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La mia foto
I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

martedì 30 settembre 2008

ARèGGITE!!!

Wagliòs ( s plurale), ho definitivamente lasciato Nettuno.
Ma siamo rimasti amici.
Una paio di giorni prima di venire via Gianfilippa ha pisciato più o meno dappertutto e mollato due stronzi umani nell'angolo più angusto della stanza degli ospiti. E meno male.
Affare increscioso atque vigliaccherrimo da parte sua giacché non disponendo il felino di mani, cotanta produzione escrementizia l'ho raccolta io e non certo dio.
Alle 12: 50 di oggi, Torn Forester il figlio mentalmente adolescente fisicamente 40enne della proprietaria è venuto a raccogliere chiavi soldi e insulti velati.
Si è presentato con mezz'ora di ritardo con quella faccia marrone, quei capelli gialli mezza lunghezza strisciati di mesh color piscio e tutte le D per le T e viceversa.
- Per le spese abbiamo pensato a un forfait di 50 euro ( è un furto, lo so, ma a di meno non mi ti scollo)
- Ah, 50 euro
fa lui
- Eh 50 euro
Faccio io.
tittittì tittittì telefona a mammina
- Mammanina dice che
dai, Forrest Gump, provaci, mi aspetto un'assurdo del tipo 150, 200 euro
- Mammina ha detto se potete lasciare altri 20 euro.
Eh? ehhhhh? ehhhhhhhhhhhhhhhh? mammina ha detto... c'ha detto mammina? 20 euro?
la mia faccia è un trito di carne bovina.
- Come 20 euro?
- 20 euro
fa lui
basita mi guardo attorno, spero che Gianfilippa gli caghi nell'armadio.
Cioè, scusa, ragioniamo, anzi, fammi capire. Dopo 1000 euro di affitto più 50 regalate ti attacchi a 20 euro? è come se uno comprasse un diamante da 85.000 euro e l'orafo dicesse: scusi, per l'esattezza mi dovrebbe ancora 299,99 euro per le spese di spedizione.
Cosa cazzo te ne fai, tu, Torn Forester, di 20 euro? io te le do, per carità, ma mi piacerebbe sapere come li spenderai, cosa compri? caffè gazzetta dello sport e sigarette? una pizza stasera con gli amici? un tanga D&G(tarocco)? un aperitivo? supposte ventolìn e pringles?no perché una botta non ci viene di certo, sul fronte scopereccio su quello droghereccio..
Vabbè, è e rimarrà un mistero, magari c'ha giocato a flipper, plìn, stitiplì, weoweoweo..
Vado carica come una mitraglietta scaccia cani, mi avvio alla macchina.
- Areggite 'e mano!
Grida una donna al bambino trolley.
Rifletto. Arèggite, verbo areggere, imperativo II pers, sing, tenersi stretto stretto al passeggino della propria madre coatta.
Co 'e mano: sostantivo maschile DUALE.
Duale, mi piace il duale, fa molto lingua morta, è preciso, non lascia niente al caso. In effetti due è diverso da molti, non è tanti ne uno, è due. Non fa una piega.
D'altronde la mia salute cagiona di brutto, c'è poco da fare. Presente un saccottino al cioccolato, un bigne alla crema, un calzone alla mozzarella e pomodoro? ecco, i miei polmoni per il momento si sentono così, saccottini al catarro, calzoni sebo e muco, bigne al moccolo semidenso, cannoli siciliani alla ricottina di vomito.
Ipse dixit: chi di catarro abbonda di catarro sfonda..
Puh!

venerdì 26 settembre 2008

MOZZICONI

QUA - e in alto a destra - POTETE TROVARE IL BOOKTRAILER DI MOZZICONI.
OPERA PRIMA FARFALLULA.

venerdì 19 settembre 2008

LA MIA DOTE


Ti do il mio silenzio e le chiacchiere inutili.

Ti do il mio tempo, la bocca, il fresco in terrazzo, le strade di Roma, le mie lacrime di sale.

Ti do il mio culo.
La pelle, gli anni migliori.
La mia disperazione, dispersione e salvezza, i peccati più dolci, il buco nella pancia, le ossa che sporgono, gli spigoli più amari.

Ti do la mia poesia, la mia follia, la mia testa che esplode, che divaga, parla e non pensa, pensa male parla male, gira al mattino.

Ti do la mia ansia.
Il terrore di marmo, il sorriso giallo, il mio raffreddore.

Ti do gli occhi e I loro angoli bassi, il loro colore, l’iride che cambia come cambia l’umore.


Ti do la mia fragilità.
Le parole al telefono, il catarrro nei polmoni, gli anni migliori. Gli anni peggiori.
L’adulto che non sono, il caldo tra le cosce, la mia figa I suoi sapori, i miei capelli di medusa e le serpi nella gola.
La mia noia, l’insofferenza, la sofferenza per I giorni che passano, per il tempo buttato ai porci, per le case, per le cose, per le facce che vorrei.

Ti do I miei passi, il mio genio, la mia presunzione, ti do tutti I libri che non ho scritto.
La giusta quantità delle vocali. La mia voce urlante e quella muta.
I miei amori, I miei umori, le persone che schifo, quelle che ho nel cuore, quelle che ho fatto piangere, quelle che ancora devo incontrare.

Ti do i miei incontri, la mia infanzia terribile, I miei se, la mia musica che si ripete, la mia schiumevolezza, la mia vita tra le righe.

Ti do il latino, free, il casco da giovane, gli aperitivi. Ti do Giufà.
Il cinema, le cene veloci e quelle studiate, la mia scrivania, la mia acidità, le mie braccia, il mio conto in rosso.

Ti do Gianfilippa e la sua merda verde, la sua faccia schiacciata e il suo pelo sul tappeto.
Le mie scarpe col tacco, le mie dipendenze, la mia malattia.
I mille bicchieri di vino, I fonzies, i tacos, le mie pillole, il mio fiato corto. La mia salute insana.

Ti do il mio freddo, il mio anello, le mie risate, il tabacco, le battute, la leggerezza, le Diana blu e le camel light, il sole, Maggio e la mia città.

E dimmi se è poco.

sabato 13 settembre 2008

Dicono di me, che sono una strega drogata e truccata e piena di sè…

La sensibilità dell'uomo verso il mondo cambia a seconda di cosa o di chi lo abbia travolto nella vita.
Travolto e quasi ucciso.
Oppure travolto, ucciso e impossibilitato per lungo tempo a risorgere. Costretto a curarsi o a leccarsi le ferite, metafora ferina orrenda ma molto in uso dai bastonati emotivamente, sconosciuta o quasi ai bastoni.
L'amore non corrisposto è l'esperienza più devastante con cui l'essere umano debba confrontarsi. E capita a tutti, almeno una volta nella vita.
E è una pena infinita.
Un pò più finita dal punto di vista del non corrispondente, ma pur sempre una pena.
Trovare la giusta metà è una stratosferica fregnaccia platonica a cui la cultura classica occidentale ci ha inchiodato, inchiodato come sulla croce, a testa in giù, senza soluzione di continuità.
E allora ecco che in virtù di tale ricerca l'uomo mette in atto strategie autoflagellanti, masochiste, di stoici incanti e dissapori feroci, di lacrime e pugni, di calci in faccia, di fiati in apnea, di rivoltamento interiore, di dignità retrattile, di umiliazioni e tentativi che non sono mai l'ultimo perchè la speranza è satana nella coscienza dell'innamorato.
E quanto tempo passa e quanto ancora ne deve passare perchè la ragione e la chimica rientrino nell'armonia dei giusti equilibri!
Ma non si tratta di riafferrare la metà da cui ci hanno allontanato all'inizio di tutte le cose.
L'amour fou non esiste. Esiste solo il fou, colui che in un breve istante della propria vita sbiellerà per poi risanarsi e andare avanti.
Ciò che conta è solo ciò che si è e ciò che si vuole, esiste perciò quella persona con cui si può essere ciò che si è e si può condividere ciò che si vuole. E quella persona non si può conquistarla, o la si ha o non la si ha. Quella persona la si vede da lontano perchè anche lei ti sta guardando e ci si afferra nello stesso istante.
Nello stesso istante e non con tempi diversi.
Con quella persona non si parlerà mai di amore, ma di quanta vita si possa percorrere assieme e di quanti slalom assieme si riesca a fare tra il dolore e il resto della merda.
Riuscendo a respirare profondamente.
E a non star male.
Per il più a lungo possibile.
Da ciò si deduce dunque che non sono affatto una strega drogata e truccata e piena di se.

venerdì 5 settembre 2008

NETTUNO NON E' IN PROVINCIA DI LATINA, PERCIO' NESSUNO MI RUBERA' LA MACCHINA

Carissimi martiri tornati a lavoro già da un pò, Nettuno è una figata.
Ma una figata talmente figa che quasi quasi mi trasferisco per un anno.
Mentre passeggio ieri vedo un'affissione che dice: affittasi appartamento cucina bagno salone tre camere giardino, 550 euro, della serie: me stai a prende pè culo? mo me danno inclusi pure la colf e il giardiniere che però so loro a pagà te e a ditte per favore la prego accetti, e invece è tutto vero. Ma c'è di più ed è un di più magnereccio.
Vado al supermercato e compro 15 anguille di mare ( non chiedetemi perchè, mai mangiato anguille in vita mia, figuriamoci cucinarle- e poi non erano bestie di lago?)+ tre pesci con delle occhiaie da paura giustamente detti: Occhiate+ altri tre pesci di cui non ricordo il nome e che per comodità chiameremo Ugo+un kilo di cozze, totale= 5 euro e 80.
Cenato fuori pizzeria tavoli all'aperto vista mare davanti, vista borgo medievale di dietro, mangiato tre pizze, vino, acqua= 24 euro servizio incluso.
Ora io mi domando e dico.
( oramai lo sapete che quando dico: mi domando e dico poi non dico niente)
Perciò, che ci sto a fare io a Roma a pagare 900 euro d'affitto spese escluse? che ci sto a fare io a Roma a pagare un'insalata 12 euro? e una birra 6? e un bicchiere di vino 7? e una cena intera 40, se ti va di culo?
E in più neppure c'è il mare!
Ma lasciamo affievolirsi questa verve alla caro vita, l'euro c'ha rovinato, si stava meglio quando si stava peggio, e parliamo d'altro-per inciso, e sai che parlo a te, io le virgole le metto dove mi pare-.
Parliamo per esempio della coattaggine della fauna locale. Anzi, più che della fauna tutta, degli individui dai 17 anni ai 30.
Ecco, diciamo che faccio fatica a trovare le parole, che nemmeno nella periferia più bronx di Roma si vede ciò a cui io sono costretta ad assistere mio malgrado.
Uomini in canottiera, ma non di quelle che tu dici: sai, le culture tradizionali, poi vanno a mietere il grano, dopo fanno le feste nel fienile.. NO, ma quale tradizione popolare, questa è tradizione Maria De Filippi. Maria De Filippi ovunque: nelle canotte che lasciano scoperti muscoli, peli, pettorali, nel taglio di capelli che sembra fatto da un Edward mani di forici cieco e spastico, nelle scarpe delle donne che sono stivali da trans bianchi borchiati o lacci emostatici dentro cui insaccare cosce di porco, nelle minigonne girofiga che nemmeno ci girano attorno alla figa, ma ci si appoggiano soltanto, ne volete ancora? Urlano. Hanno un tono di voce pauroso, tutti, anche i bambini, anche i cani, anche i pedalò.
( Prima o poi finanzierò una ricerca sociologica volta a scoprire il perchè in provincia la gente subisca questa sorta di mutazione genetica al livello di corde vocali).
Gli individui appartenenti a tutte le altre fasce d'età invece sono piuttosto normali
( a parte gridare) sono gentili, scambiano tutte le D per le T e le C per le G e viceversa: Signorina ghe prente?cuàrti, la pizza gua a Nedduno è dando buona, è evitende, è l'aggua ghe fa la tifferenza.
Ora me ne vado a mare, sono pure riuscita a non ustionarmi, Gianfilippa invece è in via di guarigione psichica giacchè appena arrivata aveva.. come dire... svalvolato una 'nticchia. Sembrava più una pantegana che un gatto, ora si sta ripigliando. Piano piano ricomincia a camminare sui muri la notte, prende al volo le piume di gabbiano che atterrano sul terrazzo, beve dalla tazza del cesso... insomma, sembra aver ripreso le sue antiche abitudini feline..
Per il momento sono impallinata con questo (vedeteli tutti)Ogni minuto penso: ecco ora la signora che mi cammina davanti inciampa nell'infradito, cade sul cactus, si conficca di spine ovunque, si acceca, barcolla qualche secondo poi finisce sotto un tram, le si amputano le game, le schizza via un femore scheggiato e infilza tre bambini che passano di là in fila indiana, uso spiedino.