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I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

martedì 26 giugno 2007

A volte succedono cose brutte che chi se lo aspettava....

Che ci rimani così che vorresti dire ma davvero sta capitando a me? e mentre ti capita davvero pensi a come dovrai interpretarlo e quanto ti costerà in termini di rielaborazione e razionalizzazione e rancore e a come dovrai comportarti in seguito a lungo termine e a anche a breve visto che a breve sei con le mani legate o meglio con la bocca ingolfata di bambagia e bambagia e bambagia che non puoi dire niente perché niente è lo spazio concesso ai tuoi pensieri e alle tue stiracchiate di braccia e ai tuoi sonni di mattina e alle tue sigarette dopo il caffè....e allora pensi sempre mentre ti sta succedendo che intanto cominci a piangere ma piangi perché è l'unica reazione quella più animale, quella che più di tutte hai a portata di mano e piangi quindi e pensi al fatto che stai piangendo e che tutto il mondo ha preso ad odiarti e che sei piccola ma piccola ma infinitesimalmente piccola e che chiunque potrebbe schiacciarti contro il muro come fossi una zanzara rompicoglioni nella notte. E allora potresti morire o farti molto male, come fossi una zanzara rompicoglioni nella notte. Ma mentre piangi pensi che quello che ti sta capitando è ancor più brutto di quello che di più brutto pensavi che fino ad allora ti fosse capitato. Allora una lancetta si incrina all'interno del torace e non sai dire cos'è. Se è paura o schifo, se sorpresa sorpresa sorpresa sorpresa che le cose e le persone a cui ci affidiamo sono sante e belle e fighe perché le abbiamo scelte noi e che quando ci fanno incrinare la lancetta nel torace allora la colpa non può che essere nostra che abbiamo sbagliato anche questa volta, la scelta sbagliata porta a trovarsi e non trovarsi. Anzi porta a non trovarsi mai più. Porta a lasciarti basita e senza fiato, a farti piangere con il muso a respirare cromatina che vien su dalle scarpe, a poggiare il culo un po' sganghero sul cuscino del gatto perché devi star ferma per un po', adesso. Adesso, ora che ti è successo quello che ti stava succedendo, adesso devi startene un po' giù a pensare mentre le gocciole salate ti finiscono nelle gengive che nemmeno più ne riconosci il sapore tanto era che non piangevi così per davvero, ma che cazzo piango e che cazzo devo fare ora che mi viene il panico perché non so proprio cosa cazzo c'è da fare.

Poi non sei niente, sei piccola, minuscola che c'è caldo e non respiri. Poi non sei un cazzo, rumore che i vicini ci guardano, che la nonna di Tizio fa
ciok dalla finestra, che qualcuno sentirà che una lancetta mi si è incrinata al centro del torace. Che qualcuno sentirà che sono presuntuosa e asociale, che sono malata e che qualcuno si offra di curarmi perchè non sono come le altre che ridono e ridono e ridono e sono felici sempre che ridono e ridono e dicono ciao che bello e sono sincere, perchè lo pensano veramente che è bello, che culo, che figa la mia vita del cazzo e poi allora io non vado bene perchè sono strana e le persone strane sono malate perchè hanno paura dei bambini e dei legami che si sentono soffocare e corrono e corrono e corrono e corrono sempre più veloce e anche quando sembra che siano sempre lì stanno correndo da dentro e sono già lontane ma lontane che non le si vede più che non le si può più prendere anche se le fermi a calci nel culo.
Che vanno lontano
perchè non è vero che sono malate, non è vero che sono strane e egoiste e presuntuose, perchè non è vero che devono essere questo e quello e non essere questo e quello.
Io sono libera... nonostante le catene, nonostante non sia come tu mi vuoi,
che io non sono mai come la gente mi vuole.
Io sono come sono.
E la gente mi lecchi il culo.
E anche tu.