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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

mercoledì 10 novembre 2010

ODISSEA ITALIANA



L'italia nel ruolo di "Itaca".
Berlusconi e il suo governo nel ruolo di "I Proci".
Bersani e il PD nel ruolo di "Telemaco".
Penelope nel ruolo di "Fini".
Nichi Vendola nel ruolo di "Ulisse".
Rosi Bindi nel ruolo di "Atena"
Libro primo:
sintesi
Atena va da Telemaco a dirgli:
- Aò, a Bambalotto, datte na svegliata, qua se stanno a magnà tutto.
Telemaco prende allora coraggio e decide di affrontare in parlamento i Proci usurpatori.

Libro secondo:

Il mio padre io perdei! Che dico il mio?
Popol d’Itaca, il nostro: a tutti padre,
Più assai che re, si dimostrava Ulisse.
E a questa piaga, ohimè l’altra s’arroge,
Che ogni sostanza mi si sperde, e tutta
Spiantasi dal suo fondo a me la casa.
Noioso assedio alla ritrosa madre
Poser de’ primi tra gli Achivi i figli.

L’intero dì nel mio palagio in vece
Banchettan lautamente, e il fior del gregge
Struggendo e dell’armento, e le ricolme
Della miglior vendemmia urne votando,
Vivon di me: né v’ha un secondo Ulisse,
Che sgombrar d’infra noi vaglia tal peste.
Io da tanto non son, né uguale all’opra
In me non si trova esperïenza e forza.
Oh così le avess’io, com’io le bramo!
Poscia che il lor peccar varca ogni segno.
E, che più m’ange, con infamia io pero.
Deh s’accenda in voi pur nobil dispetto;
Temete il biasmo delle genti intorno;
Degl’immortali dèi, non forse cada
Delle colpe de’ proci in voi la pena,
L’ira temete. Per l’Olimpio Giove,
Per Temi, che i consigli assembra e scioglie,
Costoro, amici, d’aizzarmi contro
Restate, e me lasciate a quello in preda
Cordoglio sol, che il genitor mi reca.

Che arroganti rivali ad opre ingiuste
Trascorran ciechi della mente, io taccio.
Svelgono, è ver, sin dalle sue radici,
La casa di quel Grande, a cui disdetto
Sperano il ritornar, ma in rischio almeno
Porgon la vita. Ben con voi m’adiro,
Con voi, che muti ed infingardi e vili
Vi state lì, né d’un sol moto il vostro
Signore ìnclito aitate. Ohimé! dai pochi
Restano i molti soverchiati e vinti".

A conclusione del discorso di Telemaco, i Proci vili infingardi approfittatori, si fanno una gran risata e continuano a mangiare a sfondo e a bere a gargarozzo. Il leader della coalizione si intrattiene con quattro ancelle minorenni.

Telemaco disperato, prende la via del mare con la speranza di aver notizie di suo padre, Ulisse.
Penelope, va a coricarsi sul freddo talamo mentre intanto indugia sul da farsi.
Disfa la tela per ritesserla il giorno dopo.

Continua...ovviamente