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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

mercoledì 2 dicembre 2009

I NERDS


Ho appena letto il post di Majortom il quale mi ha ispirato una inutile quanto insignificante riflessione sui miei rapporti con i nerds in particolare e il nerdume come stile di vita in generale.
Ora, è questione piuttosto condivisa che i nerds facciano schifo, siano odiosi, saccenti, noiosi, brutti, maniaci, repressi sessualmente, trasandati e col fascino di una oggetto da cancelleria.
Tuttavia il nerd esercita e ha sempre esercitato su di me un'attrattiva quasi irresistibile.
Chiamatelo masochismo, chiamatelo bassa autostima o poca considerazione di se, chiamatelo autolesionismo strisciante, atto punitivo, perversione sessuale, devianza o come vi pare, fatto sta che la nerdfilia ha sempre avuto il sopravvento nella scelta del partner ideale.
Non è che disdegni il figo, il palestrato, il belloccio da spiaggia, lo spavaldo, il maschio alfa e tutte quelle cosa là alla "mondo di quark: la riproduzione della specie".
Anzi. Apprezzo, apprezzo molto.
Fatto sta che a farmi innamorare però sono sempre state quelle blatte topi di fogna di nerds che più nerds non si può.
Tipo muscolo flaccido, occhiale spesso, capello inforforato, tic, nevrosi ossessivo-compulsive, pedanteria, universi paralleli del tipo tutto il mondo è nella mia stanza, il resto è fuffa.
E non sono la sola. Perciò, a rigor di logica, la credenza popolare secondo cui i nerds non acchiapperebbero una donna nemmeno a pagarla è falsa e fuorviante, così non fosse si sarebbero già estinti da tempo, dal 1980 per la precisione, momento storico in cui il mondo ha avuto la disgrazia di veder comparire sulle proprie terre emerse tali aberranti creature.
Invece ci sono, sono milioni e milioni, si aggirano dappertutto, ovunque con il loro alito alla liquirizia e le loro giacche di velluto a costoni con i bottoni spaiati e i colli logori.
Sono ovunque, nei supermercati a comprare kinder fetta al latte e nesquik, birra scadente e formaggio fuso da mettere nel pancarre.
Nei locali chic con la stessa giacca di vellutone e le scarpe da trekking a sorseggiare vino alla mescita confondendolo con succo di frutta al mirtillo; sono lì bianchi bianchi in faccia a guardarsi attorno schifati da tanta bella gente e tante belle ragazze, che tutti voi credete non gli rivolgerebbero mai la parola e invece vi sbagliate.
Noi ragazze purtroppo, (alcune di noi, preciserei) siamo attratte giù nel baratro da una sorta di malsana tendenza necrofila verso un corpo che cadavere non è ancora eppur ci somiglia, codesto aborto della natura è il nerd, che intanto ti sta guardando dal suo tavolo all'angolo, solo o al massimo con il suo amico immaginario, con finta aria di sufficienza perché sei truccata e hai i tacchi alti e non sei della sua stessa specie, una nerda come lui e il suo amico immaginario e quindi presumibilmente fuori da ogni considerazione, mentre in realtà il solo pensiero di poterti rivolgere la parola lo sta facendo venire nei pantaloni.
Così finisce, finisce che i nerds ti attirino come una mosca nella ragnatela e tu ci caschi, gradassa figliuola che comincia magari col fare una scommessa con l'amica e finisce inguaiata innamorata appresso a un fetoso puzzettino d'appartamento.
All'inizio ti diverti e pensi: minchia che sfigato, ora lo grazio, faccio un'opera di carità e la cosa ti intriga perché sei tu che prendi l'iniziativa, che te la giochi e ti senti una specie di Marlene Dietrich, tutta femme fatal mentre il nerd reagisce dandoti soddisfazione, all'inizio ti sembra di avere a che fare con un cane, tipo. Tu arrivi e lui scodinzola, tu ordini e lui obbedisce, tu tiri il guinzaglio e lui si ritrae, tu punisci e lui impara, in più è autonomo nella gestione degli escrementi.
Poi però ti frega. Arriva il momento in cui il nerd ti frega. Quando è troppo tardi per accorgerti della sua bassezza morale oltre che fisica ( i nerds in genere, non chiedetemi il perché, non sono mai alti più di un metro e settanta)il nerd ti frega. Ti frega perché ormai sei invischiata, perché ormai ti piacciono le sue cose da nerd, le nerdteorie, le nerdversioni dei fatti, le nerddiscussioni, i nerdfilm, le nerdletture, il nerdumorismo e addirittua, accecata oltre ogni limite, anche il nerdlook.
Poi un giorno, in un locale chic mentre il tuo nerd sorseggia un bicchiere di vino alla mescita scambiandolo per succo al mirtillo, da lontano lo osservi stronzeggiare con un'altra che sembra la tua fotocopia, con il rossetto e i tacchi alti; una che ha appena finito di scommettere con la sua amichetta del cazzo che, costi quel che costi, 50 euro sono di posta, si caricherà quella specie di cartone di un nerd.
E per te è finita.
Passerà del tempo prima che la nerdossessione ti passi, proverai a sciacquarti la testa rifacendoti con i bellocci, un po' di qua un po' di là, fino a quando ci ricascherai perchè
ormai è troppo tardi. Il nerdume, quello tossico, quello che ti porterà alla rovina, ce l'hai nel sangue.
I nerds, credete a me, creano dipendenza.