monicanardozi@storepix.it

La mia foto
I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

martedì 28 ottobre 2008

JENNIFER TIZIANA SILVANA MORGANA

Il due sarò a Lucca a presentare il mio libro.
Si, il due, che è il giorno dei morti del mese dei morti. Tutto nella mia vita succede nel mese dei morti. Compleanno, presentazioni, innamoramenti, litigi, incendi, ritrovamenti e ovviamente morti.
Io odio presentare libri. Mai presentato una minchia in vita mia per la verità, forse qualche fidanzato a papà al massima, ma non di più.
Mi son sempre stati sul culo quei nulli che a un certo punto pubblicano una roba e cominciano a dire:
sai, mi piacerebbe tanto venire al tuo funerale, ma ho la presentazione questo sabato; sai, ho incontrato Manzoni ieri, alla presentazione; sai, c'era tanta di quella gente ma tanta di quella gente che i buttafuori mi hanno dovuto accompagnare armati fino al palco; sai com'è, quando sei sempre in giro Milano, Barcellona, Parigi, Berlino, Napoli, New York, Roma per presentare il tuo libro, poi è inevitabile, si diventa stitici.. ecc ecc.
Insomma, cazzo, io odio parlare in pubblico.
In realtà mi cago addosso.
C'è questo spazio di 45 minuti e un giornalista.
Giornalista: Da cosa prende spunto per scrivere le sue storie?
Farfa: Dall'alcol?
G: Com'è nata questa collaborazione?
F: Tipo: ciao, vuoi pubblicare con noi una graphic novel? uhm, mi pagate? si. Ok.
Insomma, non sono molto diplomatica e questo lo si era capito. Se mi stai sul cazzo te lo dico, mica sto lì a fartelo incassare piano piano con la vasellina. Questo non aiuta. Nel mondo, intendo.
Perciò adesso parliamo d'altro.
Domani, dopo 5 anni circa, ho di nuovo un appuntamento dal parrucchiere.
Veramente. Lo giuro. Stacce.
Capelli lunghi, parruccone riccio, cespuglio incolto
V
A
F
F
A
N
C
U
L
O
Corti. Tiè. Niente più cervicale perché la lanaccia non si asciuga mai, niente più nodi problematici indistricabili, niente più smadonnamenti, mai più troppo crespo, troppo moscio, troppo fusillo.
Ah.
Che liberazione.
Il parrucchiere in realtà è una parrucchiera e per di più è quella di fiducia di mia madre. Il suo negozio, studio, laboratorio o come cazzo si chiama dove ti fanno lo shampoo, ha un classico nome da parrucchiera del tipo Tiziana, Silvana, Morgana, Jennifer ecc. Problemi non ne ho. Tanto tagliare sanno tagliare tutti. Anche io se è per questo, infatti, fino all'ultimo sono stata indecisa se buttare nel cesso questi 70 euro sicuri o tagliarmeli da me. Big Dick si è opposto, come se potesse vantare qualche pretesa in merito a capelli uno che è pelato dalla nascita. E no, non ci cascate, non è rasato è proprio PELATO: Calvo, calvizie, caduta drastica di capelli..
Certo, la speranza c'è sempre, quella rimane, o meglio persiste fino alla resa dei conti, della serie io investo sti 70 euro e tu mi fai uscire da lì che sono un tale figone che non appena metto piede in strada provoco un incidente mortale con tamponamenti per 40 km.
E cmq, ricordatevi mie care trentenni, che Silvana, Jennifer, Morgana, Tiziana dicono che i capelli lunghi invecchiano, per non parlare di quelli biondi che imputridiscono proprio.
Ciao va.
Chi non va alla manifestazione Giovedì 30 ottobre, ore 9:30 P.zza della Repubblica ( che alcuni chiamano ancora P.zza Esedra)ha disfunzioni erettili e tette mosce.E ovviamente è Berlusconi wè wè.

giovedì 23 ottobre 2008

MIA MADRE CATTOLICA PREGA PERCHE' CADA IL GOVERNO

Lo so, sono molto stupida, la mia stupidità è proverbiale, è un'immaturità congenita, è quel goliardico adolescenziale che ti fa fare battute a sfondo sessuale nonostante tu sia alla soglia dei trenta e ti fa ridere quando senti parole come pacco o patata, o espressioni tipo prendilo in mano o me la dai, vuoi venire e cose così.
Perciò oggi, ( vi risparmio la descrizione del contesto e non scendo nel merito per ciò che concerne il contenuto e l'utilità di due ore di formazione di una cosa che si chiama bip bip bip bip bip-spie del corso di formazione baciatemi il culo) quando la suora x proveniente dal paese x dice: mi sono sentita tutta bagnata, io non è che mi limiti a trattenere il riso e al massimo a soffocare, non rido neppure, ma mi rantolo proprio.
Mi rantolo.
Mi faccio rossa verde blu, mi sganascio, non mi contengo, sono eccessiva, inopportuna, maleducata se volgiamo, e mentre mi aspetto che quella stessa frase provochi la medesima reazione da parte dell'uditorio intero, nessuno fa una piega, anzi, tutti mi guardano perplessi, poi sconcertati, poi male e alla fine malissimo.
Ok, mondo, io e te abbiamo un diverso senso dell'umorismo.
Direi opposto.
Direi antitetico.
Direi anche che tu, mondo, poco ce l'hai il senso dell'umorismo, o forse ce l'hai una 'nticchia appiattito o forse sono io che, vedi sopra, sono veramente troppo ma troppo stupida.
Ecco tutto.
Il mio umorismo è basso a volte, a volte invece è altissimo. Fatto sta che in entrambi i casi rido da sola il che non è il massimo perché che cazzo, la risata è più bella se la si fa in compagnia.
Triste sorte la mia e eccoti pure la rima baciata.
Che poi questo fatto dell'essere o del sentirsi (vai a capire la differenza) eccessiva in troppe situazioni comincia a starmi sul culo parecchio.
Poi si, dai, lo so, dico un sacco di parolacce.
Che cattiva ragazza.
Come faccio a dire così tante parolacce, questo ancora me lo chiedo alla veneranda.
E' anche vero che nel centro Italia si è tutti un po' più sboccati. Mi ricordo di una volta che mandai affanculo quello di turno che stava con me. Ora questo tipo, siciliano, uno che ti raccomando, soprannominato psyco nonché la genetica e i suoi orrori, Gesù, come se la prese a male.
Una piazzata impressionante! Capiamoci, non è che lo avessi lasciato, quindi mandato a fare in culo in quel senso, ma piuttosto avevo usato il vaffa come intercalare, come in genere si fa a Roma, esempio:
Siciliano- The dreamers (Bertolucci) è proprio un bel film
Farfa- Ma vaffanculo! fa veramente schifo
Panico.
Avevo offeso qualcosa di fondamentale nel suo profondo, vai a capire cosa. Mai capito a dire il vero e infatti e finita lì. O giù di lì. Insomma è finita.
Però, guardate che stare con un siciliano di Alcamo può essere veramente un'esperienza esotica!
Questo per dire che insomma, non lo so per dire cosa, forse niente, mi sa che avevo solo voglia di scrivere.
E' bello avere voglia di scrivere.

domenica 19 ottobre 2008

MARRAZZO I LOVE YOU............ http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=7504

La mia solitudo appare attualmente incolmabile. Ore equidistanti da silenzi e patate. E anche birra.
Che ne sarà di voi?
Voi che non credete in niente. Voi che che voiate di continuo.
Mia madre mi diceva sempre: non fidarti mai di quelli che non hanno letto Dostoewskij.
E aveva torto, doveva piuttosto dire: non fidarti di quelli che lo hanno letto. Compresa me.
Poteva dirmi direttamente: non fidarti di te e faceva prima. Forse era una sibillata, forse mia madre è l'oracolo di Matrix, forse mio padre è Enrico Mentana e a quel punto potrei anche e non a torto cercare il suicidio.
Forse sognare i morti non ti fa vincere al superenalotto.
Ma tutto sommato santoddio che stanchezza!
Cero è che anche gli intercalari che la lingua italiana ci offre hanno un che di inquietante. Metti santo dio. Cioè, è come dire gomma gommosa, verdura verde, penna Bic..
Cmq, proprio un nano secondo fa pensavo a come sia primitiva la pratica della venerazione delle salme dei santi, dei mucchietti di reliquie, della mandibola del martire Consuelo. Tu metti in un'urna dalle dimensioni svariate a seconda della mole di avanzi di santo ( un cubetto cinerario, una teca, un sarcofago, una bara trasparente intarsiata di orno massiccio), la piazzi una chiesa e poi milioni di australopitechi fanno file geologiche per passare un attimo di là, strusciare la manina sul vetro trasparente, dire una formula magica e vaffanculo.
Mah.
Che poi, dico, non ti senti un poco idiota, tu pellegrino, a raccontare le tue tribolazioni a un femore in avanzato stato di decomposizione?
- Fa che mio figlio trovi una brava donna
- Fa che mia moglie torni a casa
- Fa che mio marito non mi corchi più di mazzate
- Fa che che la chiesa ammorbidisca la sua posizione sull'astinenza sessuale
- Fa che io possa guarire dal cancro al duodeno
- Fa che mi venga revocato lo sfratto esecutivo
- Fa che il precariato scompaia così com'è scomparso il vaiolo
- Fa che la madonna mi appaia in sogno e mi dia quattro numeri giusti
- Fa che la Roma vinca lo scudetto
- Fa che mio padre non mi sevizi ancora
- Fa che varie ed eventuali
E il femore cosa volgiate che risponda? E' un femore, cazzo, fosse stato almeno un orecchio o una bocca...
Dunque non so che dire, il genere umano non ha senso, la vita stessa non ha senso. Oggi ero allo sportello della supercazzola burocratica mondiale. A un certo punto io e la sportellante iniziamo a litigare, un litigio inversamente proporzionale, un litigio reversibile, palindromo, un trip allucinante, ancora ci penso..
Sportellante- Deve fare tre fotocopie
Io- Ma adesso perdo la fila
S- ( faccia da genitale moscio a dire "cazzo me ne frega a me")
Io- E poi dove faccio delle fotocopie a quest'ora ( e avrei aggiunto: che siete messi ai confini della realtà, in un punto qualsiasi tra il triangolo delle Bermuda e il teorema di Pitagora?)
S- Non lo so, non è un mio problema
( l'incazzamento monta e come è ovvio, esplode quando mi accorgo che alle spalle della sportellante riposa in pace grossa grassa e inutilizzata un fotocopiatrice ultima generazione)
Io- Ma scusi, non le può fare lei? sono solo tre fogli
S- No, se si facessero fotocopie a tutti allora...
Io- Allora che?
S- Allora sarebbe uno sportello fotocopie
Io- Non le costa niente, ci impiega un minuto, io invece devo perdere il turno e probabilmente tronare domani
La spotellante guarda me, poi la fotocopiatrice. Io guardo la sportellante poi la fotocopiatrice. Entrambe guardiamo la fotocopiatrice.
La sportellante si scazza, scolla il culo dalla sedia come avesse scoreggiato
un reattore, mi strappa dalle mani i fogli della tenzone e va verso la fotocopiatrice. Lo fa blaterando
S- Insomma, se dovessi farlo per tutti, mica mi pagano per fare le fotocopie, allora se anche quello dopo di lei mi chiede delle fotocopie io che faccio? dovreste saperle certe cose c'è scritto ci sono gli avvisi noi non siamo tenuti.
E ancora
S- Mica mi pagano per fare le fotocopie, allora se anche quello dopo di lei mi chiede delle fotocopie io che faccio? dovreste saperle certe cose c'è scritto ci sono gli avvisi noi non siamo tenuti.
E ancora
S- Se anche quello dopo di lei mi chiede delle fotocopie io che faccio? dovreste saperle certe cose c'è scritto ci sono gli avvisi noi non siamo tenuti.
Io- Va bene, basta. Mi ridia i fogli
Sbotto. Eccheccazzo.
S- No ormai le faccio
Fa lei. Ha la faccia verde.
Io- Avanti mi ridia i foglio, vado via
S- No ormai le faccio
Io- Vado a cercare una fotocopisteria
S- Le sto facendo
Io- Se non mi restituisce subito i fogli salto dall'altra parte
S- Una, due...
Sadica e assurda.
Io- Non voglio che faccia quelle cazzo di fotocopie
S- Tre... fatto. Tutto a posto, arrivederci.
Ecco.
Io, per quel che mi riguarda, non ho più niente da dire.

martedì 14 ottobre 2008

CIOE' E BASTA!

Cioè e basta è una tipica frase senza molto senso detta da chiunque, causa atroci sofferenze, stia delirando dal capezzale di un letto lurido e intriso di sudore e scaglie di pelle morta ( assieme a fazzolettini venduti da zingari ai semafori appallottolantisi sotto il culo e dietro la schiena- i fazzolettini appallottolati e non gli zingari-).
Torno or ora felice felice dall'ennesimo colloquio colloquio con Ciuffo Ciuffo.
Ieri:
Big Dick- Stai troppo male, devi tornare da Ciuffo
Farf- Ancora!?
B.D- Si, devi costringerlo a prescriverti qualcosa di più efficace, di più forte
Farf- Magari delle iniezioni...
B.D- Uhm
Farf- Potresti farmele tu!
B.D- No, non sono capace, no, non posso farlo
Farf- Ma dai, cazzo sarà mai
B.D- No, non puoi chiedermelo
Farf- Dai
B.D- Giammai, non profanerò il tuo culo
Farf- Per favore?
B.D- Non medicalizzerò il tuo culo
Farf- ...
B.D- Non reificherò il tuo culo
Farf-...
B.D- Non de-erotizzerò il tuo culo
Far- Va bene basta.
B.D- Non permet..
Farf- Ho capito
B.D- Non..
Farf- Hai paura degli aghi

Così insomma niente iniezioni.
Ieri notte stavo così male che ho creduto di soffocare.
Senza respiro. Davvero. Ho pensato: ora muoio, mi implode il torace, dal naso non passa una cippa di niente, dalla bocca emetto fischietti tipo ottantenne fumatore malato terminale dai polmoni incancreniti, così domattina quando verrà da me Orhan Pamuk e mi troverà stesa, col collo gonfio e nero come una porchetta d'Ariccia, la faccia trasfigurata, gli occhi di fuori, colorito bluastro per nulla rassicurante, dirà:
büyük ünlü uyumudur kökenli sözcükler oluşturmaktadır!,
che vuol dire più o meno: Azz!.
La mia presentabilità cadaverica sarà così compromessa per sempre assieme all'estetica della salma e alla riuscita del funerale in stile radical-cinico, profilo edonista ma non troppo.
Dunque in preda all'asfissia, alle 3 di notte prendo free e vado verso la farmacia notturna di quelle super barricate manco dovessero arrivare masse di zombi ticket-esenti a chiedere cervelli da banco in compresse.
Suono il campanello notturno della farmacia notturna arriva dunque il farmacista notturno e anticipando ogni mio afflato soffocato, mi fa
- Non diamo più siringhe gratis
Ma perché non ti infili un filo elettrico su per il culo caro farmacista notturno?, mi viene da dirgli, non sono mica una tossica del cazzo! Ma non lo dico perché il fiato è poco e come dice Etgar Keret, quando hai l'asma le parole contano, diciamo che più che contare hanno proprio un peso specifico speciale particolarmente significativo e che vuol dire esattamente: VENTOLIN.
Insomma prendo il buon ventolìn che nei casi disperati spesso ti salva il culìn e mi riservo di tronarci il giorno dopo con una mazza di ferro battuto a spaccargli la faccia e anche tutte le vetrine e gli occhiali a culo di bottiglione per avermi scambiato per una tossica qualunque c'hai 10 centesimi me manca n'euro pe'er biglietto eccetera eccetera..
Comunque a parte tutto, domani mi tocca incontrarmi con Ciccio Petecchia, presto, prestissimo, alle nove.

sabato 11 ottobre 2008

INSIEME A TE NA NA NA NA

Orecchia qua.
Questi sono giorni intensi di intenso free e ore piccole e poco sonno e molto traffico, tanti turisti schivati per sbaglio(!) sulle strisce pedonali che ti guardano a lungo trovandoti molto folk lì, sul motorino con il girasole e l'adesivo dei radicali NO GOD, mentre fai 10 km per raggiungere il vaticano.
Quando poi finalmente ti accorgi che le università, le scuole, i collegi cattolici sono veramente cattolici e non così, per pura nomenclatura, che per esempio durante il tuo inutile corso di formazione ci si fa il segno della croce e si dice una cosa del tipo: santissima Maria assunta eccetera eccetera, oppure, mariissima assunta santa o anche assuntissima santa Maria ma più probabilmente assuntissima assunta assunta o forse santissima santa la più santa di tutte le sante... Che poi tu rimani così, di cazzo, diciamolo, e pensi: vabbè, dai è uno scherzo, e invece non lo è.
Così mentre i tuoi colleghi pregano tu rimuovi, ti rifiuti di registrare l'accaduto, il cervello è andato in loop: è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo è uno scherzo.
Poi svieni e quando ti rianimi ti ritrovi dal prete dei preti pretore che ti sta facendo un esorcismo e tu a dire: ma non sarebbe meglio un po' d'acqua e zucchero e lui che prega per la tua salute per la tua anima e per il tuo culo, (Signore fa che il culo di costei mi si offra spontaneamente, lo so, non è un maschio ma con un po' d'immaginazione..infondo ha poche tette).
Che poi però passi in Piazza Venezia che sei di umore liquido, sul lacrimevole sentimentale che ogni cosa che vedi ti fa commuovere: un piccione spappolato, una vecchia col deambulatore, una nana, un carabiniere a cavallo e cose così..
e insomma, passi in piazza Venezia e vedi il pizzardone sulla pedana e ti viene un traforo nel torace perché è troppo bello e allora inchiodi free, accosti e ti godi la performance per 15 minuti buoni che sembra un direttore d'orchestra, è teatrale è magico; mani e braccia come ali , come tentacoli sinuosi, armoniosi che affettano l'aria e ti danno degli ordini nella bellezza del movimento e nella maestosità della posizioni. E' un divo il pizzardone, è Giulio Cesare imperatore, è figo, ogni donna vorrebbe il suo numero di telefono.
Naturalmente quando poi smette torna a essere quello che è: un uomo alto un cazzo e metà, brutto q.b., sudato e puzzolente.
Certe cose di questa città cono così fantastiche che dio, quanto non potete capire voi abitanti delle province imperiali.
Quando c'è il sole e fa caldo, caldo anche a ottobre, caldo a novembre, le vie, le ville, le pietre millenarie, i vicoli, le osterie, le fontane, gli occhi riempiti di bello, i polmoni di storia, sei al centro del mondo, siamo la culla della civiltà, Roma, che cazzo, è un amore per sempre.
Difficile accettare, anzi è impossibile, che diventi, diventerà, sta diventando, ma magari già lo era, un avamposto fascista. Un covo di gentaglia.
Il sindaco lavora per offossare la bellezza di questa città. Ci vogliono brutti, cattivi, sporchi. Ci vogliono incazzati, morti di fame, gli uni contro gli altri, ci vogliono imbestialiti, vogliono vederci combattere, ucciderci, odiarci: extracomunitari di merda, negri di merda, ebrei di merda, comunisti, romeni di merda, zingari, rom, cinesi di merda.
Andarsene è difficile, ma mi sa che è necessario.
Non si può vivere in una città fascista.
Eccheccazzo.

lunedì 6 ottobre 2008

San Benedetto e San Daniele

Dopo il catarro che tuttavia ancora persiste, eccoti, voila, mezza faccia a squame.
Che sarà mai? ti svegli e hai solo mezza faccia a squame.
Niente di che, le raschi e via, in padella con i pachino.
Vai da Ciuffo, quel medico della mutua del cazzo che s'è preso la laurea dallo stesso salumiere di soppressate calabresi a cui si è rivolta pure la Gelmini, il quale Ciuffo nella sua incommensurabile ignoranza, ti guarda, ti schifa, manco ti tocca, non fa mezza diagnosi che dicasi mezza, pensa a come può cacciarti la scusa del fonendoscopio per pacioccarti le tette e ti fa:
- Che stai mettendo adesso?
Che tanto lui lo sa che una persona normale prima di rivolgerglisi ci prova da sola a guarirsi che tanto è uguale,
che tanto però io vorrei dirgli
- ma vaffanculo Ciuffo del cazzo che secondo te perché sono venuta? che secondo te sono medico io? chi è il medico tra di noi? ti aiuto, io no.
Ma alla fine cedo e faccio
- Caro Ciuffo, visto che tu ricevi mezz'ora ogni anno bisestile, ieri quando m'è venuta questa mezza faccia a squame sono corsa in farmacia e la stessa farmacista che mi ha curato la Candida mi ha dato questa pomata.
- Ah,
Fa Ciuffo
- Perfetto, continua a mettere questa.
Eggià, in fondo oggi non avevo un cazzo a che fare e allora ho detto: andiamo a farci fare nessuna diagnosi da Ciuffo, dai, che con quella faccia di culo alla Elvis cominciava proprio a mancarmi..
Dunque ecco. Io non so perché la mia vita stia prendendo questa piega dell'aggiusto una cosa e se ne sfracassa un'altra, su tutti i fronti, ma tutti tutti. Pensate che in macchina tengo un boiler da quanti litri boh e una TV che quando passa lo zingaro Menez la serratura che non Tenez, fa tanta di quella fatica mentale nel pensare di scassinare e fregarsi tutto che dice ma vafancùl e passa dritto..
Inoltre la mia misantropaggine sta raggiungendo i minimi storici. Cioè, esseri umani, io vi odio. Voi e i vostri virus.
Voglio vivere come Micheal Jakson ( non trombando bambini ma in una camera iperbarica).
La mondanità è un doloroso ricordo, non mi stucco la faccia non so da quante settimane..
Datemi un pretesto per stuccarmi la faccia, ora che le squame sono andate via.
Le squame sono una reazione allergica alla vita aerea. Oppure una prova del fatto che sono la versione stronza e racchia della sirenetta Disney, oppure che l'altra notte al sabba satanasso non s'è tanto regolato.
Forse sono allergica a Te. Si si, proprio TE.
Esigo allora che TU venga all'istante a lavarmi tutti i maglioni dell'inverno passato e già che ci sei mi affetti anche due lesche di prosciutto casereccio che preventivamente avrai portato dall'Umbria e per la precisione da Norcia, ammesso che Norcia sia in Umbria e se Norcia non fosse in Umbria esigo da TE che Norcia venga subito trasferita in Umbria.
Esigo inoltre che San Benedetto da Norcia venga arso all'istante come prosciuttone datato e al suo posto venga incoronato san Daniele in qualità di prosciuttone in offerta al banco alimentare di Anna Magnani amò tesò c'ho 'n San Daniele a n'euro e 30 a ttè t'oofaccio a n'euro zitta e bbona