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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

giovedì 6 agosto 2009

RACCONTI DI VIAGGIO 1


Dunque eccomi qua.
Lo so che vi sono mancata quanto l'aria buona in una stalla del trentino.
Questa prolungata assenza dovuta non fu al fatto che in Andalucia non ci siano internet point o robe così.
No.
Dovuta fu a uno scollegamento totale ascetico progressivo da tutto ciò che non fosse jamon serrano, tapas, sherry fino, frittura di pescado, frittura di pescado, frittura di pescado, frittura di pescado e frittura di pescado.
Da tutto ciò che non fosse oceano mare, monti laghi e fiumi, città moresche, piazze immense, sieste interminabili a 45° all'ombra, flamenco per le vie, gitane coloratissime hola guapa a bailar..

Insomma, io e il mio compagno di viaggio che da ora in poi chiamerò Tengo la camisa negra porque negra tengo el alma abbr. Camisa negra, insomma io e Camisa Negra abbiamo girato l'Andalucia in smart, si, avete capito bene, in smart.
Che la gente ci guardava con quella faccetta un pò così, tra il derisorio e lo scientifico, tipo ornitologo che scopre un' incatalogata specie di uccello che somiglia a una scatola di tonno coop.
Dovete sapere infatti che in quel di Spagna o meglio in quel del sud del sud della Spagna la smart, a differenza dell'italica nostrana tendenza, non ha avuto attecchimento alcuno sulla compulsività del consumatore di city car, motivo per cui due individui un pò sbattuti, un pò arrangiati, a metà tra il frikkettonaggio consapevole, la vacanza alternativa intelligente e i ristoranti a 4 stelle, dovevano risultare un pò bizzarri e tutti ci guadavano un pò così, tra lo sberleffo e il compassionevole, così come in realtà sarebbe naturale si guardasse una smart.

Il perchè di questa scelta Camisa Negra l'ha spiegata così: è piccola, ha un buon motore, si trova parcheggio, si fanno un botto di chilometri. In realtà era l'auto a noleggio che costava meno, uno scatolame con le ruote, un pelato e una sardina sotto sale e sudore.
Intanto con lo scatolame abbiamo fatto un giro bello che lungo. Mare, montagna, lago, città.

Arriviamo a Malaga in un orario improponibile senza idee chiare sul percorso. Alle 02:00 siamo ancora lì a girare come falene attorno all'areoporto chè non si riesce a trovare lo svincolo per la città.
A Malaga city, in un breve lasso di tempo necessario a trovare quei 45 cm giusti per parcheggiare la scatola di tonno quello che vediamo come welcome sono orde di ventenni 'mbriachi e vomitoni agli angoli di una piazza, rumorosi e sgommatori con le auto ammaccate, semi-spericolati semi-lobotomizzati, ed è solo un giovedì del cazzo ormai venerdì mattina.
Io e camisa negra facciamo rimbalzare i nostri occhi navigati un pò qua e un pò là, dico, vabbè, me ne stavo a Riccione, Camisa Negra è d'accordo, ok, andiamo via.
Da queso momento, dalla fuga da Malaga, inizia il tour. Fare un resoconto di città in città, di località in località sarebbe troppo lungo.
Perciò mi metto in random e quel che vine viene.
Tipo Tarifa.
Tarifa è un posto assurdo sulla punta dell'Europa, dopo Gibilterra, di fronte al Marocco che tu lo vedi il Marocco, è lì che galleggia nel mare e sembra l'isola del Giglio.
Insomma in sto posto, con spiagge californiane, windsurfisti australiani, sole a picco, vento costante, sembrava di essere boh, dappertutto fuorchè in Europa. Ad ogni angolo migliaia di Brad Pitt in canottiera trascinavano tavole da surf verso la battigia, Pamele Anderson in topless galleggiavano senza tavola, americane obese dormivano come ontarie spiaggiate, Raul Bova spagnoli abbarbicati su trespoli da guardaspiaggia, io e Camisa Negra binachissimi e bassissimi in mezzo a quell'orda di yeh! da telefilm esportati.
In quel di Gibilterra invece abbiamo dormito in una specie di fogna abbandonata dai ratti in attesa che la risanassero in cui un gentleman colono occupatore inglese in suolo andaluso ci spiegava con tutto l'aplomb del britannico usurpatore che si, ho una stanza per voi, è una cloaca massima, costa il triplo di quello che dovrebbe, cioè in relatà dovrei essere io a pagarvi perchè restiate, se saldate in euro vi applico un tasso più alto del cambio uffciale, il bagno è fuori e è in comune con quella specie di branco di abbevazzati molesti ultras inglesi, quelli tutti rosa rosa in faccia con le panze da alcolizzati che scorreggiano tutta la notte, certo la birra fa quest'effetto..
Di buono c'è il fatto che il regime fiscale di Gibilterra ti abbona l'iva perciò ho comprato una stecca di camel a 16 euro, il che vuol dire che ho pagato il singolo pacchetto circa 1,60 quando nel bel paese costano 4.

Come non menzionare poi il muratore affittacamere che ci ha dato da dormire in una cittadina sull'oceano priva di tutto tranne che di jamon ovviamente, con chilometri di spiaggia selvaggia, senza struttura alcuna che richiamasse lo sciacallaggio delle coste nostrane, niente calca, niente ragazzini strilloni, solo spiaggia chilometrica, bianchissima, mare fantastico, sole a fornace, donne in topless.
Tutte le donne in Andalucia, dalle 80enni alle neonate, tutte, vanno con le zinne all'aria. C'è una grande varetà di tipi di zinne al mondo. Appese, toniche, mollacciose, a pera, a palloncino, a anguria, capezzolate a spillo, a bottoncino, a tombino, rugose, rifatte, mosce, enormi, rimbalzanti, orientate a destra o a sinistra, traboccanti fino all'ombelico, rivolte verso l'alto dei cieli, pelose, simpatiche, a tavola.
Allora ho pensato, vabbè, me lo sparo pure io un topless, poi ho pensato che non se ne sarebbe accorto nessuno e infatti non se ne è accrto nessuno.
Però, è comodo e anche liberatorio. La mutanda no, quella me la sono tenuta anche se di fighette all'aria ce n'erano anche quelle...
Insomma il muratore viene ad accoglierci in tenuta da muratore: petto nudo impallinato di schizzi di calce incrostati tra i peli, scarpe da lavoro, pantaloni tipo sacco di cemento cucito nel mezzo, sudato che sembrava avvolto in una specie di placenta di bue, sputacchioso in quanto mancante di un diverso numero di denti, dice hola e sputa.
Prendiamo una certa distanza di sicurezza, contrattiamo sul prezzo, ci dà le chiavi e stiamo nel posto più bello dell'universo, terrazza sull'oceano, niente luci, niente rumori, niente afa, solo il mare immenso e la spiaggia bianca che di giorno si riempie di signorine nude e nessun bambino e fare il bagno è una questione esistenziale che ti rigenera dal profondo.

S'è fatto tardi vedo, c'è da tessere le lodi della sierra di grazalema e di granada e di altre piccole località ma ora son stufa e magari faccio tipo una roba a puntate.
Aggiungo solo che in tutta la magnificenza di questo popolo e di questa terra c'è da fare un appunto, l'unico appunto forse, ma così è, per onor del vero, s'adda fà: la lordura.

Ed è così che vi dò appuntamento al prossimo post, lasciandovi pregustare il racconto della sugna andalusa, di come mangino senza tovaglie e senza tovaglioli, di come nei bar razzolino bagarozzi e pantegane, di come i camerieri infilino le dita nei piatti e poi si grattino il culo, in poche parole, degli anticorpi che ora ho.

Lettura fatta in questa vacanza: J. Amado, Gabriella garofano e cannellla.
( lo so, probabilmente ero rimasta l'unica persona sulla faccia della terra a non aver letto questo libro, così è, perciò se anche tra voi ci fosse qualche ritardatario, daje, esperienza mistica e assai brasiliana pure questa fu)

Farfaapuntate.