domenica 19 marzo 2017

MIO FRATELLO E' FIGLIO UNICO

Incredibile quanto si incasini la vita all'improvviso, e non eri pronta.


Incredibile quanto mi manchi Caruso che è morto a 39 anni, come uno stronzo, come era lui, lasciandoci a bocca aperta a ingoiare le mosche della merda dell'universo. 

Incredibile quanto ci pensi ultimamente, a quella faccia da afgano, ai suoi denti da Nosferatu, alle mani grosse, la sigaretta accesa, una in bocca e una nel posacenere, lui lo vinceva il fumo negli occhi, come l'ultimo grande eroe del west, un occhio chiuso, la birra stappata. 
E mi manca quel bastardo, tantissimo e non lo so perché adesso mi faccia piangere così tanto, dopo due anni che è morto e perché prima, prima non abbia versato una lacrima e ora la notte lo sogno e lo piango, troppo. 

Caruso, cazzone maledetto, ti piango lacrime inconsolabili.

Inconsolabile è il sapere che con lui è morta anche la nostra giovinezza e il nostro futuro rimandato, c'è tempo per essere felici, ci siamo sempre detti.  C'è tempo per essere felici e guarda, hai di nuovo perso il treno, con la pagnotta calda di Natalina nello zaino hai perso un altro treno, l'hai perso, questo è quello definitivo.
Mi cola il naso e come sempre non ho il fazzoletto. 

Questa primavera che non vuole arrivare mi fa male ai reni, il mio cane, il parco, il telo, porta un telo, stasera te ne vai affanculo Caru', è una settimana che dormi da me, eh mo'! poi vediamo, e non te ne andavi mai, ma cucinavi e lavavi tutti i piatti, e rullavi panetti duri come mattoni ed eri amico di tutti, i più disperati.


Oggi è la festa del papà e ognuno a suo modo, né io né Caruso abbiamo avuto un padre, ma Caruso peggio.


Spero mi venga in sogno, stanotte, per mandarlo affanculo, perché mi scopro arrabbiata, per lui morto così stupidamente, per me che di nuovo non mi raccapezzo e per questa nostalgia in fondo al petto che spinge forte, fa male.


Cristo, se fa male. 



domenica 5 febbraio 2017

Sono una grande scrittrice

Voglio pubblicare un altro libro.
Certo, magari prima lo dovrei scrivere.
In questo momento storico della mia vita potrei scrivere un libro che si intitola MAMMA.
23 Capitoli.
L'incipit sarebbe questo.
Mamma , mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, vieni qua.
Sono già qua.
Avrei già i primi tre capitoli.
Primo capitolo
Mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, mamma, prendilo tu.
Prendere cosa?
Prendilo!
Ma cosa?
PRENDILOOOOOOO
Ok, l'ho preso.
Secondo capitolo
Mettiti seduto, altrimenti cadi
Non posso, ho fatto la cacca
Terzo capitolo
Smettila di rimbalzare, ti verrà da vomitare
E invece io voglio rimbalzabuwauwauwagrrrrruwawwuurrr
Vi piace?
È autobiografico.

lunedì 20 giugno 2016

COSE NON DETTE

Per amore della verità e dei miei followers, che sono sempre quei tre di prima, di cui uno rimane comunque tutt'ora morto, mi sento in dovere di esprimere la mia opinione sui risultati delle elezioni comunali testé conclusesi.
No, non è vero. Ci ho ripensato, non dirò niente. Sarebbe veramente un pippone lungo e molto triste, tanto più che è la terza volta che combatto contro il correttore automatico dell'Ipad che non si vuole arrendere a pippone e me lo corregge con Giappone.
Dunque sarebbe un Giappone triste e complicato, ma soprattutto molto triste, triste di nostalgia della sinistra, triste di una visione del mondo che non appartiene più a nessuno, tranne che a me e altre 4 sfigati che non prendono neppure i voti dei familiari più prossimi, triste di quella tristezza dei vecchi che si ostinano a mangiare la bruschetta ma hanno solo due denti e poi il cameriere gliela porta via che s'è fatto tardi.
Perciò non parlerò di Renzi, che con le sue camicie slim ha fagocitato anche i più piccoli ritagli di sinistra, gli scampoli e le frattaglie, s'è magnato tutto e ora grufola nelle briciole. Non parlerò di Giachetti in quanto, giuro sul mio mignolo minollo del piede, da me assolutamente misconosciuto, fino a qualche mese fa infatti, non sapevo neppure chi fosse e tutt'ora, se lo incontrassi al Lidl, farei fatica a riconoscerlo.
E questa la dice lunga sull'incisività del candidato.
Non parlerò del demmerdismo subito da Marino da parte del suo partito di appartenenza, fenomeno talmente controverso e eccezionale che sta per essere studiato dalla Nasa e a breve partirà negli Stati Uniti una campagna di sensibilizzazione nelle scuola medie dal nome "Domani Marino potresti essere tu, denuncia il demmerdismo,  coraggio".
Non parlerò della Raggi perché in queste ore se ne stanno dicendo a fraccagnate, sono talmente satura di robe dette sulla Raggi che se proprio mi devi dire ancora una cosa sulla Raggi sappi che potrei
annuire ma, se ti dice bene, sto pensando ai posti in cui potrebbe essere finito il pennello per il fard
che dagli anni duemila, non so perché, si chiama blush, e se ti dice male ti sto mentalmente bestemmiando desiderando avidamente di infilartelo su per il culo quel pennello per il fard, perché nel frattempo l'ho ritrovato.
Non parlerò di ciò che è stato di me e del mio voto nella giornata del ballottaggio e prima ancora, del primo turno. Non dirò che per la prima volta nella mia vita, non ho votato.
Non ho votato pur schifando dal più profondo questa rinuncia a un mio diritto, ma con il vomito nelle viscere e la puzza di storto nei polmoni, non l'ho fatto perché per me sarebbe stato impossibile, fisiologicamente impossibile votare un candidato PD dopo il post Marino, perché per me rimane e forse rimarrà sempre impossibile, fisiologicamente impossibile votare un candidato M5S, chiunque esso sia anche se la Raggi non sembra male. Non vi dirò l'ultima cosa e poi vado a fare merenda con la crostata di mamma, e cioè che il mio, nei confronti del M5S è sì, un rifiuto ideologico e non dirò pure che IDEOLOGIA non è una parolaccia, non ti guardano male in sala d'aspetto dal dermatologo se la dici ad alta voce, la maestra non ti manda a chiamare se tuo figlio grida IDEOLOGIA in faccia a
un compagno, perché non posso accettare e mai potrò accettare di convergere con quel blob indistinto
di feccia e fascio, di magma e terraterrismo, di razzismo e subnormalità, di melma e sottosviluppo
cognitivo, di misoginia e neanderthalismo degli elettori della base del  M5S.
E ora che non vi ho detto un sacco di cose, posso tornarmene a fare quello che stavo facendo, sfoltire dalla rubrica del telefono tutti i numeri di chicazzoè. Ci sono due opzioni:
1) contatto totalmente scomparso dalla memoria dei popoli a breve e a lungo termine, dunque cancellazione immediata
2) contatto che dici ho capito chi è ma chittesencula, dunque cancellazione immediata
3) contatto che dici non lo sento da 35 anni eppero', c'è un però, dunque cancellazione rimandata.
4) contatto che si accolla a bostik ma non cancelli perché ti serve di riconoscerlo quando chiama così non rispondi.
Come avrete notato le opzioni erano 4, ma con la sola imposizione delle mani vi convincerò del fatto che ho sempre sostenuto che era 4 senza nemmeno sprecarmi a correggere qua di sopra.




Vostra farfamagaenonvotante.



domenica 19 giugno 2016

Ogni tanto un lamento

È tornata quell'inquietudine sorda; due anni e mezzo. Poi è tornata, il salato in bocca, la frustrazione di ogni posto che non è mai comodo, di ogni posto che mi sta storto, che mi sta fuori, la noia nelle parole, la distrazione, il bambino, il bambino, il bambino, una monade, ci bastiamo, ci esauriamo, ci sorreggiamo e poi l'inquietudiene e tutto mi stanca, ogni sguardo, ogni occhio, tutto mi estranea. 

Il contrario dell'emparia ha un nome del cazzo, non c'è bellezza nelle parole nemmeno quando sono così vere. 

martedì 18 giugno 2013

IO NO CITA, IO TARZAN

Su fb imperversa l'apoteosi del citazionismo. Che detto così non significa una mazza, ma lo so che m'avete capito.
La gente cita qualsiasi cosa. Si citano personaggi illustri che citano frasi celebri in cui si citano i versi di un cane che richiamano il fruscio del vento che ricorda una canzone strepitosa che alla fine, gira che ti rigira, è di Jim Morrison, della serie, tu lo cacci dalla porta e quello ti rientra dalla finestra.
Citare bene è una dote. Quanta ammirazione per quelli che mentre succhi una pescanoce a mezzogiorno ti cacciano l'ode al limone di Neruda, e la sanno tutta, ma talmente tutta che per azzittirli e fare una partita a ruzzle in santa pace,  gli devi dare una testata.
Io non sono capace.
Non conosco una poesia a memoria che dicasi una e pure con le canzoni sono piuttosto scarsa. Se poi poco poco mi dovessi ricordare un verso qua e là, non saprei a chi attribuirlo e sai che figura di merda, del tipo:
-La vita che si rompe nei travasi
secreti a te ho legata:
quella che si dibatte in sé e par quasi
non ti sappia, presenza soffocata.
- Bella, di chi è?
- Uhm...
Sudorazioni che preannunciano la disfatta...
- Eh...il grande..
La temi, l'hai chiamata, quasi la pregusti, la figura di merda...
- Sai, il grande...Riccardo Cocciante.
Purtroppo è così. 
Dice, è tutta la vita che t'ammorbi con De Andrè, un cazzo di verso, uno, te lo potresti ricordare!
No. Non me lo ricordo. E se me lo ricordo è ricordato male, con parole aggiunte o distorte, (l'arte dell'interventismo smerdopoetico ascrivibile alla psicopatologia dello scrittore mediocre che decostruisce, rimpasta e trasforma in sterco), del tipo:
- M'illumino e ti penso...
Con versi presi da più canzoni e manco sempre dello stesso autore, rimescolati insieme in un demente elogio del non sense:
- Sparagli Piero, sparagli ora, con te se ne parte la primavera, questa di Marinella è la canzone del gorilla che corre corre corre come una locomotiva dai che sciolgo le trecce e i cavalli, infondo dietro alla collina ci sta la notte crucca e assassina. 
Da notare l'assoluta libertà creativa nell'inserimento a cazzo dei connettivi, nell'arte del mixaggio i connettivi sono importantissimi. 
Perciò mi sottraggo alla citazione. Io mi sottraggo, ma ritornando a bomba sull'argomento di questo post, il resto dell'umanità con profilo fb, no. Il resto dell'umanità, cita. 
Spesso a sproposito, spesso decontestualizzando, spesso non sapendo scrivere in italiano, spesso riportando frasi dette da gente che secondo me manco esiste e se esistesse farebbe meglio a suicidarsi.
- Quando dentro di te c'è il vuoto, quando la tua intriorità è fredda e desolata, fatti una spesa alla coop. "Un frigorifero". 

 - Insegui i tuoi sogni, corri finché avrai fiato. Non perdere il tuo treno! "un pendolare"
Poi ci sono i vari link alle pagine di fuffa, ma neanche fuffa, di più, pagine della demenza digitale, pagine del nulla del nulla, talmente nulla che la fuffa in confronto è la teoria dei quanti, pagine del tipo la streghetta stocazzo, la cattivella vispa, le dritte di zia giuseppa, le chicche dell'elfo dei monti e di quella stronza di sua moglie,  e così via. 
Dico, questi non li vuoi attizzare bene bene sopra a quattro frasche secche e dargli fuoco?  E allora, dai con gli accendini... 

Vostra farfaionocitaioTarzan 

P.S

per i più bravi (e senza usare google) a chi appartengono i versi sopracitati: 
".. La vita che si rompe nei travasi
secreti a te ho legata:
quella che si dibatte in sé e par quasi
non ti sappia, presenza soffocata". ?
 

  

 

lunedì 25 marzo 2013

Batman, perché?

Allora, ho preso questo DVD perchè in molti mi avevano spaccato le palle su quanto fosse capolavoro, l'ultimo della trilogia, quello conclusivo, è meno dark, è senza effetti speciali, è bell è bell è bell, e invece è una merda.
Batman è una merda.

Forse non aver visto gli altri due non aiuta, forse non sapere niente ma niente di Batman oltre a certi pettegolezzi da parrucchiera circa la relazione omosessuale con Robin non aiuta, fatto sta che il film è veramente spietato, spietato nei confronti della mia capacità di sopportazione.
Che poi io lo so, a me i fumettoni proprio, però vabbè, pioveva, c'era la pizza, c'era la copertina e il divano, c'era quello della videoteca che non sa più che propirami, perciò ecco, ho fatto sta cazzata.

Intanto, dicevano tutti che sto qua sarebbe morto e invece col cavolo, il che non è onesto né intellettualmente né umanamente perché se uno spettatore si aspetta che il protagonista muoia, chillo poi addà murì, sennò c'è poco da andare d'accordo.

Comunque, in un arco infinito del film, durante il quale dopo i primi 20 minuti mi sono addormentata, Batman non compare mai.

Mi hanno poi raccontato che invece, mentre dormivo, è comparso per un breve istante ma solo per farsi sarcagnare di mazzate sotto una fogna per poi essere rinchiuso in una specie di buco umido e putrido in un luogo non meglio identificato, ma a occhio e croce sembrava un pozzo ed è stato lì che l'ho ritrovato quando mi sono svegliata.

Perciò, per vedere sta cazz'e maschera da pipistrello ho dovuto aspettare l'epilogo, alquanto rocambolesco aggiungerei, durante il quale un tizio con una museruola e una voce strana di nuovo lo sarcagnava di mazzate mentre era in corso una rivoluzione degli elettori del M5S che sparavano contro poliziotti e autorità dello stato.

A un certo punto una donna che sembrava amica ma poi gliel'ha messo indèr, ha preso un carro armato fumettato e è andata a far esplodere una bomba atomica non si sa bene dove, forse vicino al ponte di Brooklyn che però non era il ponte di Brooklyn.

Lì c'era il sergente Quinn di Dexter che non faceva passare nessuno, nemmeno certi bambini profughi puzzolenti sudicioni e mal vestiti accompagnati da uno che che guidava il pulmino della scuola e che poi alla fine del film si capisce che è Robin.

Fatto sta che Batman si ripiglia dalle mazzate prese dall'uomo con la museruola e nonostante abbia incassato una coltellata ad opera della amica cattiva, fa una pensata strepitosa e a meno di due minuti dall'esplosione nucleare, caccia una corda da traino dal portabagagli della sua macchina di batman supertecnologica, macchina che spara, ovviamente vola, va alla velocità della luce e fa numeri impressionanti, ma, attenzione, se si scarica la batteria devi comunque usare i cavetti rossi e se vuoi trainare una bomba atomica devi attaccare una fune al paraurti posteriore e, ovviamente, mettere le 4 frecce.

Insomma, il cavaliere oscuro, che ( apro una parentesi) quando è in borghese è un cesso tisico e sciancato e quando si mette il costumino diventa invece un fisicato da paura con una voce roca da imbecille,  corre verso il mare aperto a far detonare la bomba immolandosi lui stesso per il bene della comunità.
Però non muore, perchè alla fine del film riciccia.
Il maggiordomo infatti lo incontra in vacanza a Firenze ( che secondo me se lo sono inventato i doppiatori italiani che sto qua sarebbe andato in vacanza a Firenze non essendoci niente di riconducibile a Firenze in quelle brevi immagini di un vecchio seduto a un tavolino e lo sciancato e una donna molto figa poco più in là).

E infatti per tutto il film c'è stata pure una donna insaccata dentro a una gomma da palloncino e una maschera nera che forse era catwoman, ma questo l'ho dedotto io.  Quella donna evidentemente, è andata a Firenze con lo sciancato finto morto o presumibilmente resuscitato.








venerdì 15 marzo 2013

A figlia 'o Luciano

E' passato quasi un anno dall'ultimo post. C'era appena stato il terremoto in Emilia e ora che torno a scrivere c'è appena stato il terremoto in Ciociaria, perciò, lo so che nelle vostre semplici menti si sta per realizzare la banalissima idea che ormai scrivo solo quando la terra trema, ma non è così, uno perchè non sono Luchino Visconti anche se somiglio molto, due perchè le vicende umane personali e globali non devono necessariamente essere collegate tra loro secondo arcani processi di sincronicità junghiane, sempre che questo significhi qualcosa.

Allora, in un anno, avoja quante cose sono accadute. 

C'è un nuovo Papa, si chiama Francesco e questa mattina si è svegliato presto. Balla il tango e va in chiesa col pulmino delle suore. Le suore qui di sotto, mie nemiche per la vita, si stanno dando un gran da fare, hanno fatto fare la revisione al furgone della Volkswagen e aspettano con trepidazione la telefonata del tour operator del vaticano, il Papatravel, sperando che prima o poi tocchi a loro scorrazzarlo in giro per la città. 

Ci sono state le elezioni politiche e regionali. 

Per le regionali nel Lazio ha vinto Zingaretti, uomo capace e anche prestante, tuttavia mi chiedo come riesca a stare contemporaneamente anche al teatro Eliseo tutte le sere fino al 23 Marzo. 

Per le politiche una tragedia. 
Bersani è riuscito a perdere anche questa volta, a non vincere, a vincere così così, a perdere un po' sì e un po' no, insomma, una chiavica. 
Diciamo pure che finalmente il PD ha smesso di agonizzare, il processo di putrefazione ha avuto inizio, tra poco passeranno all'ossuario e arrivederci, parenti e amici non ne piangono la scomparsa. 
C'è Grillo che è un comico urlatore abbastanza volgare e pure mezzo esaltato e in questa fase in cui non vuole parlare con nessuno, sembra uno di quei bambini grassi e sempre offesi che appena la mamma gli compra il pistolotto strafigo superaccessoriato, quelli che l'hanno sfottuto a sangue fino a due minuti prima, cercano di circuirlo, lo lusingano, lo leccano
- Dai cicciopalla, non sei grasso, era uno scherzo, hai solo le ossa grosse.
E lui, no, non gioco no, il pistolotto è mio, no, no, non gioco e no.

Perciò siamo in una situazione di instabilità cosmica, senza governo e senza senso, la gente continua a perdere il lavoro, le fabbriche chiudono, gli imprenditori si suicidano, gli operai si danno fuoco, Berlusconi è ancora tra noi, si fa venire le congiuntiviti finte per non presentarsi ai processi, mi immagino lo sconforto dei magistrati, una vita intera a cercare di inchiodarlo e lui niente, sguscia via come fosse un porco unto alla sagra del porco unto, chi afferra il porco nel recinto vince una forma di pecorino. 
Poveri magistrati, disgraziati come Willy il cojote, quando sembra che stia lì lì per acciuffare  quell'uccello demmerda, zac, lui scompare, una malattia cronica, una prescrizione, una legge ad personam, una presidenza del senato e speriamo di no.

E poi sono appena stata a Napoli.
Napulè wè wè.

Vedi Napoli e poi muori, sì, perché ti viene il colera, la peste bubbonica, la pellagra, la sifilide, lo sfogo di san Gennaro, l'epatite a, b, c, d fino alla z, lo scorbuto, l'esaurimento nervoso.

Una sozzeria che diosantoddiosantissimo non si può descrivere. Non i sacchetti della spazzatura che trasbordano dai cassonetti come ci fa vedere il tg3, ma proprio le strade, i marciapiedi, le vie del centro, una lordura impressionante, carte, cartacce, pacchetti di sigarette, bottiglie, lattine, fiumane di mozziconi, mozziconi vintage, cartapecore cumane, tappi di birra del pleistocene, scalpi, pappe vomitate, merde di cane, copiose merde di cane ad ogni angolo, ad ogni centimetro di sanpietrino, merde di cane in diretta, di gente che porta il mastino a passeggiare e te lo fa cagare accanto al tavolo del bar in cui tu stai mangiando una sfogliatella che a bene vedere e senza troppa immaginazione, richiama quel colorito beige tendente all'ocra anche un po' diarroico.

E poi i luoghi comuni, tutti. Genti diverse venute da est dei vicoli del centro storico, in quattro su scooter 50, mamma, padre, bambino e neonato, tutti obesi e tutti senza casco.
Il casco, ecco. Il casco no. Loro non lo portano proprio. Non fa per loro, dà fastidio, vige una giurisdizione a parte, se sei in più di uno sul motorino, ma soprattutto se sei un undicenne e viaggi in tre su una sella sconquassata con il terzo che sta sul portapacchi, alle quattro di notte di sabato sera, contromano prendendo apposta tutti i sensi unici, allora no, il casco proprio non ti serve.

Cosa ancora: ah, i cazzi con tanto di spruzzo che imbrattano le facciate dei più fantastici monumenti storici che il mondo possa contemplare. I luoghi di culto, chiese del trecento, del seicento, il magnifico barocco napoletano, il chiostro di santa Chiara, la chiesa del Gesù, il duomo, piazza del Plebiscito, il tutto abbellito da cazzi e fighe e scritte decerebrate del tipo Ciro e Concetta Rosaria si amano più cuore.

Sconvolgente, no? Difronte a questo scempio in prima istanza mi è venuto da pensare alla pena capitale. Poi ho brevemente riflettuto sulla questione del relativismo culturale e il degrado socio-ambientale storicamente determinato, poi però ha vinto la pena capitale.  

Ma vi pare possibile? Può mai essere accettabile? Come se all'imprivviso il Colosseo venisse imbrattato da coatti protosapiens con bombolette azzurre e rosse e per il resto dell'umanità tutto ok, immagino il turista tedesco davanti al monastero di santa Chiara: 
- Cosa essere kvesto?  cuida lonley planet non dire
- Essere pfene cicantesko, cara. 
- No possibile, no fero! In chiostro di Sancta Klara?
- Sì mein leben, in terzo mondo kvesto essere normale. 

Insomma, lo sconcerto è tanto soprattutto perché Napoli è una delle più belle città d'Italia, mo' non ve lo devo dire io, no?  

La cosa triste è che esisterebbero pure cittadini normali, cioè, ci sono, io li ho visti, gente che si aggira triste in cerca di un cassonetto e non lo trova, quelli che fanno slalom con i passeggini tra le merde, famiglie che cercano di non essere uccise dalle auto impallate al semaforo che ha una funzione puramente formale, cioè, il rosso non è prescrittivo, è più un avvertimento, un consiglio, poi vabbè, ognuno valuta a seconda delle proprie esigenze..

E' un posto pieno di contraddizioni, la frase è d'uopo e non manca mai in una seria analisi di tipo socio-antro-etnologico.
Tipo cenare. Tipo ristorante. Per esempio per mangiare sono finita in questo posto cercando su trip advisor, il quale avvisatore consigliava viavamente di reacrsi in una certa trattoria detta la figlia 'o Luciano.
Abbiamo sbagliato, coè siamo finiti a mangiare in un posto che sì, si chiamava la figlia 'o Luciano, ma era praticamente la versione scrausa e abusivamente tarocca del ristorante titolare, a centro metri dallo stesso, lordo da far paura che in realtà poi manco ristorante era ma cucina privata di questa signora chiattona che vedete in foto, con i fornelli alle spalle che cucina il polpo e gli spagnetti e le melanzane nonsocome, senza mai preoccuoarsi di cambiare padella, manco una sciacquata veloce sotto il rubinetto che a ben vedere forse manco c'era.

Ora, senza voler svalutare la nota di folklore relativa al fatto di essersi trovati a cena a casa di una sconosciuta che poteva essere mia zia ma forse più la tua, dico io, ma l'ufficio d'igiene? certe esperienze destabilizzano, sconvolgono ma soprattutto sorprendono fino all'inverosimile perché alla fine, dulcis in fundo, proprio a volerci dare il colpo di grazia della confusione mentale,  la chiatta abusiva e tarocca, c'ha fatto pure la fattura, vera, una vera fattura in regola e allora è lì che le categorie consuete del mondo ti si capovolgono e si mischiano e allora non ci capisci più niente e pensi, come io ho pensato, di essere nel posto più bello del mondo, di aver fatto un viaggio in oriente che manco Istanbul ti offre tanto a livello di emozioni, e che manco ho dovuto spendere i soldi della Ryan air che a 200 km da Roma puoi immergerti in una dimensione parallela, che mischia vecchio e nuovo e bello e sozzo e regale e popolare e tamarro e principesco e sterco e ori e santi e teschi venerati più dei santi e luce abbagliante del mare e del sole e sotterranei gotici e oscuri, vita e morte e colori e grida e caos e pace innaturale e silenzio dei chiostri e dei monasteri, e tutto è mischiato, tutto impappato come un ripieno di sfogliatella, e consiglio vivamente a tutti di andare a Napoli a fare i turisti, perché Roma da questa prospettiva sembra Ginevra e andare a Tunisi, dopo Napoli, vi sembrerà noiosissimo.

Questo lunghissimo post è dedicato a Amos Benevelli a cui l'avevo promesso e a Alan Piralla che batto sempre a ruzzle.

Vostra farfannuale

lunedì 28 maggio 2012

John Holmes

mercoledì 16 maggio 2012

LE ORE PIU' LUNGHE DI TUTTE LE LUNGHEZZE

Scrivi, mi dicono, scrivi!
Cioè, non è che scrivere sia come prendere un'altra coscia di pollo quando tua madre ti invita a pranzo.
Mangia, mangia!
Vuoi scrivere qualcosa, Pedro? scrivi qualcosa Pedro! vuoi scrivere qualcosa?
Scrivere è un pò come defecare. O hai lo stimolo o non ce l'hai. Dipende dal transito intestinale, quanto è regolare e quanto non lo è. Se mangi verdura e bevi abbastanza oppure no.
Potrei anche mettermi d'impegno e sforzarmi, ma in genere non esce niente, o niente di buono. 
Adesso per esempio, non è che abbia propriamente lo stimolo dello scrittore, è solo che mi annoio, che sono segregata in casa da lungo tempo e quindi è più una scrittura stitica e annoiata che una scrittura ispirata.
Certo, per abbattere la noia potrei ubriacarmi, ma sono solo le dieci del mattino e sarebbe faticoso. Potrei uscire, se potessi uscine, ma non posso.
Potrei leggere, ma mi si sono gonfiate le ghiandole della lacrimazione a forza di leggere. Ho letto l'impossibile in questi giorni, ho letto talmente tanto che ormai leggevo anche a occhi chiusi. Ho letto talmente tanto che quando arrivavo all'ultima pagina del libro continuavo per inerzia inventando a voce alta un proseguo della storia. Poi ho smesso perchè ho notato che l'anta dell'armadio mi guardava un pò basita e mi sono sentita in imbarazzo.
Ecco, l'anta dell'armadio. Una conseguenza bizzarra della reclusione forzata è che a un certo punto ti viene una sorta di pascolite acuta per cui cominci a intravedere un'assurda corrispondenza tra tutte le cose, animate e non, che sembra che interagiscano con te e tra di loro a livelli diversi. Il bicchiere parla con l'arancia spremuta
- Wè, come va?
- Insomma, un pò spraffata.
il comodino protesta contro la pila di libri
- N'arriva un altro? ah si? eccerto, dai, che tanto ci sta il fesso che fa appoggiare tutti
 le mutande vietcong si nascondono negli anfratti più introvabili
- Compagne, non ci troveranno mai, o vittoria, o morte!
 i fornelli scioperano, i coltelli ammutinano e ti tagliano, gli spigoli ordiscono trame terribili per tranciarti il mignolino del piede  e poi complottano con la scopa a spatole lunghe
- Hai visto che aggressione! sta volta è finita. Gli abbiamo inferto il colpo letale. Vedrai che a domani non c'arriva
- Aspetta a dirlo, questa c'ha sette vite, come i gatti. Niente di strano che tra poco si ripiglia e mi passa in cucina, vedrai..

Insomma, una roba alla psyco. Intanto però è così. Queste ore sono le ultime di una lunghissima attesa. Da stasera si decide della mia inattività, delle mie cosce senza più tono, delle mie chiappe da piaga da decubito, dei miei capelli increspati come una pila di fieno lasciato a seccare al sole, delle mie mani senza smalto, dei miei piedi con le unghie da rapace, delle mie sopracciglia divetate anche sottacciglia e espanse fino a congingersi all'attaccatura dei capelli.

Fino ad allora aspettare mi stritola lo stomaco, me lo fa a brandelli come preso dalle morse di un cane rabbioso,  sparge i resti tutt'intorno alla sua cuccia, li controlla, li seppellisce in una buca profonda, li tira fuori di tanto in tanto per sollazzo, per noia, e abbaia a chiunque provi ad avvicinarsi.

Per ora mi sento così, è un'immagine un po' triste, lo so, non vi fa ridere di certo. E' un po' triste ma pur sempre pulp, oh, la cifra è la cifra, anche nelle più angoscianti situazioni.


Vostra farfapitbull






sabato 24 marzo 2012

KILL BIMBOMINCHIA

Insomma.
Comincio a pensare di avere seri problemi di relazione con l'adolescenza e la post adolescenza.
Ieri per esempio, tornando a casa con la yaris (che, detto tra noi, mi sa tanto che a Pasqua non c'arriva), vengo impallata da un gruppo di bimbi minchia che camminano in branco, praticamente in mezzo alla strada.
Perchè loro sono così.
Sono minchia e strafottenti.
Sono brutti pure eh, che bisogna dirlo, l'adolescente purtroppo ( purtroppo per tutto il resto del genere umano a cui questo spettacolo infame si presenta) è qualcosa di così antitetico all'ideale dell'uomo leonardesco ( quello messo a stella, con le proporzioni eccetera, insomma, ci siamo capiti) che quando te li vedi davanti, uno, se fai in tempo distogli subito lo sguardo, due, pensi immediatamente -cazzo, meno male che per me è passata-, tre, cerchi di gestire alla meglio e peggio il forte senso di nausea che quella visione ti provoca, quattro, pensi - Gesù, ma a che cosa servono?, cinque, speri che cresca in fretta o che almeno giri subito l'angolo per andare a farsi di crack.
Insomma, cotanta bruttezza unita a un'altrettanta incommensurabile, sconfinata, indicile stupidità che si accompagna all'esigenza di mettersi in mostra, per celare il desiderio fortissimo di scomparire, per nascondere il bisogno spasmodico di essere considerati, per affermare quell'abbozzo di personalità liquida che si trovano, per dissimularla perchè in realtà si cagano di brutto di fronte a qualsiasi cosa, persona, animale, essere vivente e non, situazione, pensiero, concetto astratto e concreto, sensazione, ragionamento, meccanicità, gesto, parola, interpretazione, sasso, lampione e bignè alla crema, cotanta bruttezza e stupidità, dicevo, io me la sono trovata davanti mentre cercavo di tornare a casa e avrei voluto solamente estrarre questo mio culo stanco dal sedile dell'auto e poggiarlo sul divano di pelle delinquenzialmente e postumamente sfettucciato da quella stronza di Gianfilippadisavoia.
E in più erano tanti.
Sette o otto, credo. Già da' fastidio uno, figuriamoci otto.
Insomma, impallavano la strada perchè dovevano fare i fighi e avevano quei jeans sotto le chiappe con le mutande in vista e i cappellini da minchioni e gli zainetti sulle spalle e delle fasce tipo, si, delle fasce modalità tennista, i maschi, le femmine invece, in minoranza devo dire, saran state due o tre, gli stessi pantaloni ma talmente insaccati che il mio macellaio una soppressata così se la sogna, magliette sottili che quella tua maglietta fina in confronto dev'essere stata una specie di cartone grezzo, felpe con su stampe di New York e Londra e le tette belle lievitate che dico io che t'hanno fatto ingozzare da piccola?, ma come t'hanno cresciuta?, a botte di latte estrogenato, omogeneizzati e somatotropina? e certi culi da frequentazione assidua di macmerdadonald eccetera eccetera.
Allora io che faccio, aspetto un nano secondo e questi niente. Cioè, non è che alle spalle hai un cazzo di barboncino nano che vorrebbe passare per pisciarti sulle caviglie, no, c'è un'auto, e lo sai perchè c'è un'auto? perchè stai camminando in mezzo alla carreggiata, razza di sottosviluppato.
Aspetto un altro nano secondo e questi niente, poi, ovviamente, ci vado di clacson.
Sobbalzano all'unisono, come se fosse cosa assolutamente inaspettata il fatto di potersi sentire uno strombazzo dietro il culo, dai, ma che spavento, ma come mai c'è una macchina in mezzo alla strada? Suono di nuovo, visto che la mandria sembra volersi spostare con estrema lentezza e a un certo punto succede.
Succede che uno di questi aborti mal riusciti mi fa:
-Oh, con carma, rilassate-
Si, mi dice proprio così. Mi dice:
CON CARMA e RILASSATE + OH.
Allora faccio una cosa che generalmente, in casi come questi, in cui tu sei uno e gli altri no, non si dovrebbe mai fare, praticamente reagisco:
-Levati di mezzo, maleducato, dico
e lui
- Aò, e aspetta n'attimo no? mo se levamo...mamma mia questa...
Mi dice questa.
A me? Cioè, non so se voi ce l'avete, la parolina magica che non potete proprio sopportare, quella che quando qualcuno la dice non è che è una provocazione, di più, che vi fa salire il sangue al cervello e vi trasforma in una specie di bestia mitologica a metà tra un ariete psicopatico e un licantropo convertito al satanismo cintura nera di taekwondo e amante delle ciaspole. Una parola che può essere una qualunque, casa, cacca, mammina, miagolio, coniglio, ikea e Gigi, ecco, per quanto mi riguarda, la parola magica che sfonna è "questa", quando cioè ci si rivolge a me non usando il mio nome proprio nè gli adeguati sostitutivi grammaticali nel caso fossi io una sconosciuta per l'interlocutore e mi si definisce invece con un "questa".
Allora m'incazzo.
Mi sono tipo gonfiata come una zampogna natalizia, e immaginando di avere la tutina gialla di Uma Thurman, di uscire dal finestrino come Boe e Luke, di atterrare sulla rena gialla della contea di Hazzard, di fare due tre giravolte come Wonder Woman, così, a gratis, giusto per provare il brivido di ritrovarsi in testa quella patacca di diadema dorato, sogno di sguainare una sciabola e decapitare tutti, dal primo all'ultimo, con un colpo secco, eliminando all'istante le loro teste da adolescenti diversamente pettinati e le loro faccedicazzosembriunpaninoalsesamoperquantibrufolitiritrovi.
Invece ci vado d'astuzia e siccome tra il mio e il loro acume ci passa un mesozoico superiore di mezzo, mi metto a gridare:
-Tu, maleducato, come ti permetti? lo so chi sei, sai? conosco tua madre e anche la tua professoressa di italiano. Vedrai che figura ti faccio fare, imbecille. Che diavolo ci fate in mezzo alla strada, eh? vi volete spostare?
e allora l'adolescente alfa che mia aveva apostrofato con "questa", che m'aveva detto oh, stai carma, che aveva fatto il piacione con quel ciuffo a saracinesca e quel cavallo bassissimo, comincia a scusarsi come un vitello prostrato e tutti gli altri a seguire, senza vergogna e senza pudore. Lo vedi? mi sono detta.
Fortunatamente la scuola e la famiglia rappresentano ancora quei rassicuranti luoghi di coercizione e tortura che tutti noi ben ricordiamo con grande, grandissimo terrore e nostalgia.
E dunque, evviva la tradizione!

Vostra Farfakillbimbominchia

sabato 3 dicembre 2011

POST SERIO SERIO POST

Se chiedeste a me qual è la soluzione contro l'evasione fiscale, vi risponderei:
-Abolire il denaro contante, niente più moneta, solo bancomat e carte di credito.
Ecco.
-E la vecchia di 90 anni, come farebbe?
Chiedereste voi
- Che si fotta
Risponderei io.
Vi è capitato che, vi è capitato eccome, che dopo un pranzo in trattoria arrivi l'oste con la parannanza lercia e la maglietta piena di sugna, la faccia sudata e i capelli pieni di forfora che dire "capelli" è come dire: c'ho le prove dell'esistenza di dio, che a un certo punto vi fa il conto a penna, sbagliando un po' apposta e un po' no a mettere in colonna perchè non è che sia affetto da discalculia, ma è proprio analfabeta oltre a essere un truffatore, sulla tovaglia di carta, vecchia di tre giorni, che se guardi bene c'è l'alone del gomito di quello che ha mangiato prima di te?
E tu, cittadino, cosa fai? lo chiedi lo scontrino?
No.
Non lo chiedi.
Perchè?
Vi siete chiesti il perchè?
Desiderio di risultare simpatici a tutti e a tutti i costi, compreso il costo del conto?
Bisogno di essere accettati?
Svogliatezza?
Nichilismo?
Connivenza?
Intanto quello incassa 157 euro e 50 e non paga una lira di tasse.
Vi è capitato che, vi è capitato eccome, che dal parrucchiere un po' gay e un po' no, che un po' ci prova e un po' si mette lo smalto, che ti ripete come in un mantra che sei bellissima, magrissima, che hai gli zigomissimi altissimi, le gambissime lunghissime, le ciglissime foltissime, i capellissimi stratosfericissimi e fighissimi che poi ti spara 80 euro per uno shampoo, soldi contanti senza un pezzetto di carta indietro, nemmeno il biglietto da visita?
E tu, cittadino, cosa fai? la chiedi la fattura?
No.
Non la chiedi.
Perchè?
Vi siete chiesti il perchè?
Bisogno di gratificazione?
Gentilezza?
Senso di gratitudine?
Insicurezza cronica?
Intanto quello incassa 80 euro per uno shampoo che manco t'ha tagliato i capelli e non paga una lira di tasse.
Potremmo continuare all'infinito.
Il meccanico ( per quello starno rumore, che ora non si sente più, gli sei eternamente riconoscente, perchè di macchine non ne capisci un cazzo e per quanto ti riguarda potresti guidare anche un piccione, basta che abbia l'aria condizionata e il lettore MP3);
L'idraulico ( per quel brutto riflusso d'acqua stagnante in lavatrice, che ora non c'è più, gli sei eternamente riconoscente, perchè di tubi non ne capisci un cazzo e per quanto ti riguarda potrebbe esserci un doberman sotto il lavandino che ingurgita la sugna dei piatti sporchi quando li lavi, basta che ingoi tutto e non faccia risalire niente);
il gommista;
il dentista;
l'oculista;
l'ecografo;
il ginecologo;
l'avvocato;
il fisioterapista;
l'allergologo;
il veterinario;
il fioraio;
l'architetto;
il muratore romeno, calabrese, ciociaro e non;
il vetraio;
il proprietario di casa a cui paghi l'affitto;
la baby sitter;
l'insegnante di yoga, d'inglese, di pilates, di equitazione;
la fattucchiera, lo stregone, babbo natale e la befana.
Come si fa a risanare il debito di questo paese?
Me lo dite, geni che non siete altro?
La misura che prevede la tracciabilità delle transazioni al di sopra dei 500 euro non include tutta questa massa di truffatori, evasori, arrangini, mentecatti, gentaglia, feccia, truffatori l'ho già detto?, giuda e quant'altro. Che senso ha imporre delle tali soglie per il pagamento in contanti se poi l'80% degli evasori cronici chiede conto di somme che ben stanno al di sotto dei 500 euro?

Ora, tornando alla vecchia di cui sopra, datele una carta, ditele che dal fruttivendolo, quando compra due zucchine e una carota, la può usare; ditele che quando compra, al supermercato, il brodo magic e le fette biscottate, la può usare; ditele che al posto della mille lire, poi euro, può usare anche questa cazzo di carta plastificata..diteglielo e lei lo farà.
I vecchi sono vecchi, mica imbecilli!

Se Mari(o) e Monti fosse meno un piatto di portata e più un lungimirante personaggio, applicherebbe questa misura.
Ma siamo lontani dalla lungimiranza, lontani dalla razionalità, lontani anni luce dalla civiltà.

Vostra Farfafiscale

domenica 30 ottobre 2011

I MORTI, HIP HIP URRA' PER TUTTI I MORTI


Oggi ho fatto i muffin con le gocce di cioccolato.
Se ci fate caso sono a forma di duomo.
E infatti li avevo pensati per gli incisivi di Berlusconi.

Tra poco è la festa dei morti.
Quest'anno dice che festeggiano al Qube, via di Portonaccio 212. Probabilmente la guest star sarà la salma di Mike Bongiorno; si vocifera che farà la grande rentrée all'interno della bara, grande attesa per quanto riguarda l'abito.

Gli organizzatori avevano invitato anche Osama, ma avoglia lui a dire no, mi dispiace, non sono morto, sarei fuori luogo. D'altronde c'è stato quest'equivoco, ormai dura da un po', quello s'è pure giustamente rotto le palle, però, tant'è, gli americani sono di coccio, si sa, quando si mettono una roba in testa, quella è e non ci sono santi. Anche perché i santi arrivano il giorno prima e si rischia di fare confusione e poi ovviamente le liste sono diverse.
Un altro grave danno inflitto all'umanità dagli americani sono le patate.
Vi sembrerà cosa da nulla, ma pensateci, le patate sono subdole.
Non c'è niente di più subdolo della patata, neanche windows è così subdolo, neanche le All Star quando piove, ma neppure il cucchiaio nel lavandino che quando apri il rubinetto ti fa da catapulta e ti schizza in faccia. No, neanche il cucchiaio.
La patata batte ogni avversario. E' talmente subdola che nemmeno i vegani se la mangiano.
A proposito di vegani.
Lo sapete no, che i vegani sono malati psichiatrici abbandonati a se stessi, liberi di importunare l'umanità intera con i loro discorsi di verdure marce; lo sapete no, che sono una piaga sociale, che ti mandano di traverso la fiorentina parlandoti di bestie sgozzate e pure l'insalata di pomodori perchè loro mangiano solo roba che spontaneamente ha deciso di putrefarsi.
Loro mangiano decomposizione, sottraendo alla terra il suo concime naturale.
Insomma una volta, complice l'alcol, ho parlato a lungo con uno sbroccato di questi. Me lo ricordo come fosse ieri, e infatti era ieri.
Questo tizio, colorito tipico del panno lasciato troppo in varechina*, che tu lo avevi messo là per salvarlo dalla macchia indelebile, che poi ti sei fatta un giro, hai fumato due sigarette, hai cazzeggiato su fb, hai mangiato quelle patate bastarde, hai parlato al telefono e poi, quando te ne sei ricordata: troppo tardi, della serie che nemmeno il defibrillatore ci puàò fare niente, beh, insomma sto tipo, colorcencio, rasato, occhiaie blu, profonde, talmente profonde che dentro ci portava il cane, mi spiega la base ideologica sconcertante dell'essere vegano.
E vabbè, la sappiamo: le bestie son creature della natura, io non sono un assassino, non mangio carne. Ok, questo è il primo step.
Le verdure, la frutta, anche gli ortaggi dunque, sono esseri viventi; bene, bravo, vedo che alle elementari hai studiato scienze.
Dunque neanche le cose verdi possono essere mangiate se non nel momento in cui muoiono.
Tipo, la mela, devi aspettare che cada dall'albero. L'insalata, devi aspettare che sia diventata gialla e che il contadino la recida in quanto defunta.
Lo stesso per i fagioli, le carote, i pomodori..
Avete mai provato a mangiare un pomodoro marcio?
Ma se solo ti scordi una scorza di limone in frigo, quando la recuperi è mezzo liquame e mezzo trapunta di muffa, che sono talmente consapevoli quei microrganismi che quando li vedi non solo ti insultano, ma reclamano un proprio diritto all'autodeterminazione! Quindi i vegani mangiano robe morte.
Perciò, questa digressione sul vegano quando il tema principale era la festa dei morti, potrebbe sembrarvi un volo pindarico, lo so, l'avete pensato, eh mo, sta qua, non sa che dire e allora scrive le prime cose che le passano per la testa; è vero, però, siccome io uso, a differenza vostra, non il solo 30% del mio cervello, ma addirittura il 55, me l'ha detto il rappresentante del folletto quando m'ha fatto la dimostrazione della pulizia materasso e infatti non l'ho comprato, insomma, siccome io sono più intelligente della media, il test sul mio Q.I parla chiaro e a volte canta pure, siccome tutta questa roba qua, avrete capito, rileggendo il post con la giusta prontezza cognitiva, che il vegano sarà presente, assieme alla sua comunità di vegani, giallo-pallidi e rasati, alla festa dei morti al Qube.
Nel codice etico del vegano è proibito nutrirsi di cose vive. Non esistendo il quel codice scritto, secondo i più illustri giuristi dell'antichità greco-romana, una clausola specifica che vieti il cibarsi di carne morta, ecco che, domani sera, quelli lì, si faranno la più grande abbuffata del secolo, roba che al confronto Marco Ferrei deve solo vergognarsi.

A vous, chi si sente morto o in vena di essere pietanza o vegano, l'appuntamento è per domani sera al Qube, fino a mezzanotte ingresso gratis per i morti entro il 2008, 3 euro dopo la mezzanotte, sconto per militari e studenti, dj Carogna, selezione musicale anni perpetui, nei secoli dei secoli, amen.

Vostra Farfamoribondafuorilista.

* Ho scoperto solo da poco che varechina si scrive con una sola c.

P.S. che la festa dei morti, come l'epifania, pure Renzi si porti via.

sabato 15 ottobre 2011

QUANDO TI SENTI COME SE FOSSI IN GRECIA, MA NON SEI IN VACANZA

A quanto pare il ministero del Tesoro ha deciso che pagare il mio stipendio è una questione facoltativa.
Immagino la situazione:

Impiegato1: Aò, ce sta questa, Nardozzzzzzi, che deve da esse pagata
Impiegato2: Nun t'affannà, te lavori troppo
Impiegato1: 'Nfatti, pensa che da stamattina ho già acceso er computer...
Impiegato2: E no eh, se continui così, qua ce rovini tutti! A me me sta già a scoppià er cervello..
Impiegato1: Eh, eddai allora, famose sto caffè..alla macchinetta?
Impiegato2: Ma no, namo ar bare, se famo du passi, due, tre orette d'aria...
Impiegato1: Evvabbè...daje, salta er tornello...

Dunque, per il momento aspetto sperimentando altre forme di sussistenza, tipo il baratto..

Salumiere: Tre etti di bresaola.. sono 7 euro e 50
Io: Ehm..le posso dare in cambio un gatto, due sigarette e una ciocca di capelli
Salumiere: Perfetto...se mi da anche quel foulard ( che mia moglie lo cercava proprio uguale) aggiungo due salsicce..
Io: Ma è di Liu-Jo!
Salumiere: Più un tocco di parmigiano falso made in Cina...prendere o lasciare
Io: Ok.. per la mozzarella di bufala?
Salumiere: Quella Yaris blu è la sua?
Io: .....

Non è carino lavorare senza retribuzione..se poi ci metti pure che non è che uno abbia mai avuto tutta sta gran motivazione/passione/missione, diventa problematico.
Certo, non voglio dire di fare il mio lavoro solo per soldi, non lo dico, lo faccio e basta.

Mercenari della scuola?

Chi è che spinge i mercenari della scuola a fare il proprio lavoro solo per soldi?
Spingitori di mercenari della scuola, su ri-educational channel..

E chi è che spinge gli spingitori a spingere i mercenari della scuola?
Spingitori di spingitori di mercenari della scuola, sempre su ri-educational channel.

Ora, cambiando brutalmente discorso, colgo l'occasione per insultarvi con censura ( mi fa bene, mi sfoga ) e poi posto il contributo di Zac in riferimento al post precedente, quello sui generi letterari, quello che voi altri, tutti, avete ignorato ( brutti bip bip biiiiiip biiiiiiiiiiiiiiip).



Se posso azzardo un

Fiction:

Il tipo estrae il pisellone e lo brandisce sulla ragazza.

"Stop, rifacciamo"

Il tipo estrae il pisellone e lo brandisce sulla ragazza"

"Ok, ci si vede domani, registreremo la puntata n. 3"

Zac

venerdì 7 ottobre 2011

QUANDO PER STRADA TI MOSTRANO IL PISELLO..

Mi è successa questa cosa spiacevole, imbarazzante, inverosimile, irritante, indegna della mia gentil persona:
vado in bici in via del Pigneto tranquilla tranquilla quando incrocio un tipo in tuta sul marciapiede destro. Non appena ci troviamo perfettamente uno di fronte all'altra, sto qua tira fuori dai pantaloni un pisello gigantesco, dritto come un palo e spesso come un tronchetto della felicità.
Colta alla sprovvista lancio un clamoroso "Oddio" e sbando verso sinistra, col rischio di finire spraffata sotto un'auto. La razione istantanea è stata quella di accelerare la pedalata e svignarmela il più presto possibile, nonostante fosse pieno giorno e la strada abbastanza trafficata sia da macchine che da pedoni, tanto che subito dietro il cazzone, veniva una tipa con passeggino e marito al seguito.
Comq.
Ripresami dall'assurdità della scena ho cominciato a pensare ai generi letterari.
Il Pulp:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro, poi si ferma, scende dalla bici, estrae dalla borsetta lo spray orticante, lo raggiunge, lo chiama, il tipo si volta, spruzzata negli occhi, lui non vede più niente, lei si china sul ciglio della strada, raccoglie un masso di considerevoli proporzioni e gli sfracassa il cranio a forza di pietrate fino a fare del suo cervello dell'ottimo omogeneizzato per piccioni. L'ultima scena è appunto quella del volatile che becca brandelli di materia grigia nella pozza di sangue.
Il giallo/noir:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in preda al panico mentre nel frattempo le viene in mente che trattasi nient'altro che dello stesso losco figuro che da giorni la segue, l'aspetta sotto casa e probabilmente è proprio lui a inviarle quelle lettere anonime. Corre dal detective che si occupa del suo caso, sconvolta e bisognosa di conforto, bevono un drink davanti al camino, lei è fragile, all'improvviso ha un crollo psicologico, piange, lui l'abbraccia, scopano.
L'horror:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, è spaventata ma non troppo, capitano cose del genere in città, man mano che si allontana da quell'uomo si rilassa e alla fine ci ride anche su. Arriva a destinazione, scende dalla bici e fa per legarla al palo. Mentre cerca le chiavi nella borsa viene aggredita dal tipo di prima che non brandisce più solo un pisello ma anche un coltello dalla lama affilatissima con il quale la trapassa da parte a parte, squartandola come un bue da macello.
( variante horror di fantascienza: il tipo che brandisce il pisello è in realtà un alieno dai genitali mutanti e terribilmente affilati per cui indovinate un pò qual è l'arma del delitto..)
L' erotico:
Il tipo, un esibizionista di fama mondiale, caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, torna a casa trafelata, si fa un bagno caldo e mentre è nella vasca ripensa all'accaduto, sostituisce la faccia dello sconosciuto con quella del suo grande amore impossibile e si masturba, con grande dovizia di particolari da parte del narratore.
Il romanzo rosa:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta..no, c'è un errore: non è un pisello ma un mazzo di rose rosse, non è una bici, ma una carrozza. Il controverso conte di Roncisvalle cerca con ogni mezzo di conquistare la dama di cui si è perdutamente invaghito, anche a costo di apparire sfrontato e irrispettoso, ma alla fine ce ( e soprattutto se) la farà...
Il thriller psicologico:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, cerca di calmarsi, l'accaduto l'ha scossa, è agitata e anche un poco spaventata, si ferma per riordinare le idee e mentre si guarda intorno nota che non solo quel tipo brandiva un pisello, ma chiunque lei incontri: l'operatore ecologico, il barista con i caffè sul vassoio, il bambino nel passeggino, l'uomo con cane a guinzaglio..tutto il mondo maschile sta brandendo piselli attorno a lei..sta diventando pazza, lo sente.. Decide allora di tornare indietro e verificare l'identità dello sconosciuto dal gesto insano, lo raggiunge alle spalle, lo chiama, l'uomo si volta e , colpo di scena, è una vecchia novantenne con carrello della spesa e deambulatore. La ragazza fugge disperata, il confine tra realtà e nevrosi è labile, tropo labile..
Il porno:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, poi si spoglia e torna indietro...
Moccia:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, poi lo riconosce: è Bibu, l'amico di Rolex, l'ex fidanzato di Peppy. Decide di tornare indietro, con un gran lucchetto assicura la bici al palo di ponte Milvio, lo affronta, ma il tipo, prima che lei possa proferie parola, ha già scritto sul marciapiede, col pisello : "amore, io e te, trenta centimetri fino al ginocchio".

Se a qualcuno venissero in mente altri possibili sviluppi a seconda dei vari generi letterari, è pregato di intervenire...i vostri contributi saranno prontamente pubblicati su questo blog.

Vostra farfaimportunata.

giovedì 1 settembre 2011

SE UNO E' TOSTO, E' TOSTO..

Quando taglio la cipolla io, è lei a piangere...

giovedì 11 agosto 2011

VESTITI DA VESTALE

Questa mattina mi sono svegliata piuttosto presto e dopo aver deciso se votarmi alla depressione o uscire a spendere soldi, sono uscita a spendere soldi.

Ho comprato una specie di sacco semitrasparente verde ringhiera/verde panchina, quel verde del tipo la pubblicità della vernice per ringhiere, quella in cui Giovanna, una specie di smandrappone alla Edwige Fenech nei film pecorecci anni 70, sta su una scala vestita da servitù, offrendo da sotto una splendida visuale delle parti intime, tanto particolareggiata che di Giovanna si riesce capire, senza grosse difficoltà, cosa abbia mangiato la sera prima.

Questo sacco verde ringhiera è munito di una cinta marrone alta in vita, molto alta, talmente alta che sembra un guinzaglio. L'effetto addosso è, come potrete immaginare, abbastanza osceno del tipo vestale, fuoco sacro, Rea Silvia, Pollon combina guai eccetera eccetera.

Cosa invece ben più grave è che la cinta altissima marrone tipo collare del vestito/vestale ha innescato, tra quelle tre sinapsi che ancora il mio cervello è in grado di appicciare, una reazione biochimica neurale spaventosa che ha assunto immediatamente l'aspetto di un nuovo impellente bisogno da soddisfare, imperativo categorico, questione di vita o di morte: scarpe in tinta.

Perciò, con la bava alla bocca tipo cane di Pavlov, ho comprato scarpe da schiava con tacco in legno di 15 cm.
Dubito che la vestale in questione portasse tacchi da 15 cm, scomodo sarebbe stato dover correre in caso di spegnimento carbonella e si sa, se si spegneva la carbonella addio arrostata di ferragosto, ma addio pure vestale, usata spesso, tra l'altro come buon tizzone per ravvivare la fiamma...

Non paga degli acquisti opinabili appena consumati, incrocio un pakistano con annessa bancarella il quale, appena mi vede all'orizzonte, imposta la faccia in modalità sconto e prima che me ne accorga mi ha venduto, scontati, due collane, due paia d'orecchini, un bracciale, un non meglio identificato oggetto da applicare dove l'ha capito solo lui e sua madre più un nano.
Ora, della madre e del nano, non so che farmene, non stanno bene su niente, la bigiotteria spacciata per argento indiano invece, non sta bene su tutto.

Morale della favola, non c'è.

Considerazioni postume: è meglio a volte abbandonarsi alla depressione che comprare vestiti da vestale.

Rimangono a disposizione la madre e il nano del pakistano, per maggiori informazioni rivolgersi a Giovanna.

Vostra

farfaferragosta.





venerdì 20 maggio 2011

C'ERA UNA VOLTA IL BLOG

Eh, una volta c'era.
Tanti anni fa, quando nonna era giovane e aveva più o meno la tua età, esistevano i blog.
Si scrivevano i post, ci si impiegava anche molto tempo, dei lunghi quarti d'ora, poi si pubblicava e la gente ti leggeva. Ma leggeva contenuti, mica queste stronzate di piccole frasi che scrivete ora voi su Facebook del tipo: mi sento stanca, w la juve, adoro i kiwi, mi puzza il culo e il papa è gay.
I blog creavano dibattito, i lettori si infervoravano, commentavano accaniti, si affiliavano, c'erano coloro che erano pro e coloro che erano contro la tua visione del mondo, chi ti adulava e chi ti insultava.
Era tutto un fermento. Era uno strumento di libertà, ognuno con il suo blog a dire le cose che gli passavano per la testa senza badare alle censure.Qualcuno si fidanzava anche tramite blog, ma erano storie pregne di sostanza, storie di contenuto, storie serie, storie di uomini e donne, storie di storie, storie di storie di storie, mica come ora, voi, con facebook che vi innamorate il tempo giusto per scrivere sulla bacheca: vado a lavarmi i capelli e poi tutto finito.
Ai nostri tempi la persona aveva un valore per ciò che è realmente, per la sua complessità, per la sua profondità, umanità, diversità, alterità, iità, eglità, tuità, essità, noità e voità e non per il numero di amici finti n volte infinito che compare sul profilo fb.
E poi c'era la punteggiatura. Un valore inimmaginabile aveva la punteggiatura nei blog.
Tutti a badare alla punteggiatura.
Ai miei tempi si scriveva, con un, senso della) punteggiatura; veramente impeccabile":;.quasi. maniacale direi.
Ora voi che fate, invece?
Cliccate su mi piace con la consapevolezza motoria di uno spastico.
Chattate con il compagno dell'asilo senza sapere che è morto da un mese e quella è una pagina messa là dai parenti in sua memoria.
Ai nostri tempi, la vita ti sorrideva. Tutto era più profondo. La gola era profonda, i dirupi erano profondi, il ventre del pollo ripieno era profondo, anche la carta velina era profonda, ah, la carta velina di una volta...cose che non potreste nemmeno immaginare se non ci fossimo noi anziani a raccontarle.
Noi siamo la memoria e sappiatelo che un popolo senza memoria è un popolo senza memoria.


farfa

venerdì 15 aprile 2011

LA BENEDIZIONE PASQUALE

Carissimi micropensatori lettori di questo blog,
come potete vedere, sono tornata.
Mancano pochi giorni alle feste di Pasqua ( che noi che lavoriamo nella scuola ci sbafiamo alla faccia vostra, oh poveri voi, comuni lavoratori, come disse Gesù nel vangelo di Cinzia, 12,34,I).
Allora, Gesù è venuto e mi ha detto:
( Ah, tra l'altro è venuto con lo stesso barcone dei tunisini, c'è stato un disguido...insomma, doveva partire in aereo, prima classe, poi all'aeroporto in Palestina l'hanno fermato e lo sapete come vanno queste cose al giorno d'oggi quando fermano Gesù Cristo.
Uomo in divisa: Generalità
Gesù: Figlio di dio e della Madonna ma in qualche misura, nessuno ha ancora ben capito come, c'entra pure lo spirito santo, nato a Betlemme, cresciuto a Nazareth, morto a Gerusalemme.
Uomo in divisa: quindi lei è il figlio di dio ed è morto...
Gesù: Sissignore, ma sono risorto. Sono 2000 anni, uno più uno meno, che risorgo.
Uomo in divisa: e dove sarebbe diretto?
Gesù: a Roma, in udienza dal successore di Pietro, vado da lui, mi faccio flagellare, mi mettono in croce, risorgo e bon, pure quest'anno l'abbiamo sfangata.
Uomo in divisa: Si fa flagellare....
Gesù: si, insomma, mica come pensa Mel Gibson, na cosetta così, più soft, du frustate, un calcio in faccia, na croce de 90 Kg sulle spalle e via...se po' fà..credice..se po' ...pure te 'o poi se te ce metti...
Insomma, come potete ben capire, è un casino. Lo arrestano, lo mandano in un istituto di igiene mentale e dopo una settimana lo rimettono in libertà...lui però a Roma st'anno ci doveva proprio venire, così, com'è come non è, aveva intrasentito parlare un certo coglionazzo italiano con gli occhiali da mongoloide di una sorta di Tzunami umano proveniente dalla Tunisia e allora che ha fatto? s'è fatta sta camminata sulle acque fino a Tunisi e via, s'è imbarcato con tutta sta gente.
Non puoi capire la trafila. Prima a Lampedusa 20 giorni, poi in Puglia altri 15, poi a Sassari altri 7 e chissà domani, forse a Frosinone, un po' ci spera, che così almeno in un'oretta scarsa sta a Roma, soprattutto ora che hanno aperto il tratto d'autostrada Ferentino-Sora. )
Insomma, viene Gesù e mi fa:
- Chi è senza Tom Tom scagli la prima pietra.
-Che?
poi parcheggia l'alfa 75 in doppia fila e continua:
- Per San Pietro?
allora l'ho riconosciuto
- ma tu sei Gesù
scende dall'auto, moltiplica una pizzeria e un tabaccaio e dice:
- Il signore iddio vuole che tu guidi questo popolo
-Per dove?
- Per la via della salvezza
- Non la conosco ma sicuramente non è in zona..
- E per san Pietro?
- Prendi la tangenziale est, esci a san Giovanni poi lì richiedi..
- San Giovanni...l'apostolo?
- No, la basilica
- La Basilica...
E mentre pensa al concetto di basilica nella società contemporanea e alle sue ripercussioni sulla simbologia occidentale postmoderna, ne approfitto per fargli una domanda a cui ancora a tutt'oggi non ho saputo trovare una risposta valida
- Senti po' Jess, ma perché i preti devono entrarti in casa a fare la benedizione pasquale?
lui ci pensa un attimo, si appoggia al muretto della casa delle suore carmelitane stronze scalze e poi fa:
- Per scroccare un caffè?
-Uhm..non credo...forse c'entra più un certo tipo di proselitismo..
- Proselitismo...
- Si, quando tu ti imponi con la forza che ti viene dalla tua posizione di potere per convincere gli altri a credere nella stessa cosa in cui credi tu, o che comunque, anche se non ci credi, ti dà di che vivere..
- Proselitismo...
Allora estrae la moleskine dalla tasca della sacra sindone e appunta questa parola...ripetendola più e più volte tra ..proselitismo..
Poi guarda l'orologio e tutto trafelato mi fa:
- Scusa, devo andare, sono proprio in ritardo, chi la vuole sentire quella..
-Quella chi?
- Beh, ma Paparazzo...
E finisce così...

Chi è senza cartello sulla porta di casa che avverte della benedizione pasquale dalle 17 alle 19, scagli il primo "che culo".

Vostra
Farfadipasqua.

venerdì 18 marzo 2011

LA DIETA A ZONA


Dice che per stare in forma e vivere meglio devi fare la dieta a zona.
Ma non era una roba di gente in mutande che corre appresso a un pallone avanti e indietro in un prato verde all'inglese?
No.
C'è un americano che s'è inventato sta cosa della dieta a zona e ovunque tu vada, in ogni autogrill d'Italia, trovi il suo libro accanto all'ultima turbolenza intestinale di Bruno Vespa e il rigurgito fresco di giornata di Giorgio Faletti.
In che consiste?
Allora, c'è un sistema semplicissimo di calcolo delle proteine, dei carboidrati e dei grassi da fare in base alla propria massa grassa e massa magra da conteggiare utilizzando numeri primi e coeficienti binomiali, moltpiplicando per 100 e dividendo per la quantità di peli del pube; si consideri però l'indice di attività fisica giornaliera e l'energia prodotta quando si va a buttare la spazzatura o si lavano i piatti, il tutto fratto la serie di Fibonacci elevando al quadrato per ogni sigaretta accesa senza dimenticare la radice cubica dei misteri della fede.
La Nasa sta ancora studiano questo metodo, intanto però le casalinghe comprano il libro.
Questo tipo non parla di cibo in quanto roba che se magna, ma si riferisce al pane o alla bistecca chiamandoli blocchetti.
Puoi mangiare un blocchetto di essere vivente acquatico, ruminante o volatile più un blocchetto di cereale macinato sotto forma di farina impastata con l'acqua più un blocchetto di qualsiasi cosa di color verde ( eccetto un leghista, ovviamente, la cui elevata e letale tossicità è abbondantemente certificata dai più illustri nutrizionisti del globo.)
La quantità del blocchetto dipende dal calcolo matematico su menzionato.
Poi, nel libro dice che gli antichi egizi erano dei ciccioni lardosi, che dalle pieghe della pelle delle mummie si evince la loro obesità e che questa trasbordanza di sugna umana fosse dovuta a quella strana abitudine di camminare di lato bidimensionalmente. Inoltre afferma che questo aspetto insano della loro alimentazione fosse accuratamente nascosto nella riproduzione dei geroglifici ( non si è mai visto raffigurato un egizio palla di lardo accanto al carro di Ra) perchè allora, nell'antichità, il canone di bellezza era esattamente quello proposto da Vogue e tutte le egizie aspiravano a fare le veline o le modelle o le puttane di Berlusconi. Si vocifera tra l'altro, che molte, sotto forma di mummia, abbiano anche partecipato ai Bunga Bunga.
Dunque, questo è quanto, ho voluto informarvi dell'esistenza di questa nuova teoria sull'alimentazione e delle perle di saggezza di questo luminare della scienza della magnanza, laureato nel Bronx con sepcializzazione a Tor Tre Teste nella famigerata università di Antonella Clerici . Ora, fate un po' come credete, se volete perseverare nell'errore continuando a ingozzarvi di fantastici rombi al forno o spaghetti alla carbonara con parmigiana di melanzane fate pure, ma tenete a mente la lezione sugli antichi egizi.

Vostra farfazona

giovedì 3 marzo 2011

AHAHAHAHAHAH

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