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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

sabato 6 giugno 2009

Che avete contro il post precendente?

Comunque.
Siccome sono in uno stato psicologico da C.I.M., ieri alle 17:00 sono andata al cinema a vedere Terminator Salvation.
Vi lascio due minuti così che possiate deridermi in tutta tranquillità.
Fatto?
Ok.
Insomma, ci sono andata ovviamente perché sto sbroccando nel vero senso della parola, cioè tipo liquido traboccante che per incapacità del contenitore si disperde nel mondo come lacrime nella pioggia.
E cmq si.
Ci sono andata.
In sala c'eravamo io, un vecchio e 4 12enni con l'apparecchio e le braccia troppo lunghe. Quel prototipo di essere umano allo stadio prepuberale che ha la faccia da bambolotto, gli arti da adulto, il busto da bambino e la voce in falsetto, fase pre-acnosa.
Insomma, ho visto il film insieme a sti robi qua. E devo dire che pensavo mi avrebbero rovinato la visione, che avrebbero fatto casino tutto il tempo lanciandosi pop corn e chewingum, che avrebbero puzzato di piedi tutta la sala, che si sarebbero eccitati alla prima spalla nuda di femmina e pecora, invece, presumibilmente si sono cagati in mano dall'inizio alla fine, perché non hanno proferito singulto.
Circa il vecchio non so darvi informazioni, credo fosse stato trascinato in quel luogo dallo sminchiamento senile.
Io, ve l'ho detto, sono impazzita, perciò, Terminator Salvation.
Ora, il primo Terminator, si sa, è un cult.
Film di tutto rispetto, fantastico, amato da me e dalla mia generazione da sempre e per sempre. Poi un giorno ho letto su Wired che a breve sarebbe uscito quest'ultimo sforzo del genio americano degli effetti speciali. Dicevano: hanno riesumato la sagoma e il volto, di questo mongoloide qua, nei panni del mitico Terminator ai sui tempi d'oro e di ferro e, con elaborazioni che ne se io di che tipo a computer, l'hanno reinserito nel nuovo film senza che il cazzone di cui sopra abbia mai preso parte a ripresa alcuna.
( In realtà trattasi di chicca tributo al grande Terminator 1, in quanto il mongoloide appare per 5 minuti circa, il tempo necessario a essere sfracassato in tutta la sua stazza di carne, metallo e faccia da governatore-culo californiano)
Ho detto, azz.
Così, l'ho visto.
Fa cagare, a parte ovviamente la spettacolarità degli effetti speciali, sempre sorprendente, (non so dire quanto sia costato questo film, ma immagino cifre con molti zero), a parte i due super manzi che fanno da protagonisti: Christian Bale nei panni di John Connor, profeta degli anni 2030, e Sam Worthington nei panni di un certo Marcus, che ci hanno infilato perché, in effetti, faceva figo, a parte insomma la manzaggine di sti due, modello americano montagnoso, asciutto, muscoloso, duro e puro, che non deve chiedere mai, che l'umanità ama e venera, che con un bullone ti costruisce la bomba atomica, che con uno colpo di tosse sventra il nemico e con un bacio mette incinta la sua donna, a parte questo, brutto brutto brutto film, niente a che fare con il primo, poetica, romantica metafora della virtù e della forza dell'umanità di fronte alla freddezza della tecnica, espressione del suo genio che le si ritorce contro.
Ma si sa, i primi sono sempre i migliori.
So di avere un debole per questo filone fantascientifico futurista post bellico nucleare, sintomo delle angoscie dell'uomo nei confronti di una tecnologia che teme gli sfugga, il classico pippone dell'etica applicata alla tecnica e del timore di una conseguente e progressiva disumanizzazione della specie.
Si, subisco il fascino di questo filone, dalla letteratura al cinema, ma più al cinema.
Perciò, amanti di Matrix, di Blade Runner, di Nirvana, di Alien, di Terminator, unitevi e andate a vedere Terminator Salvation, anche se fa cagare.
Invito soprattutto le fanciulle; le invito a dare un ultimo sguardo al proprio marito-compagno-fidanzato molliccio rachitico intellettual-progressista, che si veste pescando cose a caso nell'armadio, che guarda report, che si abbona a internazionale, che compra il manifesto, che gira in bici con tom tom, che si perde nel suo quartiere, che tiene la macchina come una fogna, che ha un genetico giro di trippa attorno alla vita, che la cosa più muscolosa che possiede è il proprio cervello, che la cosa più pericolosa che abbia fatto nella sua vita è stata contestare una multa, che le sgarette no, al massimo un Toscano, che ama la tecnologia fino all'orgasmo ma che non sa aggiustare un rubinetto che gocciola, ecco, date un ultimo sguardo a questo prototipo di maschio nostrano e poi riversatevi al cinema e concedetevi per un attimo la fantasia di vedervi girare per casa una bestia tanta, che parla poco di massimi sistemi, ma serve benissimo ad altro.
Anche questo, del resto, fa parte del sogno americano.

Vostra far-minator