Quercia umana?
T: no
P: questo è il mio fidanzato: Tronchetto della felicità
A: chi?
........
Parpaiatopula: Ti ho combinato un appuntamento al buio
Micia ammuffita: Davvero?
P: Si. Un ingegnere nucleare. 35 anni, bello, oddio bello...interessante.
M: Ce li ha tutti gli arti?
P: Si, questo si, tranquilla
M: Quando?
P: Questa sera, alle otto
M: Che dici, posso uscire così?
P: Sei in pigiama
M: Uh..
P: Forse dovresti depilarti
M: Dici?
P: Si
M: Sicura?
P: Indubbiamente
M: Ma davvero?
P: Guarda, prima di accorgermi che eri andata in bagno, ho parlato per 10 minuti con quel pastore maremmano
M: In effetti ha un non so che di somigliante..
P: Vero?
M: Già
P: Già
M: Forse il profilo... il portamento...
P. il pelo?
Pubblicato da zero in-coscienza alle 11:00
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venerdì 14 dicembre 2007
FELLATIO A VETRO

Visto che il post precedente non ha riscosso successo alcuno, vi voglio raccontare la storia della vetreria S.
Ogni volta che passo di lì ( via Qualcosa angolo con via qualcos'altro) vedo il cartello Vetreria S. che pubblicizza l'attività di un signore grosso e grasso, con la barba lunga del grande saggio e i capelli radi e bianchi di chi abbia abbondantemente superato i 60.
Questo tizio fa il vetraio, vetriere, vetrista, taglia pezzi di vetro e li infila in una qualsiasi cornice, infissi compresi.
Perché ne parlo?
Beh, nel lontano 2002 mi capitò di recarmi da mister babbovetraio perchè quei gentilissimi signori dell'italgas mi avevano intimato di fare un foro nella finestra della cucina chè altrimenti non mi avrebbero mai, ma dico mai, nei secoli dei secoli, fatto l'allaccio del gas.
Ora, a vent' anni e qualcosa avevo meno voglia di adesso di fare cose pratiche e non, di fare cose in generale, così, l'idea di staccare la finestra dallo stipite, incollarmela giù per le scale e portarla da tiziocaiovetraio mi appariva a dir poco inverosimile.
Fatto sta che, dopo due settimane di pasti saltati, cene scroccate, autoinviti a casa delle genti, punti ristoro battuti a manetta, chiamo XYZ per convincerlo a incularsi la mia finestra al posto mio.
A contrattazione amichevole avvenuta la spunto in maniera vantaggiosa ma compromissoria. Lui si sarebbe incollato la finestra ma io averi dovuto accompagnarlo. Sostegno morale. Morale un cazzo. Comunque.
Arriviamo da S., vetreria del ventesimo secolo. Spiego le mie esigenze, mollo la finestra, prendo appuntamento per il ritiro del buco con il vetro intorno e in tutto ciò l'XYZ non ha ancora detto una parola. E non la dice fino a che non ci siamo allontanati dal posto di almeno 2 chilometri.
Io: cazzo hai che non parli?
XYZ: circa un mese fa ero sulla prenestina che facevo l'autostop per tornarmene a casa chè mi noiava prendere il notturno.
Io: ...
XYZ: era il mio compleanno
Io: 'mbè?
XYZ: a un certo punto mi carica sto tipo della vetreria S.
Io: ah
XYZ: sto qua mi fa : che fai, studi, di dove sei, quanti anni hai e io: ne compio oggi 24, è il mio compleanno e lui: bello, allora ti piacerebbe ricevere un regalo e io: magari e lui: ti va se ti faccio un bocchino?
Io: E tu?
XYZ: e io dico: come se avessi accettato... posso scendere anche qua... praticamente lanciandomi dall'auto in corsa.
Che ridere. Si va bene, lo ammetto, comincio a vivere di ricordi, come ogni vecchio che si rispetti. Ecco.
Ah, un'altra cosa, veloce.
Ieri notte, dopo il reading, ho pianto per mezz'ora perchè ho creduto che quella puttana maledetta di Satana fosse uscita di casa senza che nessuno se ne fosse accorto. L'ho cercata dappertutto, in ogni interstizio. Sono scesa in strada facendo scroccare il pacco di croccantini, mi sono affacciata nei cassonetti, nei vicoli più bui, dietro le siepi dei vicini, dentro le buche.. sono tornata su in lacrime, disperata pensavo cose orrende sul mio conto del tipo: che cazzo, non sono ingrado neppure di badare a una merda di gatto.
Invece la troia era rimasta chiusa nel cassetto dell'intimo ( che già di per se non è una bella cosa, infilarsi mutande al pelo di gatto, intendo). In sostanza, nel corso della serata, passando di là, ho trovato il cassetto aperto e d'istinto l'ho chiuso con un colpo di reni.
Dentro c'era il gatto e ci è rimasto per due ore.
Coglione.
Pubblicato da zero in-coscienza alle 19:29
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giovedì 13 dicembre 2007
AIDA YESPICA LA SUPERGNOCCA CHE CON LA SUA POPOLARITA' IMPLEMENTA GLI ACCESSI CASUALI AL MIO BLOG.
Io prenderei i vari Parenti, Vanzina, Pieraccioni e li impalerei alla maniera dei turchi nel medioevo. Oppure li incapretterei mani e piedi e pagherei un volontario affinchè infilasse nel culo a ognuno di loro, uno per uno, i DVD di tutti i film di Natale scritti diretti e prodotti fin ora.
Ogni anno in questo periodo mi faccio esplodere il fegato. Ogni anno.
Che cazzo di paese.
