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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

mercoledì 6 gennaio 2010

LA BEFANA

Mo mettetevi comodi.
Allora, ( la tastiera l'ho cambiata) ieri parto da Roma per andare in quel di casa della famiglia d'origine. Vado alla stazione termini e salgo su un treno regionale, regionalissimo, di quelli talmente regionali che ti fa tutte le fermate pare pare a quelle di un autobus. Cmq, il treno sarebbe dovuto partite alle 15 e 20, ora del ladrone. Com'è come non è, alle 15 e 15 già sono bella che inchiovata al mio posto vicino al finestrino su di un sedile carico carico di sgommate di schifio e scritte di adolescenti imminchioniti del tipo betty&titty+lally&feffy=tvtttbb-x**à_***:-)))*Iloveyouforever; tengo underworld tra le mani, è la quinta volta che lo inizio e giuro, seguirà una sesta.
A un certo punto arriva uno mezzo sgarrupato e mezzo dipendente di trenitalia che dice che boh, il treno è svampato, perciò, ciccia.
Azz, manco è partito che già ha fatto la fuffa, perfetto.
Scendiamo tipo evacuazione, di quelle intestinali.
La gente impreca, sbuffa, protesta, si impila e se ne va a ciondolare in attesa del prossimo treno sano.
Nel frattempo io faccio tutti i miei cazzo di giretti per i negozi, uh i saldi, guarda lì, guarda là, alla fine da che dovevo essere già arrivata a destinazione, mi ritrovo ancora al punto di partenza con molti soldi in meno e il treno quell'altro, quello senza guasti che sta per partire.
Wabbò, che fai? ti metti a correre.
Corro corro corro corro come un'ossessa, corro come mai avrei creduto di poter fare. Corro che la gente a cui passo accanto si stravvita alla velocità della luce e si ritrova piantata nel cemento.
Devo raggiungere il binario 27, il binario 27 si trova in culonia, praticamente alla fine della stazione, praticamente a porta maggiore, paticamente vicino casa mia che se lo sapevo prima lanciavo i bagagli dalla finestra e poi salivo con calma.
Senza fiato e senza più speranze alla fine riesco a raggiungere il binario e a un minuto uno dalla partenza, imbocco il treno. Sono salva.
Grondo, tipo grondaia. Evaporo. Svampo. Trovo un posto a sedere, mi accomodo, inizio a spogliarmi, strato per strato. Poi per puro caso presto attenzione allo spiker , ma quando mi accorgo che sta dicendo cose spiacevolmente preoccupanti, ovviamente è troppo tardi: Orbetello, Montalto di Castro, Pisa.
PISA.
Sono su un treno per PISA.
Interessante, il problema però, (una quisquiglia, che vuoi che sia) è che dovrei andare a sud.
Mi impanico, schizzo dal sedile, soffro interiormente, soffro esteriormente. Soffro e basta. Nel corridoio io e una darkettona di categoria Z abbiamo sbagliato treno e aspettiamo con grande cordoglio la prossima fermata.
Scendo e prendo un treno al contrario.
E' passata più di un'ora e sono ancora lì, in quell'assurdo incementante punto di partenza.
E, nel culo della coda della fine dell'ultimo binario della stazione Termini. Lo stesso binario 27. Fatti tutta la corsa al contrario, i 600 metri che hai corso prima, dal primo all'ultimo, quando sfrecciavi come una demente per andare a prendere un treno sbagliato, quelli là, si, quelli, rifattili tutti, al contrario, per riuscire a beccare una coincidenza che parte tra due minuti e che praticamente è già partita.
Tutto questo per dire che: maledetta befana, se te pijo te sdrumo...
P.S alla stazione d'arrivo, poi, come se non bastasse, invece di entrare nella macchina di particella di sodio che era venuta gentilmente a prendermi, che faccio? non entro nella macchina di due vecchi parcheggiati in doppia fila? apro lo sportello e chi mi trovo? una vecchia che caccia un urlo che manco avesse visto lo yeti e a momenti mi ci siedo addosso.
Roba da matti...

Farfa kill la befana