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Le mie foto
I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

sabato 3 dicembre 2011

POST SERIO SERIO POST

Se chiedeste a me qual è la soluzione contro l'evasione fiscale, vi risponderei:
-Abolire il denaro contante, niente più moneta, solo bancomat e carte di credito.
Ecco.
-E la vecchia di 90 anni, come farebbe?
Chiedereste voi
- Che si fotta
Risponderei io.
Vi è capitato che, vi è capitato eccome, che dopo un pranzo in trattoria arrivi l'oste con la parannanza lercia e la maglietta piena di sugna, la faccia sudata e i capelli pieni di forfora che dire "capelli" è come dire: c'ho le prove dell'esistenza di dio, che a un certo punto vi fa il conto a penna, sbagliando un po' apposta e un po' no a mettere in colonna perchè non è che sia affetto da discalculia, ma è proprio analfabeta oltre a essere un truffatore, sulla tovaglia di carta, vecchia di tre giorni, che se guardi bene c'è l'alone del gomito di quello che ha mangiato prima di te?
E tu, cittadino, cosa fai? lo chiedi lo scontrino?
No.
Non lo chiedi.
Perchè?
Vi siete chiesti il perchè?
Desiderio di risultare simpatici a tutti e a tutti i costi, compreso il costo del conto?
Bisogno di essere accettati?
Svogliatezza?
Nichilismo?
Connivenza?
Intanto quello incassa 157 euro e 50 e non paga una lira di tasse.
Vi è capitato che, vi è capitato eccome, che dal parrucchiere un po' gay e un po' no, che un po' ci prova e un po' si mette lo smalto, che ti ripete come in un mantra che sei bellissima, magrissima, che hai gli zigomissimi altissimi, le gambissime lunghissime, le ciglissime foltissime, i capellissimi stratosfericissimi e fighissimi che poi ti spara 80 euro per uno shampoo, soldi contanti senza un pezzetto di carta indietro, nemmeno il biglietto da visita?
E tu, cittadino, cosa fai? la chiedi la fattura?
No.
Non la chiedi.
Perchè?
Vi siete chiesti il perchè?
Bisogno di gratificazione?
Gentilezza?
Senso di gratitudine?
Insicurezza cronica?
Intanto quello incassa 80 euro per uno shampoo che manco t'ha tagliato i capelli e non paga una lira di tasse.
Potremmo continuare all'infinito.
Il meccanico ( per quello starno rumore, che ora non si sente più, gli sei eternamente riconoscente, perchè di macchine non ne capisci un cazzo e per quanto ti riguarda potresti guidare anche un piccione, basta che abbia l'aria condizionata e il lettore MP3);
L'idraulico ( per quel brutto riflusso d'acqua stagnante in lavatrice, che ora non c'è più, gli sei eternamente riconoscente, perchè di tubi non ne capisci un cazzo e per quanto ti riguarda potrebbe esserci un doberman sotto il lavandino che ingurgita la sugna dei piatti sporchi quando li lavi, basta che ingoi tutto e non faccia risalire niente);
il gommista;
il dentista;
l'oculista;
l'ecografo;
il ginecologo;
l'avvocato;
il fisioterapista;
l'allergologo;
il veterinario;
il fioraio;
l'architetto;
il muratore romeno, calabrese, ciociaro e non;
il vetraio;
il proprietario di casa a cui paghi l'affitto;
la baby sitter;
l'insegnante di yoga, d'inglese, di pilates, di equitazione;
la fattucchiera, lo stregone, babbo natale e la befana.
Come si fa a risanare il debito di questo paese?
Me lo dite, geni che non siete altro?
La misura che prevede la tracciabilità delle transazioni al di sopra dei 500 euro non include tutta questa massa di truffatori, evasori, arrangini, mentecatti, gentaglia, feccia, truffatori l'ho già detto?, giuda e quant'altro. Che senso ha imporre delle tali soglie per il pagamento in contanti se poi l'80% degli evasori cronici chiede conto di somme che ben stanno al di sotto dei 500 euro?

Ora, tornando alla vecchia di cui sopra, datele una carta, ditele che dal fruttivendolo, quando compra due zucchine e una carota, la può usare; ditele che quando compra, al supermercato, il brodo magic e le fette biscottate, la può usare; ditele che al posto della mille lire, poi euro, può usare anche questa cazzo di carta plastificata..diteglielo e lei lo farà.
I vecchi sono vecchi, mica imbecilli!

Se Mari(o) e Monti fosse meno un piatto di portata e più un lungimirante personaggio, applicherebbe questa misura.
Ma siamo lontani dalla lungimiranza, lontani dalla razionalità, lontani anni luce dalla civiltà.

domenica 30 ottobre 2011

I MORTI, HIP HIP URRA' PER TUTTI I MORTI


Oggi ho fatto i muffin con le gocce di cioccolato.
Se ci fate caso sono a forma di duomo.
E infatti li avevo pensati per gli incisivi di Berlusconi.

Tra poco è la festa dei morti.
Quest'anno dice che festeggiano al Qube, via di Portonaccio 212. Probabilmente la guest star sarà la salma di Mike Bongiorno; si vocifera che farà la grande rentrée all'interno della bara, grande attesa per quanto riguarda l'abito.

Gli organizzatori avevano invitato anche Osama, ma avoglia lui a dire no, mi dispiace, non sono morto, sarei fuori luogo. D'altronde c'è stato quest'equivoco, ormai dura da un po', quello s'è pure giustamente rotto le palle, però, tant'è, gli americani sono di coccio, si sa, quando si mettono una roba in testa, quella è e non ci sono santi. Anche perché i santi arrivano il giorno prima e si rischia di fare confusione e poi ovviamente le liste sono diverse.
Un altro grave danno inflitto all'umanità dagli americani sono le patate.
Vi sembrerà cosa da nulla, ma pensateci, le patate sono subdole.
Non c'è niente di più subdolo della patata, neanche windows è così subdolo, neanche le All Star quando piove, ma neppure il cucchiaio nel lavandino che quando apri il rubinetto ti fa da catapulta e ti schizza in faccia. No, neanche il cucchiaio.
La patata batte ogni avversario. E' talmente subdola che nemmeno i vegani se la mangiano.
A proposito di vegani.
Lo sapete no, che i vegani sono malati psichiatrici abbandonati a se stessi, liberi di importunare l'umanità intera con i loro discorsi di verdure marce; lo sapete no, che sono una piaga sociale, che ti mandano di traverso la fiorentina parlandoti di bestie sgozzate e pure l'insalata di pomodori perchè loro mangiano solo roba che spontaneamente ha deciso di putrefarsi.
Loro mangiano decomposizione, sottraendo alla terra il suo concime naturale.
Insomma una volta, complice l'alcol, ho parlato a lungo con uno sbroccato di questi. Me lo ricordo come fosse ieri, e infatti era ieri.
Questo tizio, colorito tipico del panno lasciato troppo in varechina*, che tu lo avevi messo là per salvarlo dalla macchia indelebile, che poi ti sei fatta un giro, hai fumato due sigarette, hai cazzeggiato su fb, hai mangiato quelle patate bastarde, hai parlato al telefono e poi, quando te ne sei ricordata: troppo tardi, della serie che nemmeno il defibrillatore ci puàò fare niente, beh, insomma sto tipo, colorcencio, rasato, occhiaie blu, profonde, talmente profonde che dentro ci portava il cane, mi spiega la base ideologica sconcertante dell'essere vegano.
E vabbè, la sappiamo: le bestie son creature della natura, io non sono un assassino, non mangio carne. Ok, questo è il primo step.
Le verdure, la frutta, anche gli ortaggi dunque, sono esseri viventi; bene, bravo, vedo che alle elementari hai studiato scienze.
Dunque neanche le cose verdi possono essere mangiate se non nel momento in cui muoiono.
Tipo, la mela, devi aspettare che cada dall'albero. L'insalata, devi aspettare che sia diventata gialla e che il contadino la recida in quanto defunta.
Lo stesso per i fagioli, le carote, i pomodori..
Avete mai provato a mangiare un pomodoro marcio?
Ma se solo ti scordi una scorza di limone in frigo, quando la recuperi è mezzo liquame e mezzo trapunta di muffa, che sono talmente consapevoli quei microrganismi che quando li vedi non solo ti insultano, ma reclamano un proprio diritto all'autodeterminazione! Quindi i vegani mangiano robe morte.
Perciò, questa digressione sul vegano quando il tema principale era la festa dei morti, potrebbe sembrarvi un volo pindarico, lo so, l'avete pensato, eh mo, sta qua, non sa che dire e allora scrive le prime cose che le passano per la testa; è vero, però, siccome io uso, a differenza vostra, non il solo 30% del mio cervello, ma addirittura il 55, me l'ha detto il rappresentante del folletto quando m'ha fatto la dimostrazione della pulizia materasso e infatti non l'ho comprato, insomma, siccome io sono più intelligente della media, il test sul mio Q.I parla chiaro e a volte canta pure, siccome tutta questa roba qua, avrete capito, rileggendo il post con la giusta prontezza cognitiva, che il vegano sarà presente, assieme alla sua comunità di vegani, giallo-pallidi e rasati, alla festa dei morti al Qube.
Nel codice etico del vegano è proibito nutrirsi di cose vive. Non esistendo il quel codice scritto, secondo i più illustri giuristi dell'antichità greco-romana, una clausola specifica che vieti il cibarsi di carne morta, ecco che, domani sera, quelli lì, si faranno la più grande abbuffata del secolo, roba che al confronto Marco Ferrei deve solo vergognarsi.

A vous, chi si sente morto o in vena di essere pietanza o vegano, l'appuntamento è per domani sera al Qube, fino a mezzanotte ingresso gratis per i morti entro il 2008, 3 euro dopo la mezzanotte, sconto per militari e studenti, dj Carogna, selezione musicale anni perpetui, nei secoli dei secoli, amen.

Vostra Farfamoribondafuorilista.

* Ho scoperto solo da poco che varechina si scrive con una sola c.

P.S. che la festa dei morti, come l'epifania, pure Renzi si porti via.

sabato 15 ottobre 2011

QUANDO TI SENTI COME SE FOSSI IN GRECIA, MA NON SEI IN VACANZA

A quanto pare il ministero del Tesoro ha deciso che pagare il mio stipendio è una questione facoltativa.
Immagino la situazione:

Impiegato1: Aò, ce sta questa, Nardozzzzzzi, che deve da esse pagata
Impiegato2: Nun t'affannà, te lavori troppo
Impiegato1: 'Nfatti, pensa che da stamattina ho già acceso er computer...
Impiegato2: E no eh, se continui così, qua ce rovini tutti! A me me sta già a scoppià er cervello..
Impiegato1: Eh, eddai allora, famose sto caffè..alla macchinetta?
Impiegato2: Ma no, namo ar bare, se famo du passi, due, tre orette d'aria...
Impiegato1: Evvabbè...daje, salta er tornello...

Dunque, per il momento aspetto sperimentando altre forme di sussistenza, tipo il baratto..

Salumiere: Tre etti di bresaola.. sono 7 euro e 50
Io: Ehm..le posso dare in cambio un gatto, due sigarette e una ciocca di capelli
Salumiere: Perfetto...se mi da anche quel foulard ( che mia moglie lo cercava proprio uguale) aggiungo due salsicce..
Io: Ma è di Liu-Jo!
Salumiere: Più un tocco di parmigiano falso made in Cina...prendere o lasciare
Io: Ok.. per la mozzarella di bufala?
Salumiere: Quella Yaris blu è la sua?
Io: .....

Non è carino lavorare senza retribuzione..se poi ci metti pure che non è che uno abbia mai avuto tutta sta gran motivazione/passione/missione, diventa problematico.
Certo, non voglio dire di fare il mio lavoro solo per soldi, non lo dico, lo faccio e basta.

Mercenari della scuola?

Chi è che spinge i mercenari della scuola a fare il proprio lavoro solo per soldi?
Spingitori di mercenari della scuola, su ri-educational channel..

E chi è che spinge gli spingitori a spingere i mercenari della scuola?
Spingitori di spingitori di mercenari della scuola, sempre su ri-educational channel.

Ora, cambiando brutalmente discorso, colgo l'occasione per insultarvi con censura ( mi fa bene, mi sfoga ) e poi posto il contributo di Zac in riferimento al post precedente, quello sui generi letterari, quello che voi altri, tutti, avete ignorato ( brutti bip bip biiiiiip biiiiiiiiiiiiiiip).



Se posso azzardo un

Fiction:

Il tipo estrae il pisellone e lo brandisce sulla ragazza.

"Stop, rifacciamo"

Il tipo estrae il pisellone e lo brandisce sulla ragazza"

"Ok, ci si vede domani, registreremo la puntata n. 3"

Zac

venerdì 7 ottobre 2011

QUANDO PER STRADA TI MOSTRANO IL PISELLO..

Mi è successa questa cosa spiacevole, imbarazzante, inverosimile, irritante, indegna della mia gentil persona:
vado in bici in via del Pigneto tranquilla tranquilla quando incrocio un tipo in tuta sul marciapiede destro. Non appena ci troviamo perfettamente uno di fronte all'altra, sto qua tira fuori dai pantaloni un pisello gigantesco, dritto come un palo e spesso come un tronchetto della felicità.
Colta alla sprovvista lancio un clamoroso "Oddio" e sbando verso sinistra, col rischio di finire spraffata sotto un'auto. La razione istantanea è stata quella di accelerare la pedalata e svignarmela il più presto possibile, nonostante fosse pieno giorno e la strada abbastanza trafficata sia da macchine che da pedoni, tanto che subito dietro il cazzone, veniva una tipa con passeggino e marito al seguito.
Comq.
Ripresami dall'assurdità della scena ho cominciato a pensare ai generi letterari.
Il Pulp:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro, poi si ferma, scende dalla bici, estrae dalla borsetta lo spray orticante, lo raggiunge, lo chiama, il tipo si volta, spruzzata negli occhi, lui non vede più niente, lei si china sul ciglio della strada, raccoglie un masso di considerevoli proporzioni e gli sfracassa il cranio a forza di pietrate fino a fare del suo cervello dell'ottimo omogeneizzato per piccioni. L'ultima scena è appunto quella del volatile che becca brandelli di materia grigia nella pozza di sangue.
Il giallo/noir:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in preda al panico mentre nel frattempo le viene in mente che trattasi nient'altro che dello stesso losco figuro che da giorni la segue, l'aspetta sotto casa e probabilmente è proprio lui a inviarle quelle lettere anonime. Corre dal detective che si occupa del suo caso, sconvolta e bisognosa di conforto, bevono un drink davanti al camino, lei è fragile, all'improvviso ha un crollo psicologico, piange, lui l'abbraccia, scopano.
L'horror:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, è spaventata ma non troppo, capitano cose del genere in città, man mano che si allontana da quell'uomo si rilassa e alla fine ci ride anche su. Arriva a destinazione, scende dalla bici e fa per legarla al palo. Mentre cerca le chiavi nella borsa viene aggredita dal tipo di prima che non brandisce più solo un pisello ma anche un coltello dalla lama affilatissima con il quale la trapassa da parte a parte, squartandola come un bue da macello.
( variante horror di fantascienza: il tipo che brandisce il pisello è in realtà un alieno dai genitali mutanti e terribilmente affilati per cui indovinate un pò qual è l'arma del delitto..)
L' erotico:
Il tipo, un esibizionista di fama mondiale, caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, torna a casa trafelata, si fa un bagno caldo e mentre è nella vasca ripensa all'accaduto, sostituisce la faccia dello sconosciuto con quella del suo grande amore impossibile e si masturba, con grande dovizia di particolari da parte del narratore.
Il romanzo rosa:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta..no, c'è un errore: non è un pisello ma un mazzo di rose rosse, non è una bici, ma una carrozza. Il controverso conte di Roncisvalle cerca con ogni mezzo di conquistare la dama di cui si è perdutamente invaghito, anche a costo di apparire sfrontato e irrispettoso, ma alla fine ce ( e soprattutto se) la farà...
Il thriller psicologico:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, cerca di calmarsi, l'accaduto l'ha scossa, è agitata e anche un poco spaventata, si ferma per riordinare le idee e mentre si guarda intorno nota che non solo quel tipo brandiva un pisello, ma chiunque lei incontri: l'operatore ecologico, il barista con i caffè sul vassoio, il bambino nel passeggino, l'uomo con cane a guinzaglio..tutto il mondo maschile sta brandendo piselli attorno a lei..sta diventando pazza, lo sente.. Decide allora di tornare indietro e verificare l'identità dello sconosciuto dal gesto insano, lo raggiunge alle spalle, lo chiama, l'uomo si volta e , colpo di scena, è una vecchia novantenne con carrello della spesa e deambulatore. La ragazza fugge disperata, il confine tra realtà e nevrosi è labile, tropo labile..
Il porno:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, poi si spoglia e torna indietro...
Moccia:
Il tipo caccia il pisello dalla tuta, lo brandisce contro la ragazza in bicicletta. Lei percorre ancora qualche metro in tutta fretta, poi lo riconosce: è Bibu, l'amico di Rolex, l'ex fidanzato di Peppy. Decide di tornare indietro, con un gran lucchetto assicura la bici al palo di ponte Milvio, lo affronta, ma il tipo, prima che lei possa proferie parola, ha già scritto sul marciapiede, col pisello : "amore, io e te, trenta centimetri fino al ginocchio".

Se a qualcuno venissero in mente altri possibili sviluppi a seconda dei vari generi letterari, è pregato di intervenire...i vostri contributi saranno prontamente pubblicati su questo blog.

Vostra farfaimportunata.

giovedì 1 settembre 2011

SE UNO E' TOSTO, E' TOSTO..

Quando taglio la cipolla io, è lei a piangere...

giovedì 11 agosto 2011

VESTITI DA VESTALE

Questa mattina mi sono svegliata piuttosto presto e dopo aver deciso se votarmi alla depressione o uscire a spendere soldi, sono uscita a spendere soldi.

Ho comprato una specie di sacco semitrasparente verde ringhiera/verde panchina, quel verde del tipo la pubblicità della vernice per ringhiere, quella in cui Giovanna, una specie di smandrappone alla Edwige Fenech nei film pecorecci anni 70, sta su una scala vestita da servitù, offrendo da sotto una splendida visuale delle parti intime, tanto particolareggiata che di Giovanna si riesce capire, senza grosse difficoltà, cosa abbia mangiato la sera prima.

Questo sacco verde ringhiera è munito di una cinta marrone alta in vita, molto alta, talmente alta che sembra un guinzaglio. L'effetto addosso è, come potrete immaginare, abbastanza osceno del tipo vestale, fuoco sacro, Rea Silvia, Pollon combina guai eccetera eccetera.

Cosa invece ben più grave è che la cinta altissima marrone tipo collare del vestito/vestale ha innescato, tra quelle tre sinapsi che ancora il mio cervello è in grado di appicciare, una reazione biochimica neurale spaventosa che ha assunto immediatamente l'aspetto di un nuovo impellente bisogno da soddisfare, imperativo categorico, questione di vita o di morte: scarpe in tinta.

Perciò, con la bava alla bocca tipo cane di Pavlov, ho comprato scarpe da schiava con tacco in legno di 15 cm.
Dubito che la vestale in questione portasse tacchi da 15 cm, scomodo sarebbe stato dover correre in caso di spegnimento carbonella e si sa, se si spegneva la carbonella addio arrostata di ferragosto, ma addio pure vestale, usata spesso, tra l'altro come buon tizzone per ravvivare la fiamma...

Non paga degli acquisti opinabili appena consumati, incrocio un pakistano con annessa bancarella il quale, appena mi vede all'orizzonte, imposta la faccia in modalità sconto e prima che me ne accorga mi ha venduto, scontati, due collane, due paia d'orecchini, un bracciale, un non meglio identificato oggetto da applicare dove l'ha capito solo lui e sua madre più un nano.
Ora, della madre e del nano, non so che farmene, non stanno bene su niente, la bigiotteria spacciata per argento indiano invece, non sta bene su tutto.

Morale della favola, non c'è.

Considerazioni postume: è meglio a volte abbandonarsi alla depressione che comprare vestiti da vestale.

Rimangono a disposizione la madre e il nano del pakistano, per maggiori informazioni rivolgersi a Giovanna.

Vostra

farfaferragosta.





venerdì 20 maggio 2011

C'ERA UNA VOLTA IL BLOG

Eh, una volta c'era.
Tanti anni fa, quando nonna era giovane e aveva più o meno la tua età, esistevano i blog.
Si scrivevano i post, ci si impiegava anche molto tempo, dei lunghi quarti d'ora, poi si pubblicava e la gente ti leggeva. Ma leggeva contenuti, mica queste stronzate di piccole frasi che scrivete ora voi su Facebook del tipo: mi sento stanca, w la juve, adoro i kiwi, mi puzza il culo e il papa è gay.
I blog creavano dibattito, i lettori si infervoravano, commentavano accaniti, si affiliavano, c'erano coloro che erano pro e coloro che erano contro la tua visione del mondo, chi ti adulava e chi ti insultava.
Era tutto un fermento. Era uno strumento di libertà, ognuno con il suo blog a dire le cose che gli passavano per la testa senza badare alle censure.Qualcuno si fidanzava anche tramite blog, ma erano storie pregne di sostanza, storie di contenuto, storie serie, storie di uomini e donne, storie di storie, storie di storie di storie, mica come ora, voi, con facebook che vi innamorate il tempo giusto per scrivere sulla bacheca: vado a lavarmi i capelli e poi tutto finito.
Ai nostri tempi la persona aveva un valore per ciò che è realmente, per la sua complessità, per la sua profondità, umanità, diversità, alterità, iità, eglità, tuità, essità, noità e voità e non per il numero di amici finti n volte infinito che compare sul profilo fb.
E poi c'era la punteggiatura. Un valore inimmaginabile aveva la punteggiatura nei blog.
Tutti a badare alla punteggiatura.
Ai miei tempi si scriveva, con un, senso della) punteggiatura; veramente impeccabile":;.quasi. maniacale direi.
Ora voi che fate, invece?
Cliccate su mi piace con la consapevolezza motoria di uno spastico.
Chattate con il compagno dell'asilo senza sapere che è morto da un mese e quella è una pagina messa là dai parenti in sua memoria.
Ai nostri tempi, la vita ti sorrideva. Tutto era più profondo. La gola era profonda, i dirupi erano profondi, il ventre del pollo ripieno era profondo, anche la carta velina era profonda, ah, la carta velina di una volta...cose che non potreste nemmeno immaginare se non ci fossimo noi anziani a raccontarle.
Noi siamo la memoria e sappiatelo che un popolo senza memoria è un popolo senza memoria.


farfa