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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

mercoledì 26 marzo 2008

Vermiglio verme

Vado in bagno e sono in ritardo, sono talmente in ritardo che decido di fare segone. La storia dei miei licenziamenti è mito e leggenda, è migenda, ma anche leggito. Il primato è stato quello del lavoro durato un'ora, un'ora sola ti vorrei e poi mi licenzierei.
Vado in bagno e vedo mezzo verme vermiglio nella vasca. Non è proprio un verme, è un insetto semitrasparente della grandezza di una pillola tatig. Si sposta scivolando su 10.000 filini di cose in movimento altrimenti dette zampe insettivore. Ha le antenne, per questo distinguo la testa dal culo.
Non mi fa schifo, non lo voglio neppure schiacciare, ma una cosa è certa, a casa mia non ci può stare, cominciamo a diventare troppi.
Chiamo il gatto. Gianfilippa arriva perché arriva come fosse un cane, solo che non ti riporta la palla, ma forse perché nessuno gliel'ha mai lanciata. Cmq, lei arriva e il mezzoverme bestemmia. Bestemmia in vermicolano. Il gatto vermicida dà avvio all'agonia vermesca. Lo zampa, lo annusa, lo rizampa, lo lancia di qua di là di su di giù in diagonale per l'aria del quadrato costruito sull'ipotenusa fratto due, e il verme non decessa. Si cappotta, sforbicia per qualche minuto, poi con un colpo di reni si decapotta. Non escludo che il verme cabriolè abbia i reni, un essere a-cervellico, privo di sistema nervoso centrale (?) è possibile che abbia, non tanto i reni, quanto gli addominali. D'altronde l'addome ce l'ha, la sua bocca è collegata dritta dritta al culo, attraverso un tubo digerente.
Certo che brutto è brutto. E' talmente brutto che anche il gatto si schifa. E lo lascia in pace. Il gatto pro-life esce dalla vasca e se ne torna a svaccarsi sul davanzale sotto cui c'è il termosifone sotto cui c'è il pavimento sotto cui c'è il mio vicino con la nonna 90enne, la nonnantenne, sotto cui c'è un pannolone sotto cui....fermatemi.
Ovviamente piove, ovviamente mi girano le palle, ovviamente ho disturbi intestinali, gengivali e di giudizio, stanco davanti al monitor, stanco davanti al caffè, stanco con la sigaretta fra le dita, stanco ciccando sulla tastiera. Forse sono stanca. Sei sempre stanca, fai fatica a recuperare le energie, l'apatia ti accompagna, l'afasia ti ucciderà? bene. Usa Kalfort e mentre la lavatrice vive di più tu lentamente ti decomponi.
Visto il film di pasqua pasquale, che prima era sempre quello di Zeffirelli, che zio lo fulmini, e che ora invece è sempre quello del macellaio di fiducia confidenzialmente chiamato Mel Gibson.
Breve sinossi ( anche detta riassunto)
Nel mattatoio della provincia romana di Palestina, un pezzo di carne umana e anche un po' divina, viene macellato seguendo l'antica ricetta della pia donna Antonella de'Clerici e dello chef Pilato de' Ponzia. A cena 12 apostoli, tra cui Giovanni che però è femmina, detta anche Maddalena o Giovannina. La carne viene dissanguata, ripetutamente battuta, trascinata nella polvere per dare sapore di tufo al piatto che ne verrà, appesa a una croce e messa a essiccare quanto basta. Servire dopo tre giorni, facciamo due e mezzo così sta volta può essere che qualcosa in tavola la si mette.
Angeli e demoni e Dan Brown sono di giuria giudicante.
Breve sinossi di tutti i film di Zeffirelli:
Un tizio qualunque ( un santo, un Gesù, un uomo in calzamaglia shakespeariana) generalmente tisico, alto, biondo, capelli alla nazareno, sacco di yuta o costume d'epoca, gironzola per i cartonati di Cinecittà o nel mezzo di campi fioriti. Parla con gli uccelli, le malmignatte, sotto i balconi e con le carogne. Guarisce qualche lebbroso, raddrizza un paio di storti, predica, razzola, duella, fioretta, si avvelena e viene messo in croce. In ogni caso, nessuno scopa mai.
Mi aspetta un piccolo spostamento nel pantano cittadino con freeclomotore che se parte dopo 10 giorni di diluvio c'ho un culo da capogiro. A lezionare di latino scriptum et grammatica vado, prendo soldi e scappo dò un passaggio a Woody Allen che non è un wurstel ma un anziano regista in decadimento creativo.
Datemi la tranquillità e-mo-ti-va? per scrivere belle storie di cavalieri et dame e tossici truffatori. Posto che posti questo post.... finite voi che io Taxi driver.