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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

martedì 2 giugno 2009

BALLE SULLA SOLITUDINE


Diciamocelo, è bello esser soli.
Per un po'.
Per quel po' che basta a ritemprarti.
La solitudo munitians, dicevano i romani, non è vero, me lo sono inventatato, non so neppure se esista un vocabolo latino per munitians e neppure ho voglia di andarlo a cercare.
Per il momento mangio olive nere incartapecorite, cotte al forno, dicono loro, per me incartapecorite. Salate ma di un salato che il Morettino doppio malto fa appena in tempo a riposare due sorsi.
Nemmeno.
Che poi a me la Moretti non piace proprio. Ma sai, il problema del consumatore mediamente attento sono le offerte della Coop.
Quando trovi l'offerta sei fottuto.
L'ultima volta che ho fatto la spesa alla Coop mi sono imboscata due confezioni di salsicce. Imboscate nel senso di rubate.
Non è stato un gesto volontario, no. Non rubo più niente dall'età di 17 anni, quando mi portarono via con la volante e mi fecero l'interrogatorio in questura perché avevo una refurtiva nello zainetto comprendente: dentifricio sbiancante, crema solare, schiuma per ricci perfetti e cazzate così.
Il tizio del supermercato, maledetta spia fascista, mi aveva denunciato. Erano arrivate due volanti con le sirene sparate manco fossi Totò Riina, e mi avevano portato via.
Per mio padre fu una botta allucinante.
E una figura di merda di livelli stratosferici.
Lui, il grande educatore della minchia, educatore professionista, 'o professore, una delle massime autorità nel paese assieme al sindaco e al prete, aveva allevato una figlia ladra e pure nu poco zoccola.
Non ricordo pene capitali. Probabile che abbiano discusso, lui e mia madre, circa la migliore soluzione da adottare secondo le più moderne teorie pedagogiche vigenti allora.
Perciò, niente.
Né un calcio in culo, né una mazzata in fronte, né restrizione intellettuali di alcun tipo, solo la pubblica gogna.
Vergognati come una ladra perché sei una ladra e noi ti schifiamo. E per riguadagnarti la nostra stima ne dovrai buttare di sangue e neanche è detto che ce la faccia.
E infatti, mi sa che non ce l'ho fatta.
Insomma, questa non la sapevate, eppure, sì, mi hanno processato al tribunale dei minori per essermi indebitamente appropriata di un cazzo di dentifricio sbiancante. Certo, mi hanno assolta.
Ma insomma, coltivando questa adolescenziale passione sarei anche potuta diventare presidente del consiglio.
Eppure, sono diventata un cazzo.
Cioè, non è che ora sia un cazzo, nel senso di organo riproduttivo maschile, trattasi solo di metafora turpiloquesca.
Ad ogni modo, per tornare alla Coop, i soci, i soci Coop intendo, sapranno che quando vai a fare la spesa e sei socio Coop, puoi passare da una cassa che si chiama cassa amica tipo, o cassa veloce, o cassa tua, insomma passi da lì per fare in fretta perché hai a disposizione un dispositivo, una specie di pistolotto, che ti permette di sparare il codice a barre dei prodotti, quello poi, 'o pistolott, ti fa la somma, tu vai in cassa, la cassa amica, inserisci la pistola, strisci il bancomat, e fine, imbusti la roba.
Il problema delle rincoglionite non malintenzionate tipo me, il loro problema è che mettono robe nel carrello e le tolgono alla velocità della luce, perché, noi tipo rincoglionite, si è anche molto indecise.
Perciò succede che la fragolina la voglio si, ma poi anche no, allora la metto e poi la tolgo dal carrello ma poi magari cambio idea e la rimetto e allora, capite a me, non se ne esce più.
La Coop è una questione per persone razionali.
I soci Coop dovrebbero essere sottoposti a test attitudinali.
Sennò, ecco, può essere che vi si fottano confezioni di salsicce.
Coop.