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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

martedì 9 febbraio 2010

VOLERE

Vorrei.
Una testa sana e mani di fata.
E parole come lame, dolci, per condurre alla morte. Di quelle che poi si rinasce. Migliori.
Vorrei capelli come medusa. Vorrei serpi attorni al mio corpo che stringono forte dove fa più male, che tengono legate le ferite e liberano le catene.
Vorrei la pece nelle viscere e dentro gli occhi e nello stomaco.
Una pace delle carne.
Vorrei.
E un bacio infinito e umido. Saturo. Fecondo.
Vorrei dita creative, vorrei pensieri di flauto.
Vorrei respirare a fondo senza fischi, senza fatica.
Vorrei luce nelle pupille, vorrei braccia elastiche e persone senza spigoli da accogliere.
E musica nelle orecchie, sempre. Come curve di arcobaleni di illusioni.
Vorrei sogni belli.
Vorrei il sole in faccia, ogni giorno.
Zucchero sulle labbra. Piedi stabili, terreni sicuri.
Vorrei la pioggia e che quando c'è che fosse fresca, lucente come un riflesso, veloce come un'idea importante.
Vorrei svegliarmi e poggiare i piedi sul morbido. Vorrei svegliarmi con i denti bianchi e i riflessi sullo smalto potenti come un'abbaglio.
Come un miraggio.
Vorrei che mi vedessi accesa.
Vorrei davvero ardere questa vita fino a consumarla senza rimpianti.