monicanardozi@storepix.it

La mia foto
I grandi uomini hanno scritto le loro opere più eccellenti in quel periodo della loro vita nel quale dovevano scrivere gratis o per un onorario assai basso. "Schopenhauer"

martedì 20 marzo 2007

Passannante Santo subito


Allora, ieri sera sono capitata al Palladium per una manifestazione assurda pro-cervello di un tale Giovanni Passannante anarchico lucano del periodo post-risorgimentale.
Incredibile a dirsi ma voi non avete idea di quanta gente e quanti artisti si siano mobilitati affinchè il cervello di quest'uomo potesse tornare nella sua terra e trovare giusta sepoltura.
Una breve biografia del compagno anarchico Passannante:
Giovanni, all'età di 29 anni, esasperato dalla povertà, dall'imperante ingiustizia perpetrata ai danni della sua terra e del suo popolo, disgustato dalla fine degli ideali repubblicani democratici allora in voga prima dell'avvento della monarchia, in occasione di un viaggio di propaganda in Lucania di Vittorio Emanule, primo re d'Italia e della sua cessa moglie Pizza margherita, attenta alla vita del re. Dopo aver comprato una bandiera rossa e un coltellino dalla lama lunga appena 4 dita in cambio della propria giacca, nel bel mezzo della parata si affianca alla carrozza reale e punzecchia la coscia di Vittorio Emanuele, procurandogli un graffietto superficiale e insensato.
Catturato all'istante subisce un processo fittizio e viene condannato dapprima a morte e poi alla detenzione nell'isola d'Elba. Tutta la sua famiglia viene rapita e reclusa in un manicomio, mentre lui si appresta a passare 12 anni della sua vita in una cella alta un metro e 50, sotto il livello del mare, buia e putrida. Per 12 anni dunque non potrà mai stare in piedi, costretto alla fame si nutrirà dei propri escrementi, si ammalerà di tenia e di scorbuto fino a che non verrà trasportato nel manicomio di... ( non mi ricordo) ridotto allo stato larvale. Alla sua morte la sua testa sarà recisa, il corpo dato in pasto ai cani e il suo cranio spaccato in due per esporrne il cervello, in gioia alle teorie lombrosiane sulla criminalità antropologica, nel museo criminologico di Roma, dove tutt'ora si trova. Il paese di Passannante, il cui nome originario era Salvia, dall'epoca dell'attentato al re fu ribattezzato Savoia di Lucania in onore della casa reale piemontese per riparare al torto inflittole.
Allucinante, no?
Attualmente la sindaca di Savoia di lucania, ex Salvia, margheritiana monarchica, si rifiuta di accogliere i resti di Passannante...
E' stata una serata sconvolgente, vuoi per la storia assurda capitata a questo povero contadino anarchico comunista, vuoi per l'incredibilità legata al fatto che ancora esistano dei monarchici veri in Italia, vuoi per la mobilitazione sensazionale che questo caso è stato in grado di sollevare....
Artisti del calibro di Gino Paoli, Carmen consoli, Paola Turci, gli Acustimantico, I tetes de bois, ovviamente Ulderico Pesce il grande matador della Basilicata, Andrea Rivera e tantissimi altri più sconosciuti ma ugualmente anzi forse di più, eccezionali...
Certo non sono mancate le guglie da carcinoma ai coglioni, tipo poeti sfrangifronne, cantanti pietosi e parlatori di una banalità disarmante, ma tutto sommato sono uscita da lì frastornata e dubbiosa.
Attualmente, in Italia, davvero è così prioritario il problema della sepoltura dei resti di Passannante? Senza nulla togliere alla vergonosità della vicenda, ma siamo sicuri che mentre la gente non ha casa, lavoro, soldi e leggi che regolamentino il suo vivere civile, ci si debba mobilitare per il cervello di Passannante? boh! comunque è stata una bella serata e anzi, già che ci sono, faccio un' ovazione ad Andrea Rivera, che oltre ad essere un bel manzo e ad avere i miei stessi capelli, è veramente bravo.
Bravo Andrea evviva Passannante!